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domenica 4 marzo 2012

LA GIOSTRA... DI MONSELICE 16-17-18 Settembre 2011

Eccoci qui di nuovo a raccogliere l'invito ad uno dei tanti raduni organizzati dal Camper Club la Granda (sezione Triveneto). La meta di questa volta è piuttosto vicina a Mantova, è in provincia di Padova, precisamente a Monselice, a circa cento chilometri da casa. 
La ”Giostra della Rocca” che qui a Monselice ha radunato noi camperisti, ci permettere di raccogliere una conoscenza storica rievocata con grande spettacolo. (foto Corteo: http://bit.ly/yU7G71)
Siamo nel medioevo, quando nel 1239 l'Imperatore Federico II° di Svevia entra a Monselice e viene festeggiato. Sfilate in costumi d'epoca. gare e tornei a cavallo ci rievocano con grande spettacolo l’atmosfera dell’epoca. Oltre mille figuranti costituiscono un lunghissimo Corteo Storico. Con minuziosa particolarità di costumi e rigorosa ricostruzione di macchine da Guerra, botteghe e negozi d’artigiani, sfilano lungo le vie cittadine rappresentando le nove Contrade di Monselice. Dopo essere stati accolti da quest’aria di festa, il mattino seguente partiamo per una passeggiata nel centro storico, dove una guida ci attende per la visita al Castello. La storia della rocca nasce ben prima del medioevo, tanto che numerose testimonianze fanno pensare addirittura alla presenza dei Longobardi ancora nei primi anni del 600. Quello che visitiamo è tuttavia un complesso museale di più edifici, arredati con mobili, suppellettili e armi, costituito nel 1942 dal Conte Cini.
Il primo ingresso avviene nel Castelletto dove ci accolgono sale sapientemente arredate con mobilio e non solo, provenienti da varie zone d'Italia: studioli, cassettoni e forzieri, mentre alle pareti vi sono broccati preziosi.
Nella Torre di Ezzelino troviamo invece l'armeria con particolari armature anche da cavallo, oltre a spade, lame da investitura, cassafortieri del 1600. Al piano superiore la sala del Camino presenta un'imponente camino “a becco di flauto” del 1300  con cappa in pietra refrattaria.  Ca' Marcello è quasi in continuità con la Torre e il susseguirsi di sale anche qui sapientemente arredate, ci porta poi ad uscire nel cortile veneziano. Il chiosco con pietra monselicese (trachite) è decorata da formelle con strumenti musicali e oggigiorno vi si svolgono concerti.
Noi donne siamo sicuramente incuriosite dall'atmosfera che si respira appena si entra nella grande cucina  della Casa Medioevale. Datata all'anno 1000 ogni oggetto può raccontarci una storia, perfino i piatti decorati con stemmi ci dicono che sono appartenuti ad una famiglia nobile. Una volta usciti dal castello ci dirigiamo verso un altro percorso. Prima incontriamo Villa Nani- Mocenigo sulle cui mura di cinta sono rappresentate figure allegoriche che ricordano la famiglia che commissionò la costruzione. Poi, poco oltre, troviamo il”vecchio Duomo” o Pieve di Santa Giustina, che i Monselicesi ricordano con molto rimpianto, a dispetto dell'attuale duomo ultra moderno che lo ha rimpiazzato a forza al centro della città.
La nostra passeggiata prosegue ancora verso il belvedere dove la Porta dei Leoni prima, e la Porta Santa poi ci introduce nel Santuario delle Sette Chiese.  Interessante è sapere che una bolla papale del 1605 concesse a questo santuario le stesse indulgenze date a coloro che pregavano nelle sette basiliche romane.
Il complesso della Rocca di Monselice è ricco di storia e di cristianità in ogni sua parte e andarlo a scoprire ci arricchisce culturalmente.
Finita la visita ci incamminiamo per andare a vedere il corteo delle nove Contrade dove ognuna di esse racconta un pezzo della grande storia di Monselice tra il 1200 e il 1300. Purtroppo la giornata termina con un improvviso acquazzone e la parte più caratteristica della manifestazione, quella della Giostra, non potrà essere rappresentata, per cui a malincuore dobbiamo salutare tutti e tornare a casa.

sabato 18 febbraio 2012

ANDALUSIA - Estate 2011

Dopo aver visitato Madrid in primavera ed esserne stati piacevolmente colpiti, non abbiamo potuto resistere a trascorrere le vacanze estive nella caldissima Spagna del sud, l’Andalusia. Volevamo prenderci all’incirca due settimane in settembre, quindi andando qui andavamo a colpo sicuro. Siamo partiti da Londra il giorno tre e siamo ritornati il dodici, e in dieci giorni non abbiamo trovato una singola giornata nuvolosa o con temperature al di sotto dei 30 gradi. Il nostro tour inizia da Malaga, percorriamo l’intera Andalusia da Granada a Ronda, e torniamo a Malaga l’ultimo giorno per riprendere l’aereo. Non abbiamo prenotato alcun albergo a parte la prima notte, per non essere vincolati ad un itinerario troppo rigido, ma abbiamo prenotato da casa una macchina a noleggio. (Foto: http://bit.ly/zmgO5r )



Malaga

Atterriamo all’aeroporto di Malaga nel primo pomeriggio e, dopo aver ritirato l’auto, ci dirigiamo verso il centro città, distante solo una ventina di minuti. La città si presenta subito come un centro moderno. Lungo il litorale vi sono spiagge sabbiose ed alti grattacieli, mentre dall’altra parte, il centro città.
Il nostro albergo si trova nel centro storico e, dopo qualche svolta qua e là, riusciamo a trovarlo. E' a due passi dal mercato al coperto (Mercado Atarazanas), dalla via principale di negozi e dalla cattedrale, proprio in una zona centrale.
Dopo un rilassante spuntino con jamon y queso, ci dirigiamo verso la spiaggia “La Malagueta”. La spiaggia è sabbiosa ed è piuttosto estesa, e si trova a ridosso del giardino pubblico più grande della città.  Stiamo qui fino quasi al tramonto, e poi ci tuffiamo nelle vivaci strade del centro città, dove si susseguono uno dopo l’altro bar e locande dalle saporite tapas e dalla buona sangria. Il giorno dopo andiamo a visitare l’Alcazaba, l'antica fortezza musulmana che domina l’intera città.  Dopo la salita a piedi, raggiungiamo l’ingresso principale. Il biglietto costa all’incirca 5 euro ed è una visita interessante (anche se non entusiasmante) soprattutto per il panorama che si ammira dall’alto. Da là sopra possiamo vedere l’intera costa di Malaga con i suoi grattacieli, il porto e la bellissima plaza de toros.



Granada

Dopo una sola notte a Malaga ci spostiamo a nord e ci fermiamo a Granada.
Granada è tappa obbligata per gli appassionati, o semplicemente curiosi, di arte islamica. A Granada sta infatti la famosa Alhambra, un complesso di palazzi e fortezze datato XIV° secolo, costruito dai governatori arabi che all’epoca occupavano il sud della Spagna. 
Il complesso, patrimonio dell’UNESCO, è assolutamente da visitare, ma bisogna tenere in considerazione che serve un intero pomeriggio per una visita completa. Noi siamo entrati alle 14:00 e siamo usciti alle 19:00, distrutti da una giornata fatta di continue entrate, uscite, salite, discese tra un palazzo e l’altro e tra un giardino e l’altro, ciascuno con una caratteristica diversa e migliore dell’altra.
Arrivati a Granada nel tardo pomeriggio e dopo aver trovato una sistemazione non troppo lontana dal centro, ci addentriamo tra le strade della città e ci troviamo per caso nel quartiere Albaicin, che poi diventerà il nostro barrio preferito.
Albaicin, patrimonio dell’UNESCO, è il vecchio quartiere arabo che fronteggia l’Alhambra a nord del centro storico. Lungo la via principale, è un susseguirsi di negozi e ristoranti di ispirazione araba/nord africana. Noi preferiamo scegliere un ristorantino un po' defilato dal centro per evitare, per quanto possibile, i posti più turistici. Nel Restaurante Arrayanes, l’arredamento è in stile marocchino, non è troppo sfarzoso e il cibo ottimo. Si possono assaporare kebab, couscous e altre specialità del Marocco. 

Cordoba

Dopo Granada e la sua Alhambra, ci dirigiamo verso Cordoba la città famosa per la Mezquita.
Arriviamo a Cordoba nel pomeriggio e ci troviamo a parcheggiare proprio vicino alla Juderia, il famoso quartiere dove gli ebrei si rifugiarono dopo le persecuzioni del XII secolo.
Le vie, le abitazioni e le piccole piazze sono molto caratteristiche con mura dipinte di bianco e coloratissimi vasi di fiori alle pareti, e la Mezquita non è per niente lontana, solo a pochi passi dal centro della Juderia. Tutta questa zona è quindi, a nostro parere, la più bella di tutta la città.
Troviamo un piccolo albergo alle porte del quartiere e visitiamo subito l’area circostante. Dopo essere entrati nella Mezquita, sorprendente per la convivenza e sovrapposizione di architetture e simbologie musulmane e cattoliche, ci rechiamo alla Calle de Las Flores, una stretta via addobbata da vasi di terracotta cordobeses, e poi alla Plaza de la Corredera. Quest’ultima è un’immensa piazza rettangolare circondata da una fila di portici di color arancione scuro. Quello che colpisce è l’innumerevole quantità di tavolini di bar e ristoranti dove, ovviamente, ci fermiamo per il nostro immancabile aperitivo!

Siviglia

Siviglia è semplicemente meravigliosa.
Troviamo una camera in una piccola pensione, “Santa Maria De La Blanca”, quello che una volta era una casa andalusa. Saliamo al primo piano ed entriamo in uno spazio tra l’aperto e il chiuso. Sembra di essere in un piccolo terrazzino con tante porte di case separate e vasi di fiori alle pareti. Tuttavia siamo invece all’interno di una sola casa e le porte conducono a delle piccole stanze private.
Ne scegliamo una e con 40 euro a notte dormiamo in pieno centro, nel Barrio de Santa Cruz, vicino alla famosa Plaza de Espana.
Plaza de Espana è un sogno ad occhi aperti. Sembra un luogo non reale per quanto spettacolare. Intorno alla piazza vi è un piccolo canale artificiale e noi noleggiamo una barchetta a remi. La sera ci spostiamo verso il Rio Guadalquivir, il grandissimo fiume che attraversa la città e passeggiamo sulla riva fino a raggiungere il centro più moderno. Finalmente troviamo il ristorante che fa per noi, il Ristorante Pando, un delizioso ristorantino poco affollato e dove il cibo è ottimo!
Il secondo giorno visitiamo l’Alcazar e poi la Plaza de Toros. L’Alcazar è un’antica residenza dei governatori musulmani e poi cattolici. Le decorazioni delle sale e le architetture sono spettacolari, quasi in grado di competere con quelle dell’Alhambra. Plaza de Toros è, invece, la più antica di tutta la Spagna. Le mura esterne sono dipinte di bianco e arancio, mentre l’interno è molto suggestivo con una grandissima pista di sabbia gialla e la platea tutta intorno. Ascoltiamo la guida con grande attenzione ed impariamo molte cose sui toreri, i tori e le corride nella storia.
Finiamo la giornata nel Barrio Triana, il quartiere famoso per le scuole di flamenco e per i ristoranti tipici andalusi. Attratti dallo splendido patio interno, ci fermiamo alla Botega Siglo XVIII per assaggiare qualche tapas, e poi ci spostiamo di nuovo tra le affollate piazzette del quartiere prima di sederci ancora ad uno dei tavoli della piazza centrale ed assaporare qualche altra specialità, come le patatas a la brava, il solomillo e il chorizo.

Ronda

Arriviamo a Ronda nel primo pomeriggio e troviamo quasi subito un albergo in centro, nella zona “moderna” della città. Lasciamo le valigie e ci dirigiamo alla ricerca di un ristorantino dove pranzare.
Nella prima piazzetta troviamo un localino che ci attrae, per cui pensiamo di sederci ai tavoli esterni. L’atmosfera è molto piacevole, rilassante, la cittadina è piccola e caratteristica, anche se molto turistica.
Raggiungiamo la parte più antica della città scendendo la via principale e ci troviamo subito vicino alla famosa plaza de toros, e al simbolo di Ronda: il Puente Nuevo, una straordinaria struttura in pietra che si regge su un burrone di 120 metri e che ci lascia a bocca aperta. Continuando dopo il ponte e tenendo la destra si riesce a trovare un piccolo sentiero sterrato che scende lentamente al burrone, e da lì si ha una vista del ponte e della città spettacolare. La sera facciamo ancora una passeggiata nel centro storico e ci fermiamo a cenare in una delle vie del centro. Qui i ristoranti sono molto turistici, il cibo è di scarsa qualità e i prezzi alti! È forse meglio uscire dal centro e tornare nella città nuova dove i locali hanno prezzi più abbordabili e la qualità è migliore.

Piccole città degne di nota...

Antequera

Sulla strada tra Malaga e Granada ci fermiamo per poche ore ad Antequera, cittadina dell’entroterra. È una tappa consigliata per chi vuole avere un assaggio dei tipici villaggi bianchi andalusi senza spostarsi troppo ad est oltre Jerez de la Frontera. Proseguendo dritto sulla via principale della città, si trova la salita verso le mura del vecchio castello musulmano, e da là sopra si può ammirare la vista sulla città: una splendida distesa di casette bianche dai tetti marroni.

Zuheros

Ancora più caratteristico, anche se meno conosciuto, è questo piccolissimo villaggio andaluso (800 abitanti) tra le montagne tra Granada e Cordoba. Si tratta di un minuscolo agglomerato di casette bianche dove il tempo sembra essersi fermato. Tutto viaggia molto lentamente, gli anziani stanno seduti all’ombra per prendere un po’ di fresco e i ragazzini passeggiano lenti ascoltando musica e chiacchierando vivacemente. Ci sembra quasi di essere capitati in qualche solitario villaggio del Sud Italia e in particolare della Sicilia, e così ci mettiamo subito a nostro agio, ci rilassiamo camminando tra le viette del paese, ci fermiamo al “super”mercato e beviamo qualcosa nell’unico baretto del paese.

Gibiliterra

Gibilterra è uno dei luoghi che più ci ha colpito in questa vacanza. Sotto la calura e il sole della Spagna, ci si trova immersi in una cultura e in un contesto al 100% inglese, con pub, negozi, hotel, tutto in stile strettamente britannico. Si può pagare in sterline, i negozi sono catene inglesi e le persone parlano uno strano dialetto metà inglese e metà spagnolo con parole di entrambe le lingue che si intrecciano e sovrappongono in continuazione.

Tarifa

Tarifa è una piccola cittadina sulla punta più a sud della Spagna di fronte all’Africa.
È famosa per il forte vento e quindi per il surf, ma non c’è molto da vedere. È un piccolo paesino con case molto vecchie e poco curate, è molto frequentato dai giovani, soprattutto da backpackers o ragazzi appassionati di surf, ma non c’è nulla di interesse storico o culturale da visitare. Non vale la pena fermarsi per più di qualche ora anche perché il mare non è niente di speciale e il vento è piuttosto fastidioso! L’unica cosa interessante è che da qui si può chiaramente vedere la costa dell’Africa ad occhi nudi!

Consigli Pratici

Alhambra: è obbligatorio acquistare i biglietti online prima della partenza e prenotare l'ingresso ai Palazzi  Nazaries. Noi abbiamo prenotato l'ingresso all'Alhambra alle 14:00 e quello ai palazzi alle 18:30 e quattro ore e mezza per la visita di tutto il complesso sono state perfette.

Alberghi: come già detto sopra, noi non abbiamo prenotato nessun albergo prima della partenza e non è stato per niente difficile trovare disponibilità. Siamo stati soprattutto in pensioni e hotel a due o tre stelle, ed in media abbiamo speso tra i 40 e i 45 euro a notte.

Spiagge: noi siamo stati nelle spiagge della Costa de La Luz, la parte di costa atlantica ad ovest di Tarifa. Il mare non è niente di speciale ed è anche piuttosto freddo, ma la costa è sicuramente meno affollata della Costa del Sol.

Viaggiare in auto: le distanze tra le città principali non sono lunghissime, tra le due e le tre ore. L'unico problema del viaggiare in auto sono i parcheggi. Una volta entrati nelle città abbiamo sempre dovuto lasciare la macchina fissa in un parcheggio e girare a piedi, ma i posteggi sono molto costosi, vanno dai 17 ai 20 euro al giorno.

Per ulteriori foto: http://bit.ly/zmgO5r

lunedì 2 gennaio 2012

DAL TIRRENO ALL'ADRIATICO... Alla scoperta di antichi borghi (Agosto 2011)

In questi giorni di ferragosto, quando milioni di persone sono in vacanza al mare o in montagna, non è certo facile trovare qualche angolo tranquillo. Eppure, anche nella nostra bella Italia ferragostana, questo ci è sembrato possibile. Ci sono centri storici che, seppur vicini a luoghi di villeggiatura molto conosciuti, durante i mesi estivi sono completamente isolati e i pochi turisti riescono a stare in tranquillità e visitare in modo approfondito.
Siamo partiti da Mantova in camper e la prima meta era la Versilia. Nel bellissimo scenario del lago Massaciuccoli ogni anno si svolge il Festival Puccini nel Gran Teatro all'Aperto presso Torre del Lago, frazione di Viareggio. Noi volevamo vedere l'opera pucciniana “Madama Butterfly” dove, grazie ad una coproduzione proveniente dal Sol Levante, la regia, le scene e i costumi erano giapponesi. L'opera aveva, pertanto, un fascino del tutto particolare, sia per la sua collocazione scenografica che per la regia teatrale, e così abbiamo deciso di iniziare le nostre vacanze estive proprio da qui, dalla Versilia di Puccini.
Questa prima sosta ci ha permesso di raggiungere, oltre alle spiagge, borghi dell'entroterra molto caratteristici, ciascuno delineato da una specifica peculiarità.

Colonnata - la città del lardo più famoso d'Italia

Si raggiunge partendo da Carrara e percorrendo un'antica strada che lentamente si arrampica fino al borgo. Qui lo spettacolo è assolutamente unico. Ci si trova circondati da cave di marmo ancora attive, e passeggiando tra i vicoletti della cittadina, si incontrano numerose botteghe a conduzione famigliare che lavorano e vendono il famoso Lardo di Colonnata un tempo companatico di uomini che lavoravano nelle cave, ora una prelibatezza per il palato.
Rivolgendosi ai produttori è possibile anche chiedere di visitare le vasche di marmo dove vengono conservati i pezzi di lardo cosparsi di sali e spezie aromatiche.


Sarzana, come Colonnata, si trova nel cuore della Lunigiana.
Il borgo antico è racchiuso all'interno di cinta murarie del cinquecento dove la bella fortezza Firmafede occupa una parte angolare delle mura. Qui dal 13 al 28 agosto si svolge la Mostra Nazionale dell’Antiquariato, ma noi prendiamo parte solo alla manifestazione Soffitta nella Strada che dal 6 al 21 Agosto occupa le vie e le piazze del centro storico. Sono gli artigiani del restauro di mobili antichi e gli antiquari della zona che hanno creato questa grande manifestazione annuale che, per noi, si è rivelata una bella sorpresa. Ci siamo trovati improvvisamente circondati da bancarelle di ogni sorta di oggetti e mobili antichi provenienti da ogni parte del mondo e restaurati dagli artigiani locali.


Sono forse meno conosciute della sue marine, ma valgono comunque la pena essere visitate. Si trovano nell'entroterra versiliano ed entrambe sono borghi medioevali voluti dalla città di Lucca come presidi sulla via Francigena e sulla via Aurelia.
Le vie e le piazze di Pietrasanta sono una galleria d’arte a cielo aperto. La vicinanza con le cave di marmo delle Alpi Apune ha portato alla nascita di numerose scuole scultoree, e molti artisti, anche internazionali, si sono fermati qui per aprire le proprie botteghe. Hanno creato gallerie d’arte, mostre in palazzi e  chiese in tutto il borgo, oltre a decorare piazze, sagrati e vie cittadine, tanto che non è difficile imbattersi in opere di autori conosciuti.
Per ora la nostra sosta in terra toscana è terminata e con il camper attraversiamo l'Italia e raggiungiamo le coste adriatiche. La prossima tappa è a Grottammare in provincia di Ascoli Piceno.


E' da sempre considerata la “perla dell'adriatico” per le acque blu del mare e le spiagge dorate, e fa parte de “I borghi più belli d'Italia”.
Il centro storico, la parte più alta e antica di Grottammare, si raggiunge con una breve passeggiata dalle spiagge e dalla parte più moderna della città. Si arriva in piazzetta Peretti, originario nome di Papa Sisto V, papa dal 1585 al 1590, che nacque proprio qui a Grottammare. La piccola piazza raccoglie palazzi storici come il Teatro dell'Arancio, ma anche vecchie locande o vecchie botteghe alimentari ora trasformate in osterie dai tavoli e sedie di forme e colori diversi, come se fossero stati recuperati da vecchie soffitte, dove si posso gustare specialità a base di pesce. Nella piazzetta vi è uno splendido belvedere da dove il panorama è mozzafiato! Si riesce a vedere l’intera Riviera delle Palme, che da Cupra Marittima arriva fino a San Benedetto del Tronto.


E' uno dei tanti comuni marchigiani che fanno parte dell'associazione TCI “Bandiere Arancioni” e data la posizione panoramica è nominato il “Belvedere del Piceno”.
Una lunga passeggiata circonda tutto l’abitato antico e da qui si possono ammirare le colline che coronano il piccolo paese-gioiello. Le case del borgo sono tutte costruite a mattoni a vista, mentre nel centro grandi palazzi medioevali danno un'impronta austera e, qui a Ripatransone, scopriamo il vicolo più stretto d'Italia: appena 43 centimetri!
Dopo una lunga passeggiata attraverso i numerosi vicoletti, appena fuori le vecchie mura, e in zona più a valle, troviamo le Fonti Antiche di Ripatransone. La storia racconta che fin dal trecento le fontane marchigiane appartenevano alla comunità e dovevano essere costruite in luoghi facilmente accessibili. Vi erano norme ben precise che regolavano l'utilizzo di queste fonti e tra queste si imponeva l'uso di brocche per attingere l'acqua.
Da qui il proliferare di numerose botteghe di vasai che modellavano l'argilla per farne vasi di tutte le forme e funzioni. Altri mestieri legati alle fonti e nati in quel periodo, sono quello dell'acquaiolo e delle lavandaie. Gli acquaioli portavano l'acqua potabile a pagamento nelle case della gente dopo averla attinta alla fontana, mentre le lavandaie andavano di casa in casa per raccogliere i panni sporchi e, dopo averli contrassegnati con del filo colorato per distinguerli da una famiglia all'altra, li lavavano nei lavatoi e li riportavano asciugati e piegati. Infine, in un piccolo locale del centro storico ci fermiamo a parlare con Ines Cataldi, un signore ormai non più giovane, che, trovandosi solo, ha scoperto nella scultura lignea una sua grande passione. Egli ha allestito un piccolo museo laboratorio dove si possono ammirare tutte le sue opere e dove è possibile scoprire qualcosa del suo passato e della sua storia semplicemente conversando piacevolmente con lui.


Le donne hanno tramandato di generazione in generazione quest'arte antica e, visitando la Cooperativa Artigiana Merlettaie ci rendiamo conto della grande manualità che, ancora oggi, queste donne hanno nel creare pizzi molto preziosi. La città fa parte da qualche anno del club “IBorghi più Belli d'Italia”.
Il centro storico è racchiuso all'interno delle mura castellane e all'ingresso della cittadina si nota subito l'imponente ex Ospedale Civile costruito interamente a mattoni a vista. Esso ci introduce nella via principale da dove ben presto arriviamo in Piazza del Popolo dove si trova il Palazzo Comunale datato mille e cento. La passeggiata nella via principale è sicuramente molto piacevole e ci conduce verso la chiesa di S. Maria della Rocca, il monumento religioso più importante di Offida. L'ingresso nella cripta ci lascia a bocca aperta. Numerose colonne disposte su due file sorreggono la chiesa superiore, mentre nell’intera cripta sono ancora ben visibili affreschi del 1300. 
Tra i vicoletti del centro storico siamo andati poi alla scoperta della “Neviera nel Pozzo”, una sorta di frigorifero d'altri tempi. Fermandoci a chiacchierare con il proprietario abbiamo scoperto la storia di questo pozzo, come è stato trovato, come è stato restaurato e come ha raggiunto le condizioni attuali. Dall'enoteca si accede alla grotta tramite una breve scalinata e una volta arrivati si vede subito il pozzo di acqua sorgiva e una lunga galleria, ora adibita a cantina, dove la temperatura è costante di 13°.
Parlare con gli abitanti del luogo è sicuramente molto interessante perché nessuno meglio di loro conosce la storia e ci può arricchire di informazioni curiose non facili da trovare in guide turistiche.


Anch’essa fa parte delle “Bandiere Arancioni” del TCI, ed è famosa per la fortezza militare che domina la collina dove si trova il borgo antico. Dalla strada la prima cosa che colpisce sono le imponenti mura medioevali che dominano la città. 
Entrando da una delle porte antiche ci troviamo subito immersi in un luogo ricco di cultura, tradizioni, arte e storia. I numerosi vicoletti ci portano subito verso la Rocca che, costruita nel 1300, è un vero capolavoro di architettura militare. All’ingresso della fortezza vi è la Piazza del Forte. Da qui e seguendo un lungo corridoio interno alle mura si arriva nel cortile. La pianta è quadrangolare, il Mastio, alto 22 metri, s'impone sul resto degli edifici, mentre ai lati è un susseguirsi di feritoie ognuna con uno scopo militare ben preciso.
Nella Rocca è allestito l’interessante museo della “pajarola “, una sorta di cesti di paglia di forme e grandezze diverse per gli usi più svariati, come ad esempio lo sfarinapesce. Acquaviva è infatti famosa per l’arte dei cestini di paglia, ma, anche se a detta di molti è facile trovare donne fuori dalle proprie case ad intrecciare paglia per creare cesti, noi non siamo riusciti a vederne alcuna, anche perché sono ormai poche le donne che ancora conoscono quest’arte.


Questo borgo prospiciente al mare Adriatico è situato su una collinetta e l'abitato è all'interno di mura castellane, anche se sono visibili solo in parte.
Cupra Marittima
Si presenta pressoché uguale a tanti altri borghi della zona, l’ingresso è da Porta Marina e una lunga strada taglia in modo longitudinale il centro del paese. Da qui si diramano numerosi vicoletti che conducono a svariati angoli suggestivi. Tra i punti più interessanti non può certo mancare la Chiesa Abbaziale, centro benedettino e sede di un interessante museo malacologico. Qui incontriamo la Signora Inesè, la custode del centro, che ci racconta storie e vecchi racconti di famiglie che hanno dato un grande contributo a Campofilone.
Ma ciò che ci ha portato fin qui è stato in realtà l'interesse per una specialità culinaria: i maccheroncini di Campofilone, una speciale pasta all'uovo impastata con farina di grano tenero, tirata fine e tagliata a fili sottili. Numerosi sono i pastifici che incontriamo fuori dalle mura e così ci siamo lasciati tentare dall’acquistarne un po’ da assaggiare una volta a casa, magari con un buon ragù di pesce!


Cupra Marittima ci invita a visitare non tanto la sua Riviera delle Palme che inizia proprio da qui, ma soprattutto il centro storico più nascosto e che troviamo dopo aver percorso una ripida salita fino all'ingresso delle mura medioevali. A tutt'oggi la visita di questo borgo ci è rimasta nel cuore! E' un piccolo gioiello a strapiombo sul mare, il paesaggio è mozzafiato, le abitazioni con mattoni a vista molto suggestive, mentre alcuni ruderi del castello richiederebbero un restauro per dare al borgo ancora migliore pregio!

Dove abbiamo sostato

Sulla costa tirrenica : 
- Area Attrezzata di Marinella di Sarzana (SP), per visitare Colonnata e Sarzana. 
- Area Attrezzata di Viareggio(LU) in Via Martiri di Belfiore, per visitare Torre del Lago Puccini, Pietrasanta e Camaiore. 

Sulla costa adriatica : 
- Agricampeggio Briciola di Sole a Grottammare (AP). 

Per la sosta nelle aree attrezzate è consigliabile consultare il sito internet: www.camperonline.it o le guide del Portolano e degli Agricampeggi allegate alla rivista Pleinair.
Tra i borghi ci siamo spostati con lo scooter.

Per ulteriori foto: http://bit.ly/AahhzQ

venerdì 9 dicembre 2011

STRASBURGO... tappa sulla via del ritorno (Luglio 2011)

Siamo sulla strada che ci riporta in Italia dopo quindici giorni nel Regno Unito e decidiamo, a metà percorso, di fermarci nella Francia alsaziana, nella città di Strasburgo. Riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio Mondiale, è sicuramente una città che merita una visita.
All’inizio non ci risulta facile trovare un punto di sosta ma appena fuori dal centro storico, troviamo il camping “La Montagne Verde”, comodossimo per spostarsi con la bicicletta e raggiungere il centro.
Il mattino seguente partiamo dal sentiero dietro al campeggio e raggiungiamo il centro città in un quarto d'ora. Avremmo potuto prendere il bus e poi il tram che attraversa il centro, ma in bicicletta ci sentivamo più autonomi. 
Raggiunto il centro lasciamo la bici ad un parcheggio e a piedi iniziamo la visita verso la piazza della Cattedrale Notre-Dame, un imponente edificio in stile gotico costruito tra il 1015 e il 1439. Dall’esterno l’edificio ha una grande imponenza, mentre l’interno ha un'aria mistica essendo illuminato quasi esclusivamente da grandi vetrate policrome e dal rosone centrale. Sempre all’interno vi è il famosissimo orologio astronomico che ogni giorno alle dodici e trenta mette in moto un meccanismo di statuette in movimento. All’epoca rinascimentale, quando era stato costruito, era considerato una delle sette meraviglie della Germania e in effetti è spettacolare.
Fuori la piazza è affollata di turisti con macchine da presa, e intorno alla piazza si diramano numerose vie ricche di negozi di souvenir, dolci, tessuti, oggetti artigianali alsaziani, così ci fermiamo un po’ qui prima di spostarci nel prossimo quartiere: la Petite France.
Questa zona era una volta abitata da pescatori, mugnai, artigiani conciai e quindi conserva ancora oggi le caratteristiche case in legno dai balconi fioriti e dalle facciate decorate che si affacciano sui canali. Il fiume Ill crea un’atmosfera molto suggestiva ed è piacevole passeggiare lungo le rive, fermarsi in qualche bistro e magari sostare solo per vedere il passaggio di un bateau lungo il canale, o l'attraversamento della Grande Ecluse (Grande Chiusa).
Strasburgo ci ha affascinato con quell’aria tradizionale ma europea allo stesso tempo. Essendo centro culturale e politico dell’Unione Europea, si respira un'aria cosmopolita legata a tutte quelle istituzioni internazionali che qui hanno sede. Noi l’abbiamo visitata come semplici turisti, passeggiando con calma da un angolo all’altro e da uno scorcio all’altro del quartiere più popolare del centro storico. E' stata una vista molto piacevole anche se molto veloce perché, anche questa volta, il tempo è stato impietoso e di corsa siamo dovuti ritornare in campeggio sorpresi da un impovviso acquazzone!

Per ulteriori foto: http://bit.ly/trFMpZ

domenica 20 novembre 2011

LA MIA CORNOVAGLIA - viaggio in camper (13-19 Luglio 2011)

Dopo lunghi preparativi, controlli continui e aggiornamenti dell'itinerario, eccoci pronti per partire. Destinazione Cornovaglia, regione sud-occidentale del Regno Unito. Il viaggio in territorio svizzero e poi francese è molto tranquillo e quasi un po' monotono, ma dopo solo due giorni arriviamo
a sera a Calais pronti per attraversare lo Stretto della Manica il mattino seguente.
Al porto possiamo scegliere diverse compagnie di navigazione a seconda del prezzo e degli orari che fanno più comodo, mentre per dormire la notte possiamo scegliere di fermarci nel piazzale di partenza o nella vicina area attrezzata di Calais, e noi decidiamo di sostare vicino al piazzale.

Il mattino seguente ci imbarchiamo. La traversata non dura molto, ma il viaggio è molto piacevole. Se dietro di noi si allontana sempre più la costa francese, davanti lo spettacolo è incantevole: le Bianche Scogliere di Dover. Una volta raggiunta destinazione, il famoso castello di Dover ci da' il benvenuto in terra inglese.

Bath – 13 Luglio

Un lungo trasferimento ci porta ad entrare nella contea di Sommerset e più precisamente a Bath.
Una tappa in questa bellissima cittadina termale è quasi d'obbligatoria per chi arriva da queste parti.
Bath ha bellissimi edifici in stile georgiano e nel suo insieme è considerata Patrimonio dell'Unesco. Prima di arrivare nella zona monumentale notiamo sulla destra un grande giardino fiorito che sembra essere un punto di ritrovo per molti anziani dopo aver beneficiato delle cure termali.
La nostra meta è però quella che riguarda la parte storica e archeologica di Bath: le terme romane. Il grande complesso che forma il Roman Baths Museum è stato scoperto solo alla fine del 1800 dopo lunghi scavi che hanno portato alla luce le strutture che ammiriamo oggi. L’ampio complesso si trova sotto il manto stradale ed è conservato in ottimo stato. Ci dà un'idea molto chiara di come si svolgevano i bagni termali all'epoca in cui i romani arrivarono in Britannia nel I° secolo d.c., quando scoprirono una fonte d' acqua che sgorgava, allora come oggi, a 47°, e fondarono una città col nome di  Aquae Sulis e un tempio dedicato alla dea Sulis Minerva.
La visita dura qualche ora e, dopo una breve passeggiata nel centro storico, torniamo al camper per riprendere il viaggio e trovare un punto di sosta per la notte.

Paington – 14 Luglio

Verso sera arriviamo sulla costa sud e più precisamente sulla English Riviera dove decidiamo di sostare  presso un campeggio nella città di Paignton nella contea del Devon. Il camping è collocato un po' in collina e da quassù il panorama della baia è molto piacevole.
Il mattino seguente si presenta soleggiato e dopo aver inforcato le biciclette scendiamo fino al mare. Arriviamo fino alla spiaggia per ammirare la baia e da lontano, sotto la scogliera, vediamo una lunga fila di cabine colorate che danno un po' di allegria a tutto il paesaggio. La spiaggia non è molto affollata, anzi non c’è proprio nessuno, ma la temperatura non è assolutamente sufficiente per fare un bagno o prendere il sole!! Noi comunque continuiamo la nostra biciclettata su e giù per colline, all'interno del paese e tra i bellissimi giardini fioriti e poi ritorniamo al campeggio per riprendere il viaggio.

St. Austell / Mevagissey – 15 Luglio


Attraversato il Devon entriamo nella Cornovaglia, ultima contea sud-occidentale del Regno Unito.

St. Austell non è proprio sul mare, è solo uno snodo stradale per chi viaggia in Cornovaglia, ma ciò che merita una visita nella zona è il piccolo borgo di Mevagissey. Preso il bus dal campeggio presso Gorran, arriviamo in questa cittadina marinara. Il tempo piovoso non valorizza al meglio il paesaggio, ma le vie strette, i negozietti, i pub e il piccolo porticciolo ci fanno immaginare com’era una volta la Cornovaglia. Scopriamo infatti un piccolo, ma ben fornito, museo, allestito in un vecchio edificio del 1745 quando veniva utilizzato per riparare navi per il contrabbando. La maggior parte dei manufatti esposti su più piani ci danno un'idea di come viveva la popolazione di pescatori della piccola cittadina.
Per pranzo ci fermiamo al pub “Sharksfin” e assaggiamo, oltre al classico fish end chips, diversi tipi di pesce serviti bolliti con contorni di verdura. Nel pomeriggio, dopo una breve visita a St. Austell che non è niente di speciale, riprendiamo il bus e ritorniamo al campeggio.

Falmouth – 16 Luglio

Il mattino seguente il tempo è ancora pessimo, piove a dirotto, ma comunque decidiamo di partire da Garron Haven e fermarci a Falmouth, una graziosa cittadina sul fiordo di Carrik Road. Nel porto ci sono moltissime barche ed è davvero un peccato che il tempo ci debba rovinare il paesaggio. Comunque, nonostante gli improvvisi scrosci d'acqua e le aperture di sole ci incamminiamo verso il centro che si presenta molto animato, visto che Falmouth  è un luogo di villeggiatura. La cittadina si trova ad un livello più alto rispetto al livello del mare, quindi riusciamo ad ammirare il panorama sulla baia da diversi scorci, e i numerosi negozietti ci spingono allo shopping, soprattutto culinario, e decidiamo di assaggiare le famose pasties, tipici “panzerotti” di carne e verdure. Il brutto tempo e il freddo non ci permettono di andare fino al castello, quindi ritorniamo al camper per proseguire il nostro cammino.

Lizard


Eccoci arrivati nel punto più a sud del Regno Unito. Lizard è un villaggio con poche case, un paio di pub, e qualche negozio di souvenir. Troviamo un campeggio vicino alla costa e all'interno del paese, così riusciamo a muoverci anche dopo cena e assaporare un po' della vita inglese nei pub locali. L'ingresso al camping è alquanto disagevole ma, una volta sistemati, inforchiamo subito le biciclette e raggiungiamo le alte scogliere di Kynance Cove. Sopra il grande pianoro il panorama è mozzafiato, tra una  scogliera e l'altra si scorgono piccole baie sabbiose e l’intero paesaggio risulta imponente. Proseguiamo verso la punta più meridionale della penisola, dove un bellissimo faro del 1751 si affaccia sull'oceano. Lo spettacolo è incantevole, le onde bianche del mare si scagliano sulle scogliere, prati verdi coprono le rocce fino allo strapiombo e la pioggerellina continua, corona un paesaggio cento per cento tipicamente inglese.


St. Michael’s Mount – 17 Luglio

Ripartiamo il mattino seguente con l'intento di arrivare al punto più occidentale della Cornovaglia: Land's End la “finis terrae” britannica. Durante il percorso si susseguono paesaggi molto caratteristici come cottage dai tetti in paglia e piccoli villaggi che ricordano fiabe d'altri tempi. 
Improvvisamente vediamo un cartello che indica St. Michael's Mount e capiamo subito che seguendo quell'indicazione arriveremo alla famosa abbazia benedettina al largo della Mount's Bay, conosciuta per la sua somiglianza al Mount Saint Michael francese. Dopo aver parcheggiato il camper sul lungomare ci incamminiamo per raggiungere l'abbazia e attraversiamo una lunga spiaggia dove il forte vento e gli improvvisi scrosci d' acqua rendono il paesaggio molto suggestivo. Si può raggiungere l'abbazia solamente durante la bassa marea e oggi con questo tempo ventoso e grigio è veramente un'impresa raggiungere l'isola.

La storia racconta che all'origine di questo luogo vi è l'apparizione dell'arcangelo Michele a cui è stata dedicata una chiesetta che verrà poi trasformata dai benedettini in un monastero costruito su modello di quello francese presso Mont Saint Michel. Torniamo al camper e dopo aver pranzato nel parcheggio di sosta dell'abbazia e davanti ad un mare in burrasca, riprendiamo il viaggio per raggiungere un'altra attrazione spettacolare.

Minak Theatre


Minack Theatre è un teatro all'aperto costruito nel 1932 sullo stile dei teatri romani, sfruttando il pendio naturale di una scogliera di fronte alla baia di Porthcurno. Noi entriamo dall'alto della scogliera e con grande sorpresa, ci troviamo nel mezzo delle prove per lo spettacolo serale “Madama Butterfly”. Incantati del paesaggio e affascinati dalle arie pucciniane rimaniamo seduti sulle gradinate fino alla fine. Sullo sfondo l'oceano, sui fianchi del teatro onde fortissime sbattono contro scogliere, e sul palcoscenico gli attori e le musiche di Madama Butterfly. Il fascino è unico. Nel tornare al parcheggio seguiamo il sentiero in costa alla scogliera che porta giù alla baia e, circa a metà del percorso ci accorgiamo che una bellissima foca sta nuotando a pelo d'acqua vicinissima alla spiaggia e alle scogliere! Stiamo tutti a guardare perché non ci è mai capitato di vederne una non in cattività. Attraversata la baia sabbiosa arriviamo al camper e riprendiamo il percorso passando per Land's End e andando verso nord alla ricerca di un campeggio per la notte. A Sennen Cove troviamo un camping all'interno di un'azienda agricola situato sulla cima di una rupe. Il campeggio è un grandissimo prato verde e da lì si possono fare lunghe passeggiate e arrivare fino alle baie sottostanti o ammirare il panorama circostante fino alle isole Scilly.

St. Ives – 18 Luglio

Il mattino seguente riprendiamo il viaggio per seguire la strada che volge verso la costa nord della Cornovaglia. A St. Ives ci fermiamo in un grande parcheggio sulla collina, in quanto il centro è chiuso al traffico automobilistico. Ci incamminiamo verso il lungomare dove è raccolto il centro storico. Percorriamo vie strette e ben lastricate, dove numerosi negozietti espongono articoli e souvenir che ricordano il passato marinaro della cittadina. Numerose sono anche le gallerie d'arte e i piccoli pub e locali caratteristici ma noi decidiamo di tornare al camper e pranzare lì in tranquillità.

Tintagel

Abbiamo ancora un mezza giornata di tempo per arrivare a Tintagel e, percorrendo la costiera settentrionale della Cornovaglia, arriviamo alla città di Re Artù. Anche il paese sembra essere nato insieme a questa leggenda: lungo la via principale si susseguono case ed edifici che sembrano risalenti fin dal medioevo. Negozi di souvenir vendono spade, elmi militari, statuette di cavalieri e tutto ciò che può richiamare la leggenda di Re Artù, mentre gli edifici sembrano di altri tempi. Un pittoresco edificio colpisce la nostra attenzione. Si tratta dell'Old Post Office che dal 1901 è Monumento Nazionale protetto dalla National Trust. Una breve passeggiata ci porta ad arrivare alla scogliera dove si trovano i resti del castello che secondo la leggenda costruita da Goeffrey, è nato Re Artù. Percorriamo un ponte sospeso su un dirupo per poi inoltrarci nella visita di ruderi che segnano con piccoli muretti le varie stanze del castello. Della struttura originaria è rimasto poco, ma la location è molto suggestiva. Il castello è poggiato su di un’alta scogliera davanti all'oceano, che ora è agitato per il continuo e persistente vento. In fondo ad una delle scogliere è ben visibile la grotta che, secondo la leggenda, era l'antro di mago Merlino.


Il nostro viaggio nella splendida Cornovaglia è terminato.
La presenza sia di paesaggi marittimi, baie e scogliere, sia di storia e tradizione, come il Minak Theatre e il castello di Re Artù, la rendono una regione assolutamente interessante e che merita di essere visitata.


Per altre foto: http://bit.ly/vhrHgu

Dove abbiamo sostato

Nel Regno Unito non è consentito sostare per la notte fuori dai campeggi. In qualche occasione abbiamo visto parcheggi che permettevano la sosta notturna a pagamento, ma noi abbiamo sempre preferito entrare in campeggio dato che le tariffe sono molto basse (circa 25 sterline al giorno con camper e 4 adulti), soprattutto se comparate all'Italia!

Paignton –  Beverley Holiday Park www.beverley-holidays.co.uk/
St. Austell –  Tregarton Park www.tregartoncottage.co.uk
Lizard –  Henry's Campside  www.henryscampsite.co.uk/
Sennen Penzance –  Traveda www.cornwall-online.co.uk/trevedra/
Tintagel –   Headland Caravan Park www.headlandcaravanpark.co.uk/