Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta camminare in camper. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta camminare in camper. Mostra tutti i post

domenica 31 gennaio 2021

PROFUMI E COLORI DELLA VALNERINA - Estate 2020

I ricordi dell’estate riaffiorano in queste giornate di solitudine forzata portata dalla pandemia. Ci fa piacere ripensare alle vacanze trascorse con gli amici di sempre e raccontarvi la nostra esperienza a Norcia nell’estate 2020. 


Ci troveremo con il gruppo direttamente a Norcia ma noi, prima di raggiungerlo, ci fermiamo nel borgo di Verghereto, piccolo centro dell'Appennino Tosco-Romagnolo. L'area sosta per i camper è un buon punto di appoggio per decidere di spostarci con lo scooter lungo la strada che si snoda tortuosa all'interno di boschi di faggi. Al valico del Monte Fumaiolo lasciamo il mezzo per proseguire a piedi il breve tratto di sentiero fino a raggiungere le Vene del Tevere. Su una stele in marmo, sormontata da un'aquila, eretta in questa radura di faggeta, è inciso:  “Qui nasce il fiume sacro ai destini di Roma”. Più a valle, nel comune di Balze, vedremo la prima cascata che le acque formano, per poi continuare il loro percorso verso la capitale. Una nota storica al riguardo ricorda che fino al 1923 questo territorio apparteneva alla Toscana prima di essere sottratto da Mussolini e includerlo nella Romagna. Dopo questa breve tappa proseguiamo e il paesaggio raccoglie ancora i segni dell'ultimo terremoto, poco o nulla si è fatto per la ricostruzione. Con lo scooter decidiamo di spostarci nei paesi limitrofi a Norcia. Preci e Campi, seppur piccole frazioni, hanno storie centenarie che purtroppo sono state rese quasi invisibili dagli ultimi terremoti. Il Castello di Campi è a gradoni lungo il pendio della collina e richiama la nostra attenzione. Anche qui i resti del bellissimo maniero ricordano il sisma degli ultimi anni. Lungo il fiume Nera sorgono borghi arroccati in posizione difensiva sospesi nel tempo e nello spazio come a guardarsi l'uno con l'altro.  Vallo di Nera fa parte dell'associazione dei Borghi più Belli d'Italia. Superato il vallone la strada si snoda tra alberi di querce fino ad arrivare alla porta d'ingresso del castello. Il primo approccio è l'ampia piazzetta dove sorge la Chiesa di Santa Maria Assunta per poi proseguire tra vicoli, su e giù per scalinate, all'interno di mura medioevali in un susseguirsi di case in pietra restaurate dopo il terremoto del 1979. Tutt'intorno il verde, a perdita d'occhio, rincorre l'andatura delle montagne.  Ritornati sui nostri passi e percorrendo la Valnerina, i punti d'interesse sono molti per cui decidiamo di arrivare a Postignano. Dopo dieci chilometri da Borgo Cerreto il castello sovrastato dalla sua torre di avvistamento appare raccolto in un pugno di case.  Dopo un periodo di totale abbandono, l'abitato è stato acquistato e successivamente restaurato da una società privata con il patrocinio della regione Umbria, per farne un albergo diffuso. E' una sensazione unica passeggiare tra le viuzze del borgo, angoli che ad ogni giro di volta ci danno una visuale sulla natura circostante o fermarsi a sorseggiare un caffè sul poggio di un belvedere.

Il luogo di ritrovo con il gruppo di amici con cui è stato organizzato il viaggio è presso Il Casale de li Tappi. Punto di partenza per le nostre escursioni organizzate come da programma, il casale è un'azienda ad ampio raggio nella lavorazione e vendita di carni, custode del suino nero allevato con un rigoroso disciplinare di produzione come garanzia del prodotto finale. La passeggiata con il gruppo Camminare In Camper procede lungo il tratto della vecchia ferrovia che partendo da Norcia, appena fuori il nostro campo base, costeggia il fiume Sordo. Il sentiero è tutto pianeggiante e dopo sei chilometri, superata una breve galleria, si arriva alla stazione di Serravalle. In questo punto s'incrociano le strade che da un lato arrivano a Cascia e dall'altro proseguono per Spoleto. La casa cantoniera in questo punto di arrivo è ritrovo per gli appassionati di rafting che sull'acqua trovano un divertimento unico governando le imbarcazioni sulle rapide del fiume. 

Il vero obiettivo di questo viaggio era però ammirare la Fioritura delle lenticchie di Castelluccio di Norcia. Evento unico che avviene una volta all'anno durante un breve periodo estivo, la fioritura richiama moltissime persone da tutta Italia, incuriosite dalla bellezza dei colori dei campi coltivati a lenticchie.

Castelluccio è una piccola frazione di un pugno di case arroccate su una collina nell'immesso Piano Grande a ridosso dei Monti Sibillini e proprio sotto il monte Vettore. Si arriva da Norcia dopo trenta chilometri e il punto da cui partire per ammirare la fioritura è al valico, al di là del quale si scende per inoltrarsi tra i prati variopinti. Da qui si ha la visuale più ampia di tutta l'area: pennellate di rosso, azzurro, bianco e giallo ricoprono grandissimi campi davanti a noi. Sono i colori dei fiori che crescono spontanei a difesa del bene più prezioso, che è la lenticchia.

Percorriamo ad anello l'itinerario del Pian Piccolo insieme alla nostra guida naturalistica. I sentieri sono battuti da trattori o mulattiere, sono facili da percorrere e si è letteralmente immersi in un'esplosione di colori e odori.

Abbiamo potuto visitare Norcia grazie alle guide della Proloco che ci hanno accompagnato in tutti i giorni in cui siamo stati loro ospiti. Punto focale della Valnerina, Norcia è una città che ha voglia di rinascere con tutte le sue attività artigianali, con la ricostruzione edilizia delle abitazioni e dei suoi monumenti storici. Da qualche parte abbiamo trovato scritto: “il terremoto ha portato via molto ma ha restituito il tempo di pensare e di riprogettare il futuro”. Lo spirito dei nursini è forte e positivo e si stanno reiventando per andare avanti e continuare la loro vita nella loro terra.

Sette porte permettono l'accesso in centro storico e i frequenti terremoti succeduti nei secoli non hanno permesso agli edifici di svilupparsi in altezza. Si arriva nella piazza San Benedetto dopo aver attraversato il corso Sertorio, passeggiata obbligata per ammirare le norcinerie e assaggiare i sapori di questa terra. Nel punto focale del borgo, la Basilica è ancora un cumolo di macerie e solo la facciata ci richiama ad un tempo passato quando era meta di pellegrinaggi. Poi vi sono il Palazzo Comunale, il Duomo, la Loggia dei Mercanti e la Castellina, simbolo del potere ecclesiastico a Norcia. Il suo attuale aspetto fortilizio è imponente nella piazza ed evidentemente è stato costruito con l'obiettivo di garantire un controllo del potere da parte della Chiesa. Quando il Vignola prese in mano il progetto inglobò il Palazzo del Podestà e la Pieve di S. Maria Argentea, a testimonianza della crisi comunale e del recupero del potere da parte della Chiesa.

Il soggiorno in terra umbra è terminato e le vacanze continuano in giro per l'Italia... ma questa è un'altra storia.

 

COSA  ABBIAMO  IMPARATO

Cogliamo le opportunità che gli eventi ci offrono. La natura offre delle esplosioni di colore e profumi che solo essa può dare. Piccole comunità nascoste ci fanno capire quanto è grande la nostra Italia, sta in noi scovarle e farle nostre.

 

DOVE  ABBIAMO  SOSTATO

Verghereto : parcheggio strada provinciale 137 – con CS gratuito

Norcia : parcheggio Porta Ascolana poco segnalo.

Agricampeggio Brandimarte fuori Norcia in località Misciano.

Il Casale de li Tappi ci ha ospitato ma non è una vera e propria area camper.

Purtroppo Norcia non ha un'area sosta per camper, ma solo parcheggi improvvisati.

domenica 20 novembre 2016

VALLE VARAITA - BELLINO Tra fiori e meridiane (17-18-19 Giugno 2016)

Per noi che partiamo da molto lontano, arrivare in queste valli piemontesi a ridosso del Monviso è sempre un grande piacere. Qui ci ritroviamo con gli amici di Camminare In Camper e con loro abbiamo in comune l'interesse della passeggiata con le scoperte di luoghi ricchi di cultura. Questa volta raggiungiamo la Valle Varaita, dopo aver fatto una sosta nella bellissima Saluzzo, per salutare amici che non vedevamo da tempo.
Bellino è l'ultimo comune in fondo alla valle raggiungibile dopo la biforcazione di Casteldelfino e subito il torrente Varaita ci accompagna tumultuoso in un paesaggio verdeggiante. 
Prima d'incontrarci con tutti gli amici, cogliamo l'opportunità della bella giornata per percorrere con il nostro scooter la vallata dove a Castedelfino si biforca, da una parte arriva fino a Bellino, dall'altra raggiunge la Francia. La strada si snoda panoramica sempre più in quota in quella che nell'ultimo giro d'Italia é stata una tappa di montagna sino al Colle dell'Agnello. Prima di arrivare alla frontiera italo-francese facciamo sosta a Chianale tra I Borghi Più Belli D'Italia. Un borgo integrato tra le acque del torrente Varaita il cui ponte in pietra divide l'abitato. La piazzetta con la fontana, le case con tetti di ardesia, tipici delle zone alpine di Piemonte e Valle d'Aosta, i balconcini fioriti, fanno venire voglia di passeggiare tra le viuzze per scoprire angoli caratteristici di una vita montana scandita da un lento scorrere del tempo. Ripreso lo scooter continuiano la salita che, sempre più in alto, arriva a sfiorare l'ultima neve dell'inverno passato.  Il valico del Colle dell'Agnello raggiunge i 2748 mt, il paesaggio è molto aspro e desolante, ma una volta arrivati si ha un'ottima visuale dei due versanti con un panorama mozzafiato. Da lassù si può vedere il serpentone di una strada che si è appena percorsa e che ora si deve riprendere per il ritorno. 

La borgata è una dimensione architettonica di questi luoghi: piccoli raggruppamenti di case rurali dove un tempo gli abitanti svolgevano attività attinenti all'agricoltura. Il vallone di Bellino conta dieci borgate (tra cui Borgata Chiesa, Borgata Celle, Borgata Chiazale, Borgata Fontanile) ognuna delle quali può avere anche storie diverse, ma sempre accomunate dalla lingua: l’occitano, o da una storia antica (la presenza ancora oggi di simboli celtici) oppure il fatto stesso di poter essere una comunità fino a quarant’anni fa autosufficiente.
Dopo una lunga passeggiata che dal punto della sosta camper arriva a Borgata Chiesa, incontriamo Mirella, un’insegnante elementare nata in valle che ci affascina con i suoi racconti. Dalla Borgata emerge il campanile romanico e proprio qui ha avuto sede la prima chiesa. Intorno sono raccolte case storiche molto ben ristrutturate su un impianto stradale acciottolato e caratteristico del luogo. Molto importante è stato il contributo della Comunità Europea che ha
creduto nell’importanza della rivalutazione di questi luoghi. Ora i borghi si sono spopolati dei vecchi abitanti e se un tempo la sola borgata Chiesa contava 35
famiglie e due scuole ora, in tutto il comune, vi sono solo 107 residenti. La ristrutturazione delle vecchie abitazioni porta in valle turisti e vacanzieri.
Entriamo nella chiesa di San Giacomo sorta nel 1300, su un’area pagana e la Cappella di Sant’Antonio, protettore degli animali, è sicuramente la parte più antica di tutto l’edificio e ne è testimonianza la pavimentazione originaria e
il fonte battesimale in pietra.
Esternamente percorriamo il perimetro della chiesa e lo sguardo si sofferma su sculture di reimpiego incastonate nella muratura a testimonianza di antiche
divinità pagane. Arrivati presso il cimitero una croce in ferro su un capitello ricorda la pericolosa valanga che nel 1872 colpì pericolosamente la chiesa.
Il Forno comune era un elemento centrale della comunità, perchè un tempo i paesani facevano il pane in casa e poi lo cuocevano nel forno centrale. Ora ha ancora l’allestimento di un tempo e durante le rievocazioni storiche è perfettamente funzionante.
La passeggiata continua, tra i ricordi d’infanzia di Mirella e le storie familiari di una vita vissuta in borgata, con note di forte rammarico per un tempo che non tornerà più.
Da Borgata Chiesa raggiungiamo, attraverso un sentiero, la borgata di Mas de Bernard, luogo storicamente noto come sede dei notai fino al 1600. Essendo una vallata autosufficiente, non poteva certo mancare questa figura, che al tempo aveva molta importanza. La cosa curiosa è che il notaio stipulava anche contratti pre-matrimoniali.
Nel 1929 arrivò il collegamento con la luce elettrica nell’unica segheria del luogo. Raggiungiamo, in seguito, la casa-laboratorio di un anziano falegname che ci mostra con grande passione i suoi strumenti di lavoro nonché le sue curiose creazioni.
Girando nelle borgate è facile incontrare particolari architettonici curiosi, solitamente riservati ai portali delle chiese. Si tratta delle tètes coupèes, teste
antropomorfe utilizzate come elementi ornamentali e che ricordano un passato di tipo celtico. Ritenute sede dell’anima e dell’energia vitale della persona, la testa era anche un trofeo di guerra e un talismano contro le forze del male.
I prati ricchi di una fioritura primaverile inoltrata, ci colpiscono per particolari coltivazioni di erbe officinali.
La conoscenza e l’efficacia delle erbe incuriosisce molti di noi ed è per questo che con grande interesse ci fermiamo ad ascoltare una signora originaria di Bellino che vive in borgata da sempre e raccoglie fiori e piante per poi farle essiccare. Una passione iniziale è divenuta per lei un’attività vera e propria che si sta espandendo.
Il percorso a ritroso ci riporta di nuovo a borgata Chiesa e da qui a Fontanile. Fontane e lavatoi sono oggetti di arredo in questi borghi e punti di riferimento in una borgata, come poteva essere il forno. La loro caratteristica è quella di essere realizzate in un unico blocco di pietra.
Fontanile ha viuzze piuttosto strette dove si affacciano case antiche che sono state costruite seguendo la pendenza della montagna e alcune di loro sono appoggiate alle altre sottostanti.
In questo ambiente agreste nasce un maneggio, che favorisce la visione e l’esplorazione delle borgate con il cavallo. Il solo passeggiare non è sufficiente per scoprire angoli nascosti e il fascino dell’equitazione in un ambiente montano crea un’integrazione perfetta tra uomo e natura.
La mattinata termina velocemente regalandoci gradevoli ore di sole, cosa che purtroppo non accade il pomeriggio.
Piove parecchio, ma non ci scoraggiamo e raggiungiamo comunque Borgata Celle, dove ci attende Alberto Andreis, Presidente dell’Associazione Astrofili Bisalta.
Passeggiare in questo borgo incantato ci fa rivivere tempi lontani, quando artisti rupestri catturavano il sole per leggere l’ora.
La scienza gnomonica è molto affascinante e qui a Bellino i quadranti solari restaurati sono ben trentatré, oltre ad altri tre quadranti di nuova costruzione. Questo straordinario repertorio di tradizione locale è datato tra il 1735 e il 1934 e si è a conoscenza di altri reperti non accessibili o non ancora recuperati.
Dapprima l’ombra delle montagne circostanti, poi il sole che spunta dalle vette, i cieli notturni che, in questo ambiente rarefatto, permettono di vedere una miriade di stelle e poi....gli orologi solari.
Nelle borgate di Bellino c’è veramente tutto e l’ambiente è assolutamente suggestivo.
Dopo l’esplorazione delle meridiane, ci rifugiamo nel Museo del tempo e delle meridiane.
Lo spazio è ospitato nella vecchia Scuola di Celle, recuperata mantenendo le caratteristiche volte in pietra e ricostruendo un antico pavimento in legno. Sono stati realizzati 3 ambienti, così suddivisi:

- “La volta delle stelle” dov’è riprodotta la costellazione dell’Orsa Minore;
- “La volta della gnomonica” dove sono esposte riproduzioni di strumenti di misurazione del tempo, mentre i pannelli illustrano la lettura pratica degli orologi solari; 
- “La volta di Bellino” dove si possono scoprire le tradizioni, gli usi, l’architettura locale e conoscere il paese attraverso immagini fotografiche e un video che racconta la vita quotidiana della comunità nei vari periodi dell’anno.

Successivamente ci trasferiamo nella sala polivalente, dove ci gustiamo un tè caldo e ci prepariamo ad ascoltare Andrea che ci parlerà delle “stelle”... dal momento che stasera non riusciremo sicuramente a vederle dall’osservatorio.
Andrea è molto preparato, appassionato e simpatico. Riesce a catturare la nostra attenzione, presentandoci un video molto interessante che racconta la storia della scoperta della luna.
Era il 21 luglio 1969 quando Neil Amstrong, titubante, sull’ultimo gradino della scaletta del Lem Aquilà disse: “Ora scendo. Sarà un piccolo passo per un uomo, ma un gigantesco passo per l’umanità”.
Dopo il primo sbarco sulla luna, ne seguirono altri e non abbiamo ancora finito di esplorare il cosmo.
Dopo il video si inizia a parlare di stelle, della loro origine, della loro luce, della loro grandezza e si vedono delle foto bellissime “astrofotografie”, scattate dai soci esperti dell’Associazione Astrofili Bisalta
E anche il pomeriggio scivola via e, senza fatica, arriva l’ora di cena.
In un battibaleno la sala polivalente si trasforma in ristorante. Arrivano i viveri e gli addetti ai lavori ci servono il “menù stellare”. Tutto ottimo, dagli antipasti alla torta!
E’ domenica mattina e ci attende un cielo leggermente nuvoloso.
L’intenzione è quella di raggiungere l’osservatorio astronomico, che si trova tra le borgate Celle e Chiazale, per conoscerlo e per sperare in una piccola schiarita che ci permetta di vedere il sole. Ovviamente lo raggiungiamo a piedi e vediamo la struttura costruita in legno e pietra. Alberto provvede all’apertura del tetto e ci fa accomodare all’interno. Ci spiega che il sito gode di condizioni di oscurità del cielo eccezionali a causa della particolare conformazione delle montagne in cui è immerso. Le aperture sono programmate durante tutto l’anno e permettono di osservare un cielo notturno straordinario. Ovviamente la struttura è dotata di un prestigioso telescopio Celestron c14. La spiegazione tecnica di funzionamento di un telescopio è parecchio complicata ma, approfittando di un’apertura momentanea del cielo... riusciamo ad osservare il “sole “ attraverso lo strumento ed anche a occhio nudo, con l’ausilio di appositi occhialini di protezione.
E’ terminata anche questa mattinata e si rientra ai camper.
E’ pur vero che il tempo non è stato molto dalla nostra parte, ma siamo comunque riusciti ad imparare cose nuove e il nostro rientro a casa, ormai inevitabile, sarà ricco di ricordi bellissimi.
Non siamo riusciti a dormire sotto un cielo di stelle, ma lo abbiamo immaginato.

A volte, di notte, dormivo con gli occhi aperti sotto un cielo gocciolante di stelle.
Vivevo, allora.
(Albert Camus)

Di Anna Maria Zandomeneghi e Anna Maria Luciano

domenica 5 luglio 2015

TREZZO... NEL PARCO DELL`ADDA (30 Aprile - 3 Maggio 2015)

Gli amici di CamminareInCamper hanno pensato di ritrovarsi per il lungo ponte del primo maggio in uno dei Parchi Fluviali più conosciuti del nord Italia.
Già l'anno scorso abbiamo visitato il Parco del Mincio, ora siamo a Trezzo nel Parco dell'Adda.
Il punto di ritrovo per i numerosi camper che hanno aderito all'invito di Valter è nel grande Piazzale Giovanni Paolo II, nonché piazza del mercato cittadino a pochi passi dal centro.
Il mattino seguente al nostro arrivo una guida della Pro Loco ci attende per accompagnarci nella visita del territorio trezzese.
La passeggiata ci porta in collina all'interno di Villa Bassi, anche se ai cancelli d'ingresso un'insegna indica Villa Gina, in onore della moglie di Silvio Crespi che ne divenne proprietario nel 1915. La grande casa padronale, ora sede del Parco Adda Nord, domina dall'alto un'ampia area verde. Trezzo non è altro che un promontorio sul fiume e da questa altezza la veduta d'insieme è incantevole. La guida racconta che Paolo Bassi era il Podestà di Milano. Intorno alla metà dell'ottocento arrivò fin qui per investire in feudi e latifondi. 
Egli costruì la villa su un precedente edificio, rimaneggiandola nel corso degli anni, e dominando da un alto sperone di roccia i sottostanti navigli: il Martesana che segue il corso fino a Milano, il fiume Adda e di fianco il canale industriale Crespi. Quest’ultimo ci fa arrivare con l'occhio fino al villaggio Crespi con il Castello, dove passavano le vacanze estive la famiglia, i primi condomini operai, e le due alte ciminiere dei capannoni. Sotto di noi il Santuario della Concesa, che raggiungiamo da un cancello secondario attraversando in discesa un sentiero, una sorta di scorciatoia. Lì, ci attende Il Padre Priore del convento che personalmente ci fa da guida. Il Santuario della Divina Maternità è costruito lungo l'argine del canale della Martesana e nell'ampio piazzale si può vedere una fonte d'acqua che si dice miracolosa. Il Padre Priore facente parte dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi che qui vennero ad insediarsi per volere del Cardinale Monti, ci accompagna  all'interno della chiesa  e poi anche nella visita dei due chioschi, nell'antica sacrestia dove vengono custoditi antichi paramenti sacri. Lungo un corridio, ci indica un importante affresco del quattrocento recuperato da Padre Gerardo: la Madonna del Barcaiolo. Verso l'uscita, retrostante il convento, ci soffermiamo ancora per osservare il grande spazio dedicato agli orti e ai giardini molto ben curati, luoghi di meditazione e di preghiera per coloro che intendono riterarsi nel silenzio.
Un'ultima sosta prima di rientrare è Villa Cavenago. L'ampio parco c'invita ad entrare nella grande proprietà, davanti a noi questa bellissima villa patrizia del settecento. I Signori Cavenago non erano altro che medici e comprarono, a suo tempo,  il feudo di Trezzo. L'interno è riccamente affrescato e sono stati mantenuti i dipinti d'epoca, mentre gli arredi non sono originali della villa. Ora viene usata per banchetti e meeting.
Dopo aver pranzato ci attende un'altra interessante visita a Vaprio d'Adda. La passeggiata che facciamo tutti in compagnia  in centro ci fa scoprire numerose ville patrizie del sei-settecento, chiese e palazzi. Ma l'attenzione maggiore è rivolta a Villa Melzi D'Eril non solo per l'imponenza che domina dall'alto il Martesana, ma soprattutto perchè in essa soggiornò Leonardo da Vinci e dove qui potè studiare il corso del fiume Adda.
Proseguiamo fino ad arrivare alla Casa del Custode delle Acque
Un tempo era la “Casa Regia” dove un gestore aveva il compito di riscuotere i dazi di merci che transitavano lungo il fiume e nello stesso tempo di far funzionare al meglio il sistema delle acque. Ora ospita una galleria interattiva che ci ha fatto percorrere a ritroso nel tempo la storia del fiume e gli studi che Leonardo da Vinci ha voluto dedicare ad esso, fino ad arrivare nell'ultima sala dov'è conservata una copia del Codice Atlantico, raccolta di disegni preparatori, bozzetti, appunti del grande Maestro. Sicuramente è stata un'esperienza interessante per come è stata affrontata, anche se subito non capita, ma sicuramente molto coinvolgente. La giornata sta per volgere al termine senza però prima trovarci tutti in compagnia per gustare piatti locali in un ristorante di Trezzo.
Il mattino seguente ci attende ancora una guida della Pro Loco per accompagnarci ad una visita per le vie del centro storico fino ed arrivare al Villaggio Crespi. L'ingresso al centro avviene da Porta Santa Marta che è l'unica porta antica rimasta del borgo medioevale. Per la posizione strategica sul fiume e per ciò che esso ha dato alla città, Trezzo è ricca di palazzi e ville patrizie di nobili o signori che arrivarono da Milano sin qua per  vacanze, nonché per investire su feudi e terreni. Ora ciò che è rimasto è tutto ben conservato, come il Palazzo del Comune, dove nella Biblioteca  Alessandro Manzoni è stata inaugurata nel 2014 la “Quadreria Crivelli”, una roccolta di opere appartenute alla Famiglia Crivelli lungo un percorso museale. Noi non abbiamo potute visitarla in quanto, essendo sabato, la biblioteca era chiusa. La collocazione della villa è esemplare, all'interno di un grandissimo giardino.
La passeggiata continua lungo il fiume fino ad arrivare al Villaggio Crespi Patrimonio dell'Unesco: “è stata esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa". Al di là di ogni spiegazione con questa motivazione si racchiude tutto ciò che si può dire della grande famiglia Crespi, industriali del XIX secolo. Arrivarono e acquistarono un appezzamento di terra lungo il fiume per poi sfruttare al meglio le sue acque e farle convogliare nell'azienda cotoniera. Ora il villaggio è ancora abitato e in gran parte dagli eredi di coloro che hanno lavorato nella azienda. Urbanisticamente esso ricorda i villaggi inglesi di fine ottocento, ed è da qui che si è ispirato il figlio di Crespi al ritorno dall'Inghilterra. All'ingresso vi è l'imponente scalinata che conduce alla chiesa e subito dopo inizia il lungo viale dove sono affiancate le villette degli operai con il suo bel giardino, tutte recintate e tutte uguali, in fondo quelle più grandi per i dirigenti d'azienda. Non mancava nulla nel villaggio, era autosufficente. Un mondo autonomo ma anche al di fuori di ciò che succedeva all'esterno. Il padrone dall'alto del suo castello provvedeva ai fabbisogni dei suoi dipendenti con scuole, medico, istruzione religiosa, e sepoltura. Si, perchè in fondo al villaggio c'è pure un cimitero. Anche qui, domina la grande tomba della famiglia Crespi. Vicino alle abitazioni la grande fabbrica e più in là il parco e il dopolavoro per il tempo libero.
La visita si conclude tutti in compagnia per un veloce panino sul prato e una bella passeggiata sul lungo fiume. A tratti ci fermiamo per ammirare opere di sbarramento, chiuse e passaggi d'acqua in un contesto storico racchiuso all'interno dell' Ecomuseo Adda di Leonardo. una sorta di museo diffuso su un percorso più ampio lungo il fiume.
Il pomeriggio pensiamo di trascorrerlo tutti insieme per una bellissima pedalata lungo la pista ciclabile dell'Alzaia sulla sponda destra del fiume che, dall'imbarcadero prosegue per ben undici chilometri  nel medio corso dell'Adda, dove le impronte di Leonardo hanno un significato importante. Dapprima il fiume segue parallelo alla ciclabile, poi la vegetazione è più fitta e anche il fiume ha dislivelli più significativi con rapide, scogli di sbarramento. Anche qui Leonardo studiava il moto delle acque, i problemi della navigazione e alcuni tratti di natura circostante il fiume vengono ritratti nelle sue opere. Durante il periodo in cui il Genio ha vissuto a Vaprio per ben due volte,come precettore del giovane Melzi, l'area e la natura circostante il fiume si è arricchita con segni tangibili di alta ingegneria. Seguendo tappe o postazioni informative ci fermiamo per osservare le centrali idroelettriche lungo il percorso. La Centrale A.Bertini del 1898 è la prima in Europa e la seconda al mondo dopo quella delle Cascate del Niagara per la potenza delle turbine. In essa è allestito anche un museo dell'elettricità.
Il nostro percorso ciclabile arriva fin sotto al ponte San Michele che collega Paderno a Calusco. Con un'unica campata di travi di ferro sostiene sette piloni di ferro per una impalcatura a due livelli di percorribilità: uno per le auto e uno per i treni. Esso si eleva sopra una gola del fiume Adda ad un'altezza di 85 mt. Alta ingegneria di fine ottocento  e inizio novecento.
Anche questa giornata è stata molto ricca culturalmente e per il giorno seguente ci aspetta la Navigazione sul fiume.  Prima di iniziare questa nuova escursione visitiamo quello che rimane del Castello Visconteo. Nell'ampio parco con alberi secolari e tra una fitta vegetazione vi è eretta la torre quadrangolare alta 42 mt, mentre sono parzialmente in piedi  mura esterne del maniero. C'incamminiamo nel parco sottostante dal quale si accede alla Centrale Idroelettrica Taccani, proprietà dell'ENEL. E' un immesso edificio ingegneristico in stile liberty che risulta in armonia con l'ambiente naturalistico circostante. In questa ansa del fiume Adda è stata studiata quest'opera di sbarramento per sfruttare l'impeto delle acque. All'interno della grande struttura è allestita in questi giorni una mostra collettiva. Tra dedali e gallerie sotterranee, vari artisti hanno esposto opere per una raccolta fondi a favore della ricerca. 
Ora, siamo pronti per salire sul traghetto che ci porterà lungo il fiume. Piano, piano la natura circostante la fa da padrone. In cigno ha trovato il suo habitat prediletto ed ecco che sta covando tra i cespugli come se non volesse essere disturbato. La vegetazione s'infittisce e a pelo d'acqua vola l'airone cenerino, lo svasso maggiore  con i piccoli nati portati sul dorso dei genitori.
Le giornate sull'Adda sono terminate e dopo aver salutato gli amici di sempre e quelli nuovi ritorniamo a casa appagati per questa meravigliosa avventura.

domenica 6 luglio 2014

BUSSETO - Sulle Note Verdi (11-13 Ottobre 2013)

Come ogni anno, per la Festa delle Bandiere Arancioni, tutti gli amici di Camminare In Camper hanno pensato di incontrarsi in una località che aderisce per accoglienza e qualità turistica-ambientale a questa iniziativa del Touring Club Italiano.

Busseto è senz’altro una meta da non trascurare quest’anno, in quanto centro della musica per i festeggiamenti del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi.. E’ una terra ricca non solo di storia, ma anche di sapori antichi e di una tradizione agro-alimentare che ci ha reso famosi in tutto il mondo.
L’arrivo di venerdì nell’area di sosta assegnata dal comune ci fa reincontrare vecchi amici, ce ne fa conoscere di nuovi e questo è sempre un piacere.
Come da programma, il giorno seguente raggiungiamo in bicicletta il Caseificio Sociale di Pongennaro dove abbiamo appuntamento per assistere in diretta alle varie fasi della  lavorazione e stagionatura del grande Parmigiano Reggiano. Ci rendiamo conto che la lavorazione è eseguita interamente  a mano da abili maestri casari che, con un ritmo cadenzato, trasformano il latte nel prezioso formaggio, cominciando di prima mattina e lavorando senza sosta. Alla fine acquistiamo il formaggio presso lo spaccio, come “ souvenir “ da portare a casa.
E’ d’obbligo un’altra sosta sulla strada del ritorno presso una cantina di stagionatura e di stoccaggio del Culatello di Zibello , salume tipico per eccellenza della zona e che non può mancare nel nostro tour gastronomico.
Il pomeriggio inizia con le visite nei Luoghi Verdiani. La casa natale a Roncole di Busseto ci accoglie intatta fin dai tempi in cui il padre gestiva un’osteria per viandanti proprio sulla strada di grande traffico. Di fronte abbiamo la Parrocchiale dove il maestro apprese i primi rudimentali insegnamenti musicali sotto l’attento sguardo dell’anziano maestro organista Pietro Baistrocchi. 


Nel nostro curiosare tra le piccole vie del borgo scopriamo anche un’altra realtà. Giovannino Guareschi abitò qui a Roncole dopo essersi trasferito da Milano nel lontano 1952. Come dimenticare le vicende di Don Camillo e Peppone? All’interno della sua abitazione viene ricostruita la sua lunga vita ricca di vicissitudini e contrasti.
La domenica mattina di buonora ci avviamo per una lunga camminata, com’è nello spirito dell’Associazione, per arrivare a Villa Verdi a S. Agata di Villanova sull’Arda. Percorriamo piacevolmente circa tre chilometri ed arriviamo sul posto, dove ci attende una guida molto competente che ci accompagnerà nella visita. E’ una grande tenuta di campagna con villa, più volte rimaneggiata sotto l’attenta direzione del Maestro; ci colpisce il grande parco con laghetto, le  piante provenienti da tutto il mondo e, cosa da non trascurare, la proprietà agricola gestita direttamente dal Maestro Verdi. In questo luogo conduceva una vita ritirata insieme a Giuseppina Strepponi, isolandosi dopo il rientro dalle tournèes che teneva in tutto il mondo. La villa ha ancora oggi un’aria vissuta con la minuziosità degli arredi, le foto dei ricordi e il letto in cui morì il maestro proveniente dal Grand Hotel Et de Milan. 


Al ritorno verso Busseto seguiamo ancora i luoghi della sua vita. Non può mancare Casa Barezzi che si affaccia sulla grande piazza al centro del paese.
Qui G. Verdi vide nascere i primi suoi grandi amori: la musica e l’affetto per la figlia del suo più grande filantropo. Oggi Casa Barezzi è sede della Filarmonica Bussetana fondata proprio dal suo proprietario.
Uscendo, dopo la visita, concludiamo con l’ingresso nel piccolo teatro dedicato al Maestro. E’ sicuramente un piacevole salotto per ascoltare buona musica che non poteva certo mancare nella città natale  di Verdi e che la cittadinanza gli ha voluto dedicare. Egli non ha mai approvato la costruzione di questo teatro a causa dei numerosi contrasti che aveva con i bussetani colpevoli, secondo lui, d’invadenza nella sua vita privata.
Nel giro sotto i porticati del borgo antico scopriamo botteghe storiche dove si può passare qualche ora in compagnia avvolti da musica verdiana e da dolci ricordi di un passato da non dimenticare.
Gli amici di questi tre giorni si perdono tra le bancarelle del mercatino dell’antiquariato, ma rimane la certezza di ritrovarci  in una prossima uscita pronti a scoprire ancora realtà tutte nostre.

COSA  ABBIAMO  IMPARATO
Durante questa uscita abbiamo imparato a cogliere le opportunità che le organizzazioni turistiche, come in questo caso è stato il TCI, ci offrono e a sfruttarle per scoprire realtà locali nascoste dove la nostra Italia da il meglio di se. Camminare In Camper è proprio questo... cultura, e ritrovarci insieme per scoprire e imparare.  

lunedì 20 gennaio 2014

CAMMINARE IN CAMPER - FESTA DELLA MIMOSA - Mandelieu La Napoule


Dopo qualche mese senza scrivere, eccomi qui a raccontare il nostro primo incontro con Camminare in Camper nel lontano 2010.

E` stata una sorta di colpo di fulmine quando in fondo alla home page del sito internet di un grande Camper Club, ho letto lo slogan "Camminare in Camper".
Nonostante fosse quasi timidamente nominato, lo slogan era talmente chiaro e ben pensato, che subito mi ha colpito. Tutti noi camperisti amiamo spostarci con la nostra casetta viaggiante, per poi trovare luoghi dove poter perderci in lunghe camminate, e` uno degli scopi del nostro viaggiare. Quindi perché non trovarci con altri camperisti e condividere passeggiate insieme?
Ero incuriosita,  per cui mi sono messa subito in contatto con il responsabile del gruppo. Volevo capire bene com`erano organizzati gli incontri, come ci si poteva iscrivere per partecipare, ma soprattutto quale sarebbe stato il prossimo viaggio! 
Il primo spostamento era organizzato in Francia, in particolare alla Festa della Mimosa che ogni anno si svolge a Mandelieu-La Napoule. Per noi la località era piuttosto lontana ma decidemmo di partire comunque e d'incontrare questi nuovi amici. 
Pur essendo d`inverno la Costa Azzurra ha generalmente un clima mite, quindi ci aspettavamo una buona temperatura, poca pioggia e un bel sole. 
Tuttavia, ci trovammo nel mezzo di una nevicata sorprendente che, proprio quell'anno aveva ricoperto anche la Provenza!
Nonostante tutto arrivammo come da programma,il sabato mattina presso il campeggio “Le Cigales”. 
Iniziamo subito a conoscere le prime persone del gruppo, il responsabile ed altri membri, facciamo qualche parola e ci sentiamo a nostro agio nel giro di pochi minuti.
La prima passeggiata era organizzata in riva al mare, da Mandelieu-La Napoule fino a Cannes, mentre nel pomeriggio camminiamo dall`area camper alla mostra-mercato della mimosa.
La fiera era allestita in un grande tendone, dove la mimosa era presentata in ogni sorta di lavorazione: da profumi e cosmetici, a vari tipi di decorazioni. 
La sera nelle vie del centro sfilavano in una parata notturna bellissimi carri fioriti, e anche qui abbiamo avuto l`opportunità di godere dello spettacolo in compagnia.
Il giorno successivo, cioè la domenica, una guida ci ha portati a camminare tra i boschi di mimose selvatiche. 
Per noi è stata una nuova esperienza, una bella scoperta, una passeggiata in compagnia che ci ha arricchiti. Un camminare il cui scopo e` anche imparare, un camminare al di là del solo vedere ma anche dello scoprire e dell`osservare ciò che ci sta attorno: la varietà delle piante della mimosa, il loro utilizzo, il modo con cui vengono lavorate.
In fondo il viaggiare con il camper è soprattutto questo. Guardarsi attorno, con tranquillità, camminando, osservando, ascoltando per imparare. 
Proprio perché` Camminare in Camper è tutto questo, a questo primo incontro ne sono seguiti molti altri, e molti altri ne seguiranno ancora..

domenica 27 ottobre 2013

LA RACCOLTA DELLE OLIVE (Lucinasco, 16-19 Novembre 2012)


Il gruppo di “Camminare in Camper” ha deciso d'incontrarsi di nuovo in quella terra ligure che ogni volta ci fa scoprire non solo mare, ma anche realtà locali nascoste.
Questa volta dobbiamo arrivare a Lucinasco, un  piccolo abitato che si trova nell'entroterra appena superate le città di Imperia e Oneglia. 
Il piccolo centro non è certamente facile da raggiungere con il camper. Percorriamo strette strade che si snodano lungo un percorso in salita all'interno di un bosco di ulivi, dove i raccoglitori sono ancora al lavoro nonostante sia ormai tardo pomeriggio, quasi sera.
L'area di sosta e punto d'incontro è presso il Parco-Giardino. La Chiesa di Santo Stefano si specchia sul piccolo laghetto naturale circondato da verdi salici piangenti . E' un luogo idilliaco quello che si presenta davanti a noi. Da quassù si possono vedere grandi vallate ricchissime di ulivi, piccoli centri che punteggiano l'orizzonte, e uno spettacolare scenario naturalistico. La pace e la tranquillità di questo posto lo ha classificato nel 1991 “Villaggio ideale d'Italia “ dalla rivista Airone.

Il giorno successivo raggiungiamo tutti insieme il borgo antico. Strette vie entrano nell'abitato. Dentro e fuori vicoletti ci fanno scoprire scorci e case ancora in pietra.
Molto interessante è il complesso museale etnografico, contadino e d'arte sacra intitolato a Lazzaro Acquarone. 
Per primo raggiungiamo l'Oratorio di San Giovanni Battista dove è allestita una ricca raccolta di sculture lignee che colpiscono particolarmente la nostra attenzione. Sullo sfondo un gruppo di figure compiangono il Cristo Morto.Ci avviciniamo e osserviamo la minuziosità del lavoro con cui l'artista ha voluto rendere il più possibile reali i suoi personaggi. Poi raggiungiamo gli altri due musei dedicati all'attività contadina tra cui la coltivazione degli ulivi e la produzione dell'olio. Tutto ruota attorno al territorio, alla sua gente, al suo lavoro. Una fornita raccolta di strumenti per i mestieri nei campi ha allestito la prima casa che andiamo a vedere. Mentre nella seconda ci sono arredi di una tipica casa contadina. Oggetti domestici sono raccolti nella cucina, mentre nel solaio è allestita la camera da letto.
Nel pomeriggio veniamo accompagnati dal Presidente del Consorzio per la tutela dell'olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure, che ci accompagnerà` in una passeggiata tra gli ulivi.            
Le aree terrazzate suddivise da muretti a secco sono dedite alla coltivazione esclusiva delle olive Taggiasche e durante il percorso veniamo a scoprire le cosiddette caselle, rudimentali costruzioni in muratura che ricordano i nuraghi  sardi. Passando attraverso vecchie mulattiere, arriviamo al frantoio dove l'oliva viene lavorata e trasformata in olio extravergine. Qui possiamo ammirare la lavorazione delle olive dalla fase iniziale in cui sono attentamente selezionate, alla spremitura ed infine l`imbottigliamento, oltre alla lavorazione dell`oliva per la conservazione in salamoia o la preparazione di salse o patè. 

Finita la visita, ci ritroviamo tutti insieme alla "Trattoria dalla Etta", dove possiamo assaporare alcuni piatti tipici del territorio come la panissa alla ligure, una sorta di polenta condita, fatta con la farina di ceci.

La mattina seguente, come consuetudine del gruppo, ci ritroviamo per un'escursione che ci avrebbe impegnati tutta la giornata. Zaini in spalla, ci incamminiamo per un percorso ad anello lungo i dorsali del Monte Acquarone. Per primo raggiungiamo una cappelletta con una grande croce. Facciamo una pausa e, mentre alcuni decidono di ritornare alla base, altri tra cui noi,  riprendono il cammino. In compagnia la fatica e il percorso sono molto più piacevoli, anche perchè da lassù il paesaggio è incantevole. Ci fermiamo , mangiamo qualcosa, poi riprendiamo. Incontriamo cacciatori di cinghiali, ascoltiamo i rumori della natura, ma la cosa più bella è, come sempre, la compagnia dei nostri amici con cui amiamo fare queste lunghe passeggiate e trascorrere piacevoli week-end insieme.

COME  ARRIVARE

Autostrada A21 direzione Torino. A Tortona, prendere l'autostrada A7 in direzione Genova. 
A Genova Voltri prendere l'autostrada A10 e uscire a Imperia. Seguire per Lucinasco.                                                     
Percorrendo la strada n°28 e costeggiando il torrente Impero, si arriva su una strada stretta. 
Lucinasco è un piccolo borgo, attenzione a non entrare in paese se si va con il camper.
Giunti nei pressi dell'abitato svoltare a sinistra verso il laghetto e la Chiesa di Santo Stefano (circa 1 chilometro da Lucinasco).
Qui vi e`un ampio spazio per sostare con i camper.