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mercoledì 25 luglio 2012

LA GRANDA... ALLA FESTA DEGLI SPAVENTAPASSERI


Anche quest'anno la trasferta piemontese del camper club La Granda ci porta a raccogliere un curioso invito da parte degli amici della sezione di Saluzzo in provincia di Cuneo.
La destinazione è Castellar che, insieme a Pagno e Brondello, si trova nella cosiddetta Valle Bronda. Questa stretta valle che si snoda a ovest di Saluzzo, è forse poco conosciuta, ma è sicuramente ricca di storia, tradizioni antiche e sopratutto votata all'agricoltura. Qui si coltivano prodotti genuini come le mele, il ramassin (una piccola susina color blu-violetta), e una vigna particolare utilizzata per la produzione del vino “Pelaverga”, un vino che troviamo solo qui.
Queste aree collinari o di pianura ai piedi del Monviso ci portano anche quest'anno a scoprire una parte della nostra Italia nord occidentale, e le vecchie tradizioni paesane sono un buon pretesto per imparare qualcosa della storia di questa zona. (per album di foto: http://bit.ly/MYQk06)

Castellar e la Festa degli Spaventapasseri

La Festa degli Spaventapasseri accoglie ogni anno, e questo è il diciottesimo, turisti e curiosi che arrivano fino a Castellar per passeggiare tra vie e piazze del centro addobbate da pupazzi. 
E' un paese in festa, dove ogni cittadino collabora a modo suo e con i materiali che ha a disposizione, a costruire lo spaventapasseri che più lo rappresenta, e anche noi camperisti abbiamo il nostro “ciciu”.
Non è solo il centro di Castellar e la festa degli spaventapasseri ad essere il motivo di questa visita, ma anche il bellissimo Castello di Castellar che domina il paese dall'alto della collina. Il castello era originariamente proprietà dei Marchesi di Saluzzo, ma poi è stato acquistato da una famiglia locale che si è occupata della restaurazione. L'attuale proprietario, che tuttora vive nel castello, ci ha accolto con grande simpatia e ci ha raccontato numerosi aneddoti della vita dei castellani, storie tratte dal diario il “Carneto”, compilato da Giovanni Andrea, un antico abitante del castello. Interessante è stata la visita al piano superiore dove riempie le sale una minuziosa raccolta di uniformi, armi, documenti e cimeli che riguardano il periodo che va dal Risorgimento all'Unità d'Italia.
 
Pagno e i tesori della valle dei Saluzzo

Castello di Castellar
Tra i frutteti e lungo i percorsi agresti che punteggiano l’intera zona intorno a Castellar scopriamo piccole chiese, cappelle e abbazie che fanno parte di un itinerario segnato fin dai tempi dei Marchesi.
A Pagno veniamo accompagnati dai nostri cari amici in quella che è l'antica Abbazia dei Santi Pietro e Colombano. Risalente fin dall'ottavo secolo dopo Cristo, fu distrutta più volte per poi essere in parte ristrutturata anche recentemente. Conserva affreschi importanti, come quello che rappresenta l'Arcangelo S. Michele, scelto come “immaginetta” per identificare un progetto chiamato “Mistà, Arte e Fede nelle valli dei Marchesi di Saluzzo”, per cui il contributo dell’Europa è stato fondamentale nella ristrutturazione di importantissimi siti storici della zona. 
Sempre seguendo il percorso, inforchiamo le biciclette per andare alla ricerca, tra campi coltivati, della piccola cappella di “San Ponzio” che, localizzata proprio a Castellar è un gioiello ben nascosto ma sapientemente restaurato.

Saluzzo e il suo marchesato

Saluzzo
Per la sosta in questi tre giorni, veniamo accolti nella bella Area Attrezzata di Castellar da poco realizzata, e inaugurata in occasione del raduno. 
E' un ottimo approdo per visitare la zona e, avendo le biciclette, è possible raggiungere il centro storico di Saluzzo percorrendo un piacevole sentiero che attraversa frutteti e numerosi torrenti.
Saluzzo, ben racchiusa all'interno di mura medioevali, conserva in modo esemplare monumenti e palazzi risalenti fin dall'epoca del Marchesato. I vicoli ancora lastricati ci conducono fino al punto più alto del paese, dove domina la Castiglia, antica residenza signorile e poi carcere, mentre tutt'intorno, i numerosi palazzi ci ricordano che Saluzzo era una capitale del rinascimento italiano.

Dopo questi piacevoli tre giorni in compagnia di amici, e accompagnati da grande storia e cultura torniamo a casa con la certezza che anche l’anno prossimo avremo il piacere di tornare qui, a scoprire ancora qualche angolo della splendida, e purtroppo poco conosciuta, Italia nord occidentale.

Anna

domenica 24 giugno 2012

VERONA - un gioiello a due passi da casa..

Sono tornata a casa per qualche giorno e, abituata all'estrema modernità di buona parte del centro di Londra, avevo proprio voglia di visitare una grande città italiana per riassaporare la bellezza dell'arte e dell'antichità del nostro paese. 
Piazza delle Erbe
Così ho scelto di andare a trascorrere un pomeriggio ed una serata nella splendida Verona, un vero e proprio gioiello artistico, culturale ed architettonico.
Era da molto tempo che non venivo qui, ma soprattutto moltissimo tempo che non visitavo una grande città italiana, per cui ogni angolo era una scoperta.
Siamo arrivati nel pomeriggio e, dopo aver parcheggiato su Corso Porta Nuova siamo approdati in Piazza Brà, la piazza dove si trova l'Arena.  Ristoranti e bar costeggiano l'intero piazzale ed il brulicare della gente seduta ai tavoli, mi ha fatto notare subito la piacevole differenza tra la nostra cultura mediterranea e quella nordeuropea.
Piazza dei Signori
All'Arena davano la prima opera della stagione ma noi, che non eravamo assolutamente informati e soprattutto eravamo sprovvisti di biglietti, proseguiamo verso la spettacolare Piazza delle Erbe. All'epoca romana era il centro politico ed economico della città, mentre ora è sede di un coloratissimo mercato oltre che di bar e ristoranti. Vicinissima a Piazza delle Erbe sta Piazza dei Signori, meglio conosciuta come Piazza Dante, data la statua di Dante Alighieri che si erge nel mezzo. Qui ci fermiamo per la cena e poi rimaniamo coinvolti in un concerto di voci che si svolge nel loggiato in fondo alla piazza.
Scala della Ragione
Proseguendo sotto un arco  (che poi scopriamo essere l'Arco della Costa), entriamo nel cortile del Palazzo della Ragione e rimaniamo incantati dalla Scala della Ragione, una meraviglia dell'architettura tardogotica del XV secolo che risalta in modo assolutamente elegante sui colori bianco-rossi del palazzo.
Passeggiare per Verona, anche in tarda serata, è estremamente piacevole. Ogni angolo è una scoperta ed in ogni angolo c'è una storia da raccontare. 
Tornare in Italia dopo così tanti mesi significa vedere ed apprezzare le nostre bellezze in modo diverso, nuovo e molto più curioso! I luoghi vicini a casa che si è sempre dati per scontati, risultano avere un valore mille volte superiore quando l'occhio, quasi non più abituato alla bellezza del nostro patrimonio artistico, diventa quello del turista incantato..

Anna ed Elena

domenica 17 giugno 2012

VENEZIA E L'AMERICA'S CUP 2012


Venezia dopo Napoli è protagonista nei giorni di metà maggio di un grande evento che ha portato in città numerosi appassionati di vela. L'America's Cup ha fatto tappa qui, nella città lagunare, per sostenere due regate all'interno del Bacino di San Marco. 
Un connubio certamente vincente quello che mette insieme antico e moderno, la cui centralità  è il mare. La grande struttura dei cantieri navali dell'Arsenale risalenti ancora fin dal 1100 e che fecero grande la Serenissima, si accostano con grande naturalità alla tecnologia delle più moderne imbarcazioni a vela dove strategie e ricerca vengono messe in competizione. 
Anche noi, appassionati e sostenitori del team italiano “Luna Rossa”, abbiamo raggiunto Venezia  per vedere da vicino i famosi catamarani.
Dopo essere arrivati con il nostro camper in uno dei tanti campeggi  che si trovano lungo il litorale del Cavallino,  ci siamo portati ai traghetti di Punta Sabbioni per raggiungere Venezia e più precisamente la Riva degli Schiavoni. Da qui il tragitto è breve per arrivare all'Arsenale dove ha sede il Villaggio allestito per l'America's Cup. E' stata una grande opportunità quella di poter entrare, gratuitamente, all'interno dell'Arsenale  e potersi rendere conto della complessità di questi grandi spazi. 
Quasi senza rendersene conto ci siamo trovati all'interno di un museo navale dove si trovano barche a vela d'altri tempi e sottomarini dell'ultima guerra. In un percorso ben segnalato ed obbligato siamo arrivati all'esterno della struttura cantieristica  per trovarci proprio nella darsena dove, con grande stupore, erano ormeggiati i catamarani.
Una grande emozione è stata per noi vederli così da vicino. Erano proprio lì, i due di Luna Rossa, Oracle, Energy e altri, tutti in mostra pronti ad essere fotografati ed ammirati da una folla numerosa di appassionati. Tutto intorno  gli edifici cantieristici appena ristrutturati facevano da cornice, mentre all'interno mostre fotografiche e ristoranti riempivano le sale. Anche la Biennale di Venezia occupa parte degli ampi locali e tutto intorno i cantieri sono in piena attività di ristrutturazione.
La giornata è soleggiata e non fa eccessivamente caldo, per cui passeggiare all'interno dell'ampio Villaggio dell'Arsenale è molto piacevole e curioso. Arriviamo in fondo al grande complesso dove ci si affaccia al mare aperto e dove è allestito il Team Bases. Un susseguirsi di capannoni montati appositamente per l'occasione, ognuno per ogni team, sono il riparo per i catamarani una volta terminate le regate.
Ci dirigiamo verso l'imbarcadero per prendere il traghetto che ci porta al Lido dove avremmo seguito le regate di allenamento organizzate al largo della spiaggia di S. Nicolò.
Il lungo viale che percorriamo per arrivare alle spiagge è fiancheggiato da bar, ristoranti e negozi di ogni tipo tra cui alcuni molto turistici. La nostra meta è ancora abbastanza lontana e vogliamo arrivare in tempo per assistere all'uscita dei catamarani in mare aperto per cui non ci fermiamo e proseguiamo veloci. Una lingua di sabbia molto ampia accoglie bagni attrezzati con ombrelloni e lettini, o veri e propri salotti in giunco sulla spiaggia. Noi camminiamo lungo la battigia per raggiungere il punto indicato dal programma velista. I team entrano nello spazio di mare a loro assegnato e tutt'intorno sono radunati appassionati che con le loro barche private godono da vicino le regate. Lo spettacolo sta per cominciare e noi, anche se un po' lontani, siamo lì pronti  ad assisterlo........

Anna

domenica 13 maggio 2012

COTSWOLDS - Inghilterra (Maggio 2012)


A solo un paio di ore dalla capitale, Cotswolds è una zona dell’Inghilterra assolutamente da visitare. Questo agglomerato di piccoli villaggi dalle costruzioni tradizionali attira visitatori da tutto il mondo ed è considerato una delle top destination dell’intera Gran Bretagna, insieme alle famosissime Edimburgo, Stonehenge, i vari castelli ed ovviamente Londra.
Bourton-on-the-Water
Cotswolds copre due diverse contee, quella del Gloucestershire e dello Oxfordshire e si snoda a nord di Bristol e ad ovest di Oxford.
Decidiamo all’ultimo minuto di partire per un paio di giorni e con poca fortuna e poco tempo, non riusciamo a trovare disponibilità nei bed & breakfast di Chipping Campden o altri villaggi, e così stiamo all’Holiday Inn di Gloucester, un’ottima sistemazione qualità-prezzo anche se fuori dal centro città.
Il primo giorno partiamo da Londra la mattina presto ed arriviamo al primo villaggio Bourton-on-the-Water verso metà mattinata.
Bourton-on-the-Water si presenta come un romantico paesino in stile tradizionale inglese attraversato da un fiumiciattolo che rende il paesaggio ancora più caratteristico. È decisamente il paese più turistico di tutta Cotswolds ma uno stop qui vale sicuramente la pena.
Chipping Campden
Ci fermiamo per pranzo in un pub nel centro ed il cibo è delizioso. Ordiniamo hamburger e meat pie, la tipica torta salata ripiena di carne ed azzardiamo un espresso che avremmo decisamente dovuto evitare.

Dopo pranzo ci spostiamo verso la nostra seconda meta, Chipping Campden, un altro piccolo villaggio a nord di Bourton-on-the-Water. La strada che attraversa la valle e che unisce i piccoli villaggi è spettacolare. Le pecore pascolano ovunque, i prati sono verdissimi, e qua e là si vedono enormi distese di fiori gialli. Approdiamo a Chipping Campden dopo all’incirca mezz’ora e subito troviamo la cattedrale che, sorprendentemente, è un po’ spostata dal centro. Un enorme prato da pascolo verde fa da sfondo al cimitero, dove le lapidi in pietra in contrasto col verde chiarissimo dei prati creano un paesaggio tipicamente inglese.
Chipping Campden
Il centro di Chipping Campden è una lunga via di case tradizionali. I negozietti sono molto piccoli e vendono oggettistica per la casa con tazze fiorate per l’afternoon tea o decorazioni per il giardino, mentre i pub sono locali minuscoli, bui, con porte basse e moquette scura, e il tutto rende l’atmosfera molto particolare.
Dopo Chipping Campden ci dirigiamo verso l’hotel a Gloucester e rimaniamo in hotel tutta la sera a chiacchierare in compagnia.
La mattina seguente decidiamo di visitare la città che, a parte la bella cattedrale, non è niente di speciale, e poi di spostarsi a Cheltenham ed infine a Broadway.
Cheltenham si rivela molto deludente. La high street è una lunga via di catene di negozi e non c’è una singola attrazione interessante in tutta la città, così ci spostiamo subito verso Broadway.
Il villaggio di Broadway, seppur molto simile agli altri villaggi che già abbiamo visitato, è molto caratteristico, e qui troviamo anche i tipici cottage inglesi, quelle minuscole ed accoglienti casette dai tetti in paglia.
Broadway ospita anche la famosa Broadway Tower, un’alta torre costruita nel 18esimo secolo dall’architetto britannico Capability Brown, che dall’alto di una collinetta domina la splendida valle. Vicino alla torre pascolano dei bellissimi cervi e noi ci rilassiamo qui fino al tramonto..

Cotswolds in campeggio?

Secondo noi non c'è modo migliore di visitare queste splendidi valli che in camper. I paesi non sono raggiungibili con trasporti pubblici, quindi comunque è necessario girare in macchina, e quindi perchè non farlo in camper dove si può fermarsi in un campeggio, stare all'aperto e respirare la tranquillità della zona?

Una lista dei campeggi nei Cotswolds si può trovare qui:


domenica 15 aprile 2012

CASTEL GANDOLFO... e non solo (15-16 Ottobre 2011)

Dopo più di cinquecento chilometri arriviamo finalmente al borgo antico di Castel Gandolfo che sarà il nostro punto d’approdo per visitare alcune delle realtà dei Colli Albani che si trovano nelle immediate vicinanze.


Fa parte del Club “I Borghi più Belli d'Italia”, ed è famoso soprattutto per essere la dimora estiva dei Papi. Appena fuori le mura troviamo lo splendido belvedere da dove si osservano a trecentosessanta gradi i fitti boschi e il Monte Cavo che circondano il lago di Albano, mentre nella grande piazza della Libertà dove si affaccia il palazzo papale, non possiamo fare a meno di fermarci davanti alla spettacolare fontana del Bernini. La grande cupola che sovrasta la Chiesa di San Tommaso di Villanova, è costruita come la cupola della Basilica Vaticana a Roma e anche qui ci fermiamo incantati.
Passeggiare tra le strette vie e vicoletti del borgo medioevale è molto rilassante. Numerose sono le trattorie e fraschette (osterie) che con i loro tavoli lungo la via principale invitano a fermarsi per gustare piatti tipici laziali tra cui i bucatini all'amatriciana o, vista la vicinanza al lago, una buona frittura di pesce innaffiata dal vino dei colli albani. Dal borgo percorriamo un sentiero e un tratto di strada principale che ci porta in riva al lago, e poi proseguiamo fino alla stazione ferroviaria di Castel Gandolfo. In questa soleggiata domenica di ottobre il lago è animato di turisti e vediamo molti di loro fermarsi nei deliziosi ristorantini sulla costa che, a dir la verità, tentano anche noi!


Albano Laziale


A pochi chilometri da Castel Gandolfo troviamo Albano Laziale, un centro che a prima vista ci appare molto animato e piuttosto caotico. La nostra visita alla città storica parte dal Museo Civico, dove conosciamo subito il custode, una persona estremamente socievole che con grande interesse, entusiasmo e passione, ci accompagna nei luoghi della storia. Percorrendo la Via Appia e più precisamente al XV° miglio da Roma, direzione sud, incontriamo per primo il Sepolcro detto degli Orazi e Curiazi, un monumento ormai quasi completamente distrutto, e poi le Catacombe di San Senatore, così dette perché si trovano proprio sotto la chiesa di San Senatore. Sono state scavate all'interno di una cava di pozzolana e hanno una temperatura costante e, a differenza delle catacombe che troviamo a Roma (dove i cristiani si rifugiavano per pregare e sfuggire alle persecuzioni) qui sono luoghi di culto e sepoltura per martiri e santi.

Cisternoni
Uscendo da qui, il custode ci accompagna in un punto piuttosto alto della città, dove un cancello ci introduce all'interno di una grande opera d'ingegneria idrica romana: “i cisternoni”. Questa imponente cisterna costruita in epoca romana da Settimio Severo aveva lo scopo di fornire acqua all'accampamento della II° Legione Partica. È stata collocata in una posizione alta perché per caduta forniva acqua ai soldati che stavano nell’accampamento più in basso. La pianta è a forma rettangolare suddivisa in cinque navate e vi si accede allora come oggi da un ingresso e da una scalinata che porta direttamente all'interno della cisterna. Ci ha un po’ rattristato lo stato di abbandono e la collocazione quasi nascosta non sufficientemente raccontata da parte delle maestranze competenti, ma ci ha fatto molto piacere venire a conoscere anche quest’altra piccola parte di storia. Albano è molto ricca di storia romana proprio perché collocata lungo la via Appia e ogni angolo ha qualcosa da raccontare. Fin dai primi secoli dopo Cristo era molto importante per Roma, tanto che il grande imperatore Settimio Severo ha fatto base in questa città un accampamento di 6000 uomini, quindi ha costruito edifici, acquedotti, cisterne per l'acqua, anfiteatri, porte d'ingresso con mura difensive, magazzini, e molto altro. Dopo aver ammirato la parte più antica della città, ci facciamo ancora accompagnare dalla nostra guida, fino al Monte Cavo passando per la via dei Laghi, che da Albano prosegue per Velletri, e poi in direzione Rocca di Papa. Il Monte Cavo, un tempo una montagna vulcanica, sovrasta tutta la zona dei Colli Albani e nei tempi antichi era molto importante, tanto che sulla sua sommità è stato eretto un santuario sacro ai Latini. Mano a mano che saliamo con l'auto e ci addentriamo nel bosco incrociamo tratti di quello che era la Via Sacra, una via costruita in basolato vulcanico, che ancora oggi è percorribile a piedi e che un tempo portava al santuario. Ci fermiamo e il nostro caro amico, nonché accompagnatore, ci conduce lungo un breve sentiero che ci fa arrivare ad un belvedere naturale che solo lui conosce. Con grande enfasi ci mostra il panorama di entrambi i laghi vulcanici affiancali: Albano e Nemi.
È stata una bellissima esperienza che è difficile da dimenticare ma ora che la “gita” ad Albano Laziale è finita proseguiamo per la via dei Castelli Romani ed arriviamo ad Ariccia.


All'interno del Parco dei Castelli Romani, Ariccia è conosciuta soprattutto per gli amanti della buona tavola e in particolar modo per chi vuole provare la famosa porchetta, una sorta di arrosto di maialino condito con numerose spezie che solo mani esperte e segreti di concia tramandati da padre in figlio ne hanno fatto un piatto unico e difficilmente imitabile. Sono numerose le fraschette del centro storico dove è possibile assaggiare il famoso piatto, ma noi iniziamo subito la visita alla parte monumentale. 
Ariccia
All'ingresso della città, appena superato il ponte, troviamo il maestoso Palazzo Chigi www.palazzochigiariccia.it  costruito da Gian Lorenzo Bernini, e la grande fontana in mezzo alla piazza al di là della strada. Visitiamo il palazzo con la guida che, dopo aver raccontato brevemente la storia dell’edificio e della famiglia Chigi, che ne fece una residenza barocca fin dal milleseicento, percorriamo l’interno dove ogni arredo è originario dell'epoca. Ogni sala ha una sua particolare storia o tema, a seconda dell’antica funzione o di ciò che vi si raccoglie. In particolare ci ha colpito la farmacia privata, dove ogni oggetto e la sua funzione sono descritti minuziosamente, ma sono anche state interessanti le varie sale a tema  come la “Sala delle Belle” per i numerosi ritratti di donne, la “Sala delle Suore” per le raffigurazioni di monache della famiglia nelle vari epoche, o la “Sala del Trucco” così detta per la presenza di un gioco simile ad un biliardo. Una curiosità è che questo palazzo è stato spesso scenario di film o fiction molto famose come il “Gattopardo” di Luchino Visconti dove le scene della grande cena sono state registrate proprio all'interno della sala da pranzo estiva.

Frascati, Nemi, e il suo lago

Anche oggi è una bella giornata di sole e non fa molto freddo, per cui è piacevole inoltrarci lungo le strade che si snodano all'interno di borghi antichi. Passiamo per Marino, e poi arriviamo a Frascati, la nostra meta. Detta la regina dei colli Albani, è famosa per il vino bianco DOC e l’intera zona è ricca di dimore cinquecentesche. 
Villa Aldobrandini Frascati
Noi visitiamo la Villa Aldobrandini che, dall'alto della sua posizione panoramica, è molto visibile anche dalla piazza principale di Frascati. Fatta costruire da Papa Clemente VIII per il nipote prediletto, doveva essere un luogo di assoluto riposo. Per arrivare percorriamo un tratto di strada in salita e una volta entrati nel grande cortile scopriamo con tristezza lo stato di assoluto abbandono in cui si trova. Naturalmente non è visitabile all’interno, ed esternamente è una sorta di magazzino o deposito di materiali vari mentre il parco è l’unica zona accessibile. Vista l’impossibilità di visitare nulla torniamo a Frascati ma anche qui ci fermiamo per poco in quando il paese è molto simile a tanti altri borghi dei colli romani. 
Nemi
Riprendiamo dunque il percorso e arriviamo a Nemi. Nemi è  una “Bandiera Arancione” ed è un piccolo borgo che si affaccia  sull'omonimo lago.  Dopo aver parcheggiato ci addentriamo nell'unica via che percorre il borgo, dove una lunga fila di case seguono il perimetro del lago. Non troviamo particolari monumenti da visitare, se non il Museo Storico delle Navi Romane. Queste navi furono fatte costruire da Caligola e dopo vari tentativi nel recupero furono comunque distrutte durante la seconda guerra mondiale e solo alcuni reperti si trovano, quindi, nel museo navale. Gli angoli nascosti, gli scorci panoramici, i ristorantini, i negozietti di oggetti artigianali o prodotti del sottobosco fanno di Nemi un luogo di villeggiatura. Ci incamminiamo lungo un sentiero appena fuori dal centro e incuriositi percorriamo un viottolo per vedere dove ci conduce. Dopo una lieve discesa arriviamo in un belvedere da dove riusciamo ad ammirare il lago sottostante. Sulle sue rive non ci sono paesi, ma solamente campi coltivati e serre. L'unico insediamento è questo piccolo gioiello di Nemi che però è in posizione collinare. La nostra visita ai Castelli Romani è terminata e purtroppo dobbiamo tornare a casa. In futuro non mancherà certo occasione per proseguire la scoperta verso altri angoli nascosti fuori dalla Capitale.

Dove abbiamo sostato

Castel Gandolfo: A.A c/o il parcheggio del campo sportivo e delle scuole medie, in via Fontana Vecchia.

Come arrivare

Raggiungere Roma ed entrare nel Grande Raccordo Anulare.
Prendere l'uscita n° 23 della via Appia. 

domenica 4 marzo 2012

LA GIOSTRA... DI MONSELICE 16-17-18 Settembre 2011

Eccoci qui di nuovo a raccogliere l'invito ad uno dei tanti raduni organizzati dal Camper Club la Granda (sezione Triveneto). La meta di questa volta è piuttosto vicina a Mantova, è in provincia di Padova, precisamente a Monselice, a circa cento chilometri da casa. 
La ”Giostra della Rocca” che qui a Monselice ha radunato noi camperisti, ci permettere di raccogliere una conoscenza storica rievocata con grande spettacolo. (foto Corteo: http://bit.ly/yU7G71)
Siamo nel medioevo, quando nel 1239 l'Imperatore Federico II° di Svevia entra a Monselice e viene festeggiato. Sfilate in costumi d'epoca. gare e tornei a cavallo ci rievocano con grande spettacolo l’atmosfera dell’epoca. Oltre mille figuranti costituiscono un lunghissimo Corteo Storico. Con minuziosa particolarità di costumi e rigorosa ricostruzione di macchine da Guerra, botteghe e negozi d’artigiani, sfilano lungo le vie cittadine rappresentando le nove Contrade di Monselice. Dopo essere stati accolti da quest’aria di festa, il mattino seguente partiamo per una passeggiata nel centro storico, dove una guida ci attende per la visita al Castello. La storia della rocca nasce ben prima del medioevo, tanto che numerose testimonianze fanno pensare addirittura alla presenza dei Longobardi ancora nei primi anni del 600. Quello che visitiamo è tuttavia un complesso museale di più edifici, arredati con mobili, suppellettili e armi, costituito nel 1942 dal Conte Cini.
Il primo ingresso avviene nel Castelletto dove ci accolgono sale sapientemente arredate con mobilio e non solo, provenienti da varie zone d'Italia: studioli, cassettoni e forzieri, mentre alle pareti vi sono broccati preziosi.
Nella Torre di Ezzelino troviamo invece l'armeria con particolari armature anche da cavallo, oltre a spade, lame da investitura, cassafortieri del 1600. Al piano superiore la sala del Camino presenta un'imponente camino “a becco di flauto” del 1300  con cappa in pietra refrattaria.  Ca' Marcello è quasi in continuità con la Torre e il susseguirsi di sale anche qui sapientemente arredate, ci porta poi ad uscire nel cortile veneziano. Il chiosco con pietra monselicese (trachite) è decorata da formelle con strumenti musicali e oggigiorno vi si svolgono concerti.
Noi donne siamo sicuramente incuriosite dall'atmosfera che si respira appena si entra nella grande cucina  della Casa Medioevale. Datata all'anno 1000 ogni oggetto può raccontarci una storia, perfino i piatti decorati con stemmi ci dicono che sono appartenuti ad una famiglia nobile. Una volta usciti dal castello ci dirigiamo verso un altro percorso. Prima incontriamo Villa Nani- Mocenigo sulle cui mura di cinta sono rappresentate figure allegoriche che ricordano la famiglia che commissionò la costruzione. Poi, poco oltre, troviamo il”vecchio Duomo” o Pieve di Santa Giustina, che i Monselicesi ricordano con molto rimpianto, a dispetto dell'attuale duomo ultra moderno che lo ha rimpiazzato a forza al centro della città.
La nostra passeggiata prosegue ancora verso il belvedere dove la Porta dei Leoni prima, e la Porta Santa poi ci introduce nel Santuario delle Sette Chiese.  Interessante è sapere che una bolla papale del 1605 concesse a questo santuario le stesse indulgenze date a coloro che pregavano nelle sette basiliche romane.
Il complesso della Rocca di Monselice è ricco di storia e di cristianità in ogni sua parte e andarlo a scoprire ci arricchisce culturalmente.
Finita la visita ci incamminiamo per andare a vedere il corteo delle nove Contrade dove ognuna di esse racconta un pezzo della grande storia di Monselice tra il 1200 e il 1300. Purtroppo la giornata termina con un improvviso acquazzone e la parte più caratteristica della manifestazione, quella della Giostra, non potrà essere rappresentata, per cui a malincuore dobbiamo salutare tutti e tornare a casa.

sabato 18 febbraio 2012

ANDALUSIA - Estate 2011

Dopo aver visitato Madrid in primavera ed esserne stati piacevolmente colpiti, non abbiamo potuto resistere a trascorrere le vacanze estive nella caldissima Spagna del sud, l’Andalusia. Volevamo prenderci all’incirca due settimane in settembre, quindi andando qui andavamo a colpo sicuro. Siamo partiti da Londra il giorno tre e siamo ritornati il dodici, e in dieci giorni non abbiamo trovato una singola giornata nuvolosa o con temperature al di sotto dei 30 gradi. Il nostro tour inizia da Malaga, percorriamo l’intera Andalusia da Granada a Ronda, e torniamo a Malaga l’ultimo giorno per riprendere l’aereo. Non abbiamo prenotato alcun albergo a parte la prima notte, per non essere vincolati ad un itinerario troppo rigido, ma abbiamo prenotato da casa una macchina a noleggio. (Foto: http://bit.ly/zmgO5r )



Malaga

Atterriamo all’aeroporto di Malaga nel primo pomeriggio e, dopo aver ritirato l’auto, ci dirigiamo verso il centro città, distante solo una ventina di minuti. La città si presenta subito come un centro moderno. Lungo il litorale vi sono spiagge sabbiose ed alti grattacieli, mentre dall’altra parte, il centro città.
Il nostro albergo si trova nel centro storico e, dopo qualche svolta qua e là, riusciamo a trovarlo. E' a due passi dal mercato al coperto (Mercado Atarazanas), dalla via principale di negozi e dalla cattedrale, proprio in una zona centrale.
Dopo un rilassante spuntino con jamon y queso, ci dirigiamo verso la spiaggia “La Malagueta”. La spiaggia è sabbiosa ed è piuttosto estesa, e si trova a ridosso del giardino pubblico più grande della città.  Stiamo qui fino quasi al tramonto, e poi ci tuffiamo nelle vivaci strade del centro città, dove si susseguono uno dopo l’altro bar e locande dalle saporite tapas e dalla buona sangria. Il giorno dopo andiamo a visitare l’Alcazaba, l'antica fortezza musulmana che domina l’intera città.  Dopo la salita a piedi, raggiungiamo l’ingresso principale. Il biglietto costa all’incirca 5 euro ed è una visita interessante (anche se non entusiasmante) soprattutto per il panorama che si ammira dall’alto. Da là sopra possiamo vedere l’intera costa di Malaga con i suoi grattacieli, il porto e la bellissima plaza de toros.



Granada

Dopo una sola notte a Malaga ci spostiamo a nord e ci fermiamo a Granada.
Granada è tappa obbligata per gli appassionati, o semplicemente curiosi, di arte islamica. A Granada sta infatti la famosa Alhambra, un complesso di palazzi e fortezze datato XIV° secolo, costruito dai governatori arabi che all’epoca occupavano il sud della Spagna. 
Il complesso, patrimonio dell’UNESCO, è assolutamente da visitare, ma bisogna tenere in considerazione che serve un intero pomeriggio per una visita completa. Noi siamo entrati alle 14:00 e siamo usciti alle 19:00, distrutti da una giornata fatta di continue entrate, uscite, salite, discese tra un palazzo e l’altro e tra un giardino e l’altro, ciascuno con una caratteristica diversa e migliore dell’altra.
Arrivati a Granada nel tardo pomeriggio e dopo aver trovato una sistemazione non troppo lontana dal centro, ci addentriamo tra le strade della città e ci troviamo per caso nel quartiere Albaicin, che poi diventerà il nostro barrio preferito.
Albaicin, patrimonio dell’UNESCO, è il vecchio quartiere arabo che fronteggia l’Alhambra a nord del centro storico. Lungo la via principale, è un susseguirsi di negozi e ristoranti di ispirazione araba/nord africana. Noi preferiamo scegliere un ristorantino un po' defilato dal centro per evitare, per quanto possibile, i posti più turistici. Nel Restaurante Arrayanes, l’arredamento è in stile marocchino, non è troppo sfarzoso e il cibo ottimo. Si possono assaporare kebab, couscous e altre specialità del Marocco. 

Cordoba

Dopo Granada e la sua Alhambra, ci dirigiamo verso Cordoba la città famosa per la Mezquita.
Arriviamo a Cordoba nel pomeriggio e ci troviamo a parcheggiare proprio vicino alla Juderia, il famoso quartiere dove gli ebrei si rifugiarono dopo le persecuzioni del XII secolo.
Le vie, le abitazioni e le piccole piazze sono molto caratteristiche con mura dipinte di bianco e coloratissimi vasi di fiori alle pareti, e la Mezquita non è per niente lontana, solo a pochi passi dal centro della Juderia. Tutta questa zona è quindi, a nostro parere, la più bella di tutta la città.
Troviamo un piccolo albergo alle porte del quartiere e visitiamo subito l’area circostante. Dopo essere entrati nella Mezquita, sorprendente per la convivenza e sovrapposizione di architetture e simbologie musulmane e cattoliche, ci rechiamo alla Calle de Las Flores, una stretta via addobbata da vasi di terracotta cordobeses, e poi alla Plaza de la Corredera. Quest’ultima è un’immensa piazza rettangolare circondata da una fila di portici di color arancione scuro. Quello che colpisce è l’innumerevole quantità di tavolini di bar e ristoranti dove, ovviamente, ci fermiamo per il nostro immancabile aperitivo!

Siviglia

Siviglia è semplicemente meravigliosa.
Troviamo una camera in una piccola pensione, “Santa Maria De La Blanca”, quello che una volta era una casa andalusa. Saliamo al primo piano ed entriamo in uno spazio tra l’aperto e il chiuso. Sembra di essere in un piccolo terrazzino con tante porte di case separate e vasi di fiori alle pareti. Tuttavia siamo invece all’interno di una sola casa e le porte conducono a delle piccole stanze private.
Ne scegliamo una e con 40 euro a notte dormiamo in pieno centro, nel Barrio de Santa Cruz, vicino alla famosa Plaza de Espana.
Plaza de Espana è un sogno ad occhi aperti. Sembra un luogo non reale per quanto spettacolare. Intorno alla piazza vi è un piccolo canale artificiale e noi noleggiamo una barchetta a remi. La sera ci spostiamo verso il Rio Guadalquivir, il grandissimo fiume che attraversa la città e passeggiamo sulla riva fino a raggiungere il centro più moderno. Finalmente troviamo il ristorante che fa per noi, il Ristorante Pando, un delizioso ristorantino poco affollato e dove il cibo è ottimo!
Il secondo giorno visitiamo l’Alcazar e poi la Plaza de Toros. L’Alcazar è un’antica residenza dei governatori musulmani e poi cattolici. Le decorazioni delle sale e le architetture sono spettacolari, quasi in grado di competere con quelle dell’Alhambra. Plaza de Toros è, invece, la più antica di tutta la Spagna. Le mura esterne sono dipinte di bianco e arancio, mentre l’interno è molto suggestivo con una grandissima pista di sabbia gialla e la platea tutta intorno. Ascoltiamo la guida con grande attenzione ed impariamo molte cose sui toreri, i tori e le corride nella storia.
Finiamo la giornata nel Barrio Triana, il quartiere famoso per le scuole di flamenco e per i ristoranti tipici andalusi. Attratti dallo splendido patio interno, ci fermiamo alla Botega Siglo XVIII per assaggiare qualche tapas, e poi ci spostiamo di nuovo tra le affollate piazzette del quartiere prima di sederci ancora ad uno dei tavoli della piazza centrale ed assaporare qualche altra specialità, come le patatas a la brava, il solomillo e il chorizo.

Ronda

Arriviamo a Ronda nel primo pomeriggio e troviamo quasi subito un albergo in centro, nella zona “moderna” della città. Lasciamo le valigie e ci dirigiamo alla ricerca di un ristorantino dove pranzare.
Nella prima piazzetta troviamo un localino che ci attrae, per cui pensiamo di sederci ai tavoli esterni. L’atmosfera è molto piacevole, rilassante, la cittadina è piccola e caratteristica, anche se molto turistica.
Raggiungiamo la parte più antica della città scendendo la via principale e ci troviamo subito vicino alla famosa plaza de toros, e al simbolo di Ronda: il Puente Nuevo, una straordinaria struttura in pietra che si regge su un burrone di 120 metri e che ci lascia a bocca aperta. Continuando dopo il ponte e tenendo la destra si riesce a trovare un piccolo sentiero sterrato che scende lentamente al burrone, e da lì si ha una vista del ponte e della città spettacolare. La sera facciamo ancora una passeggiata nel centro storico e ci fermiamo a cenare in una delle vie del centro. Qui i ristoranti sono molto turistici, il cibo è di scarsa qualità e i prezzi alti! È forse meglio uscire dal centro e tornare nella città nuova dove i locali hanno prezzi più abbordabili e la qualità è migliore.

Piccole città degne di nota...

Antequera

Sulla strada tra Malaga e Granada ci fermiamo per poche ore ad Antequera, cittadina dell’entroterra. È una tappa consigliata per chi vuole avere un assaggio dei tipici villaggi bianchi andalusi senza spostarsi troppo ad est oltre Jerez de la Frontera. Proseguendo dritto sulla via principale della città, si trova la salita verso le mura del vecchio castello musulmano, e da là sopra si può ammirare la vista sulla città: una splendida distesa di casette bianche dai tetti marroni.

Zuheros

Ancora più caratteristico, anche se meno conosciuto, è questo piccolissimo villaggio andaluso (800 abitanti) tra le montagne tra Granada e Cordoba. Si tratta di un minuscolo agglomerato di casette bianche dove il tempo sembra essersi fermato. Tutto viaggia molto lentamente, gli anziani stanno seduti all’ombra per prendere un po’ di fresco e i ragazzini passeggiano lenti ascoltando musica e chiacchierando vivacemente. Ci sembra quasi di essere capitati in qualche solitario villaggio del Sud Italia e in particolare della Sicilia, e così ci mettiamo subito a nostro agio, ci rilassiamo camminando tra le viette del paese, ci fermiamo al “super”mercato e beviamo qualcosa nell’unico baretto del paese.

Gibiliterra

Gibilterra è uno dei luoghi che più ci ha colpito in questa vacanza. Sotto la calura e il sole della Spagna, ci si trova immersi in una cultura e in un contesto al 100% inglese, con pub, negozi, hotel, tutto in stile strettamente britannico. Si può pagare in sterline, i negozi sono catene inglesi e le persone parlano uno strano dialetto metà inglese e metà spagnolo con parole di entrambe le lingue che si intrecciano e sovrappongono in continuazione.

Tarifa

Tarifa è una piccola cittadina sulla punta più a sud della Spagna di fronte all’Africa.
È famosa per il forte vento e quindi per il surf, ma non c’è molto da vedere. È un piccolo paesino con case molto vecchie e poco curate, è molto frequentato dai giovani, soprattutto da backpackers o ragazzi appassionati di surf, ma non c’è nulla di interesse storico o culturale da visitare. Non vale la pena fermarsi per più di qualche ora anche perché il mare non è niente di speciale e il vento è piuttosto fastidioso! L’unica cosa interessante è che da qui si può chiaramente vedere la costa dell’Africa ad occhi nudi!

Consigli Pratici

Alhambra: è obbligatorio acquistare i biglietti online prima della partenza e prenotare l'ingresso ai Palazzi  Nazaries. Noi abbiamo prenotato l'ingresso all'Alhambra alle 14:00 e quello ai palazzi alle 18:30 e quattro ore e mezza per la visita di tutto il complesso sono state perfette.

Alberghi: come già detto sopra, noi non abbiamo prenotato nessun albergo prima della partenza e non è stato per niente difficile trovare disponibilità. Siamo stati soprattutto in pensioni e hotel a due o tre stelle, ed in media abbiamo speso tra i 40 e i 45 euro a notte.

Spiagge: noi siamo stati nelle spiagge della Costa de La Luz, la parte di costa atlantica ad ovest di Tarifa. Il mare non è niente di speciale ed è anche piuttosto freddo, ma la costa è sicuramente meno affollata della Costa del Sol.

Viaggiare in auto: le distanze tra le città principali non sono lunghissime, tra le due e le tre ore. L'unico problema del viaggiare in auto sono i parcheggi. Una volta entrati nelle città abbiamo sempre dovuto lasciare la macchina fissa in un parcheggio e girare a piedi, ma i posteggi sono molto costosi, vanno dai 17 ai 20 euro al giorno.

Per ulteriori foto: http://bit.ly/zmgO5r