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domenica 31 maggio 2015

RITORNO IN UMBRIA - tra acqua, terra e tradizioni popolari (10-14 Ottobre 2012)

L`occasione di ritorno in Umbria è questa volta un raduno tra amici di Spoleto.
Ogni volta che torniamo scopriamo nuove cittadine, borghi antichi, strade panoramiche di incredibile bellezza.

Decidiamo di partire qualche giorno prima dell'appuntamento per poter tracciare un percorso più ampio da visitare con lo scooter.
Il mattino dopo l`arrivo si presenta soleggiato e cosi`partiamo alla scoperta dei borghi che si affacciano lungo le coste del lago, dai più noti, ai più piccoli e più nascosti.

PASSIGNANO SUL TRASIMENO ha una bellissima passeggiata lungolago da dove partono i traghetti per arrivare alle due isole: la Maggiore e la Minore, che si vedono in lontananza. 
Per arrivare alla Rocca Medievale dobbiamo entrare nel borgo e percorrere alcune vie piccole piccole, dove osterie e trattorie vi si affacciano con menu invitanti a base di pesce di lago. 

Attratti dall'insegna "Monte del Lago" entriamo in un piccolissimo borgo che si protende lungo un pendio affacciato su un promontorio da dove ad ogni curva si scorge un nuovo angolo di lago. Percorriamo scalinate in discesa che incrociano vie lastricate all'interno di mura medievali. Numerosi sono i personaggi che si fermarono qui. Una grande pietra scolpita c' insegna che qui nacquero Bartolomeo Borgo, geografo e patriota, nonché Giuseppe Danzetta e Giuseppe Pompilij, combattenti durante le guerre per l'indipendenza. In un'altra insegna la poetessa armena Vittoria Aganoor,  scrive alcuni versi ispirati al “Trasimeno”. ...e la barca mi porta incontro ad un'isola verde che attira con taciti inviti di pace ai suoi ceruli seni intorno i bei colli sereni d'ulivi e di querci vestiti.

Dopo la sosta per il pranzo riprendiamo il giro costeggiando il lago fino a raggiungere CASTIGLIONE DEL LAGO

Castiglione del Lago è classificato uno dei “Borghi più Belli d'Italia” e si trova sulla sponda occidentale del lago Trasimeno.
Arroccato su un promontorio, l'ingresso al centro storico avviene da Porta Perugina. Per entrare nella piazza centrale si passa tra gli ulivi e sotto le mura della Rocca del Leone, un`imponente rocca che si affaccia sul lago e lo domina con forza. Nella piazza centrale sono raccolte botteghe artigiane e norcinerie caratteristiche umbre. Piccoli ristoranti, osterie e cantine ricche di sapori invitano alla sosta per assaporare i sapori locali.

Il giorno seguente arriviamo a TODI.
Non è la prima volta che ci fermiamo qui, ma non ci dispiace affatto scoprire di nuovo le bellezze di questo luogo. Camminare a Todi nel Borgo Vecchio si entra in un ambiente caratteristico medioevale con saliscendi di vicoli lastricati, affiancati da palazzi signorili. In fondo alle vie si arriva alla ormai conosciuta Piazza del Popolo, dove dominano il Palazzo del Capitano con la sua scalinata che sorregge l'arco e il loggiato sottostante, il Palazzo dei Priori del mille quattrocento, il Palazzo del Popolo e, proprio di fronte, la scalinata che porta al Duomo. 

Anche la chiesa di San Fortunato coglie la nostra attenzione per la sua spettacolare scalinata che porta fino in cima, da dove possiamo ammirare tutto l'abitato di Todi da un`altra prospettiva. 
Non manca nulla per essere una città del Medioevo, ha mantenuto fino ai nostri giorni tutte le caratteristiche del suo tempo. 

 Finita la visita riprendiamo il percorso per inoltrarci sempre di più nel cuore dell'Umbria medioevale. 
SAN GEMINI, conosciuta per le sue terme e per la sua acqua, non ci aveva mai incuriosito, mentre è un`interessantissima visita per chi è curioso di architettura medievale. In questa stagione autunnale, i borghi si animano di antico rievocando tradizioni storiche e, proprio nei giorni della nostra visita (metà ottobre), San Gemini ospita la manifestazione della “Giostra dell'Arme”. Ogni via è imbandierata a festa, ci sono vessilli verde bianco che rappresentano il Rione Piazza e vessilli blu e rosso per il Rione Rocca. E' una delle tante rievocazioni storiche che animano i borghi medioevali umbri e non solo. Gli eventi che si susseguono durante la manifestazione, che dura ben due settimane, sono moltissimi. Noi, quella sera abbiamo potuto vedere in Piazza San Francesco, una sfida tra i Tamburini dei due rioni. Si sfidavano con musiche medioevali, ogni gruppo vestito con costumi d'epoca, a suon di tamburi e marce, accogliendo gli applausi degli spettatori.


La serata è stata molto piacevole soprattutto per la sorpresa di scoprire uno spettacolo che non conoscevamo e che non avevamo previsto di scoprire.
La bellissima area di sosta dove abbiamo parcheggiato per la notte è vicinissima al centro storico e si può raggiungere il borgo medievale a piedi.
Il mattino seguente raggiungiamo gli amici alla CASCATA DELLE MARMORE

I percorsi per inoltrarci in questo ambiente naturalistico tra terra e acqua sono numerosi. Per noi è una passeggiata in compagnia tra sentieri in mezzo alla vegetazione e qualche schizzo d'acqua che scende a sorpresa dalle numerose cascate che ci circondano. La giornata è bellissima e piena di sole. Durante la mattinata ci divertiamo molto scattando foto da ogni angolazione per cogliere ogni salto d'acqua, ogni angolo nascosto, ogni scalinata che porta sempre più vicino alla cascata principale.
La serata si conclude a Spoleto dove raggiungiamo il resto della compagnia con la quale trascorriamo tutto il giorno seguente.
L'ultima tappa verso casa è al Frantoio di Trevi, sosta obbligata per l`acquisto dell'olio del famoso consorzio.
E' ormai sera ma decidiamo comunque di fare una passeggiata nel centro storico di Trevi il quale è ancora animato da figuranti in costume medioevale per una festa appena conclusa.
Veniamo incuriositi da uno spettacolo che si rappresenta al Teatro Clitunno di lì a poco. L'attore Fabio Bussotti, nato a Trevi, racconta “Marchittu”.  Francesco Marianucci, il suo vero nome, visse a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Era un poeta dialettale e Bussotti lo ricorda con le sue “satire” e con degli aneddoti divertenti verso persone e situazioni del suo tempo.
Ora è proprio finito il nostro incontro con l'Umbria e purtroppo dobbiamo fare ritorno a casa, sempre pronti a ritornare e a scoprire nuove mete.

COSA  ABBIAMO  IMPARATO

Abbiamo imparato a raccogliere ogni opportunità che ci si presenta e farne parte del nostro bagaglio culturale perchè l'Italia è ricca di storia che di certo non vuole dimenticare. In queste manifestazioni, dalle più grandi alle più nascoste, ognuno di noi si arricchisce.

DOVE  ABBIAMO SOSTATO

Tuoro Area Sosta – Località Borghetto, via Pontile
San Gemini Area Sosta Comunale – Via della Libertà
Spoleto in uno dei parcheggi comodi al centro
Trevi Area sosta presso la piscina comunale in cima al paese.

mercoledì 29 aprile 2015

PRIMAVERA AI LAGHI - LAGO D`ORTA (9-12 Aprile 2015)

Passate da pochi giorni le feste pasquali trascorse insieme alla famiglia siamo pronti a partire per qualche giorno con il nostro camper. 
Le giornate si prospettano soleggiate, cosi`decidiamo di trascorrerle sul Lago d'Orta. Per noi è la prima volta che raggiungiamo queste località lacustri piemontesi e con grande entusiasmo ci mettiamo in viaggio di buon mattino.
Arriviamo ad Omegna, sulla punta più settentrionale del lago, per l'ora di pranzo e sostiamo nella bellissima area camper proprio lungo la costa dove sono situati anche gl'impianti sportivi.
Dopo aver pranzato e aver riposato dal lungo viaggio, prepariamo lo scooter e raggiungiamo il vicino centro.

OMEGNA fa da corona al lago e nello stesso tempo è incastonata tra le montagne.
Una sorta di ponte, Largo Cobianchi, divide la parte lacustre dal Canale Nigoglia che esce in direzione nord del lago, confluendo nello Strona e poi nel Toce fino ad entrare nel Lago Maggiore. Una passerella pensile che costeggia il canale raggiunge il Parco della Fantasia dedicato a Gianni Rodari. Case quasi appoggiate sull'acqua sono allineate nell'altra sponda del Nigoglia e, una di queste è affrescata con un dipinto di Simone Tosca. Si tratta di un progetto, chiamato "Paesaggio Contemporaneo", che intende promuovere il patrimonio culturale e paesaggistico del lago.
Il borgo ha vicoli stretti che percorrono vecchi portici dove antiche case, stalle o ricoveri per barche sono state ristrutturate per essere rese abitative. Ad ogni angolo si scorge una piazza, una chiesa o un palazzo che ricorda storie lontane.
Tornati verso il camper, percorriamo un sentiero a fianco dell'area di sosta in Località Erbera. Il nome ci ha incuriosito: “Oasi della vita”. La passeggiata ci porta lungo il Torrente Fiumetta fino ad arrivare in un`area molto particolare dove sono stati creati orti che il comune ha voluto assegnare a pensionati. La curiosità del luogo entra in un progetto più ampio chiamato “Museo Vivente dei Frutti Perduti”. 
Entrando nell'area si è accolti da un viale di piante da frutto ormai in estinzione che si sono volute ritrovare e riscoprire.
Ritorniamo sui nostri passi percorrendo un tratto di costa alberata lungo il lago. Il mattino seguente ci spostiamo verso Orta San Giulio.

Il borgo di Orta, catalogato come uno dei “Borghi più Belli d'Italia”, si protende in una penisola sul lago e si raggiunge solo a piedi (i veicoli devono essere lasciati ai parcheggi fuori del centro storico). Una romantica passeggiata scende fino al lago per arrivare in Piazza Motta dove partono i traghetti per l'isola di San Giulio.

L`isola è proprio di fronte al borgo, quindi il percorso in traghetto è brevissimo, tuttavia, prima di sbarcare, la circumnavighiamo per poterla vedere in ogni sua parte. Appena scesi non si può fare a meno che entrare nella Basilica di San Giulio che si trova di fronte al pontile. Ricca di affreschi e sculture colpisce l'attenzione il grande ambone nero in serpentino riccamente scolpito. Uscendo dalla Basilica s'inizia la via della meditazione, com' è scandita su tutto il percorso da piccoli cartelli che rifletto pensieri sul silenzio. 
Le strette vie ben lastricate ci fanno percorrere tutto intorno l'isola e ogni tanto si può uscire verso l'esterno per scorgere qualche tratto di costa panoramica. C’è un solo negozzietto di souvenir e un ristorante con vista lago. E’ un luogo mistico. Al di là di ogni palazzo si può solo immaginare una vita dedita alla preghiera e agli studi religiosi. Le monache Benedettine nella loro silenziosa clausura restaurano libri antichi. E’ un minuscolo borgo densamente edificato con palazzi e cappelle religiose e dove ogni anno si organizzano concerti di musica sacra.
Riprendiamo il traghetto e ritorniamo ad Orta dove continuiamo la passeggiata nel borgo lungo la via panoramica lungolago. Ogni tanto ci fermiamo per entrare in una chiesetta, ammirare uno scorcio panoramico oppure ci incuriosiamo nell`entrare nei giardini comunali affacciati sul lago.
La Villa Bossi, sede del municipio, guarda proprio la costa di fronte con i comuni di Pella e più in alto la Madonna del Sasso.

Riprendiamo il nostro giro per salire al SACRO  MONTE.  La strada che ci porta fin sopra il promontorio di Orta San Giulio è suggestiva e anche qui lasciamo lo scooter nel parcheggio per inoltrarci a piedi all'interno dell'area sacra. Il complesso monumentale, Patrimonio dell'Umanità, è interamente dedicato a San Francesco ed è meravigliosamente inserito in un contesto naturalistico spettacolare. 
Il cammino devozionale  delle venti cappelle, che raccontano gli episodi salienti della conversione del Santo, hanno un punto d'arrivo nel Santuario. Il contesto naturale è sorprendente. Percorrendo l'intera penisola di Orta, offre visioni panoramiche a trecentosessanta gradi su tutto il lago. 


Scendiamo dal Sacro Monte per raggiungere il borgo di Legro. E' una frazione di Orta, su in collina. Da qui il lago non si può vedere, ma il borgo è un`attrazione in quanto “Paese Dipinto”. 
Le viuzze molto ben ordinate che arrivano tutte nella piazzetta centrale con la fontana, sono animate da grandi affreschi dipinti sulle pareti delle abitazioni. Artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero hanno voluto ricordare scene di film che sono stati girati sul Lago d’Orta.

Il giorno seguente decidiamo di seguire l'altra sponda del lago. Se l'orientale è proprio a ridosso della costa, quella occidentale percorre una strada interna con paesi appoggiati su colline pedemontane. La prima tappa è Cesara dove ciò che ci colpisce maggiormente è il complesso Parrocchiale di San Clemente. In stile romanico rimaneggiato ha un lungo portico esterno da cui si domina tutto l'abitato.

Riprendiamo la strada panoramica che costeggia il lago fino ad arrivare alla deviazione per il Santuario della Madonna del Sasso. 

Lo si può vedere anche da lontano ma noi proviamo a raggiungerlo. La strada si arrampica su vie tortuose, incontra borghi, case sparse, e finalmente arriva al comune di MADONNA  DEL  SASSO. Il Santuario è appena fuori dall'abitato, immerso in un contesto boschivo dove, da un ampio pianoro, si accede alla Basilica. Appoggiato su una rupe granitica gode di una visuale del lago e della costa orientale alquanto spettacolare.

Scendiamo prendendo una strada che ci porta a Pella, piccola cittadina che costeggia il lago.


A PELLA si arriva deviando dalla strada principale fino al centro storico. Di fronte vediamo, in primo piano, l’isola di San Giulio e, proprio dietro, il paese di Orta. Sopra di noi la rupe della Madonna del Sasso. Il borgo si protende leggermente con un piccolo promontorio sul lago e una breve passeggiata lungolago ci fa arrivare all’imbarcadero dei traghetti. Noi arriviamo per l'ora di pranzo per cui ci fermiamo in uno dei ristoranti che si trovano in piazza Motta.
E’ l`ultima tappa prima di tornare verso Omegna. Riprendiamo lo scooter per percorrere la strada che ci avrebbe portato nuovamente sulla costa orientale.

L`ultimo giorno pensiamo di fare un giro con lo scooter lungo una delle valli esterne al lago: VALLE  STRONA

Appena fuori del centro abitato di Omegna seguiamo la segnaletica per Valle Strona. La strada si arrampica stretta lungo il corso del fiume Strona fino ad arrivare all'omonimo paese. Giù, in fondo, il corso d'acqua crea dislivelli e cascatelle e percorre silenzioso il suo percorso. Seguiamo ancora la strada e arriviamo quasi alla fine della vallata nel paese di Forno. E' molto piccolo arroccato sulla montagna, come del resto tutti i paesi che abbiamo visto lungo la valle, molto bel tenuto con vicoli stretti e case affiancate o a volte costruite una sopra l'altra. Ritorniamo all`area di sosta di Omegna, dove terminiamo il nostro piacevole viaggio.

COSA  ABBIAMO  IMPARATO

Percorrendo le vie del lago abbiamo imparato non solo a guardare ma, soprattutto a leggere ciò che ci sta attorno.
Il Lago d'Orta o Cusio si estende su due province: la parte più a sud fa parte della provincia di Novara e quella più a nord del Verbano Cusio Ossola. Molti comuni  fanno parte della Comunità Montana Due Laghi Mottarone Valstrona.

L'area territoriale delimitata a est dal Lago Maggiore e a ovest dal Lago d'Orta ha dato vita ad un progetto chiamato “Cuore Verde tra Due Laghi”  con lo scopo di valorizzare quest'area. A questo ampio progetto fanno parte anche l'Oasi della Vita visitata ad Omegna, il Santuario della Madonna del Sasso, Sacro Monte di Orta San Giulio o il Borgo di Pella. L'Associazione Culturale Asilo Bianco che sponsorizza il Cuore Verde tra due laghi, ha promosso l'opera di Simone Tasca lungo il canale Nigoglia ad Omegna e fa parte del progetto più ampio  “Paesaggio Contemporaneo”. Questi sono solo i luoghi che noi abbiamo raggiunto ma il sito offre molte altre opportunità di conoscenza.

Orta San Giulio è classificato  “Bandiera Arancione”  e fa parte della lista “I Borghi più Belli d'Italia”.
Sacro Monte San Francesco Orta San Giulio Patrimonio dell'Umanità all'interno del sito “Sacri Monti del Piemonte e Lombardia”.

Santuario della Madonna del Sasso all'interno de “Le Valli della Fede”. Un itinerario turistico tra cultura, natura, religione e lavoro dove  c’è la presenza di Santuari e Sacri Monti ma anche santuari considerati minori che sono inseriti in contesti naturalistici notevoli.

Legro nella lista de “Paesi Dipinti”.

Comuni della costa occidentale del Lago hanno partecipato al concorso “Comuni Fioriti”

Valle Strona e “Le Vie del Legno” come percorso artigianale nella lavorazione del legno.

DOVE  ABBIAMO  SOSTATO 
Area Camper Lago d'Orta – Via Caduti di Bologna- Omegna fraz.Bagnella (Vb)

domenica 21 settembre 2014

SAN FELICE CIRCEO E ISOLA DI PONZA (Estate 2013)


Il nostro viaggio inizia dalla cittadina laziale di San Felice Circeo, che sarà il punto per la sosta per qualche giorno. 
Una volta arrivati partiamo in esplorazione con le nostre biciclette, diamo un`occhiata al paese e poi ci allontaniamo fino ad arrivare al porto, da dove partono i traghetti per l'Isola di Ponza 
E' una bellissima giornata e ci sentiamo ispirati a prendere un biglietto per fare un`escursione il giorno dopo. Il traghetto sarebbe durato una sola ora e quindi decidiamo che sarebbe proprio valsa la pena fare una breve gita in giornata.

Isola di Ponza

Il piccolo borgo marinaro si vede fin da lontano, le case sono tutte raggruppate a semicerchio attorno al piccolo porto dove le barche e i traghetti sono approdati. 

Il mare ha un colore e una limpidezza spettacolari, e ne rimaniamo incantati. Una volta scesi ci dirigiamo verso un altro angolo del porto dove troviamo i "Barcaioli di Ponza" che organizzano escursioni per l`arcipelago ponziano e decidiamo subito di prendere parte alla prossima escursione. 
Una volta a bordo usciamo dal Molo Musco per il periplo dell'isola. La prima meraviglia che incontriamo è una grande struttura romana chiamata Grotte di Ponzio Pilato. Sono una sorta di piscine coperte collegate tra loro da cunicoli sottomarini. Ciò che vediamo sono dei grandi archi scolpiti nella roccia che introducono a delle vasche. Il barcaiolo ci racconta le storie legate ad ogni scorcio che vediamo e capiamo che ogni roccia, ogni scoglio, ogni angolo e` legato a delle leggende. 
Siamo in mezzo ad una sorta di siti archeologici che spaziano dal tempo dei romani, alla storia di Ulisse e della Maga Circe per arrivare ai tempi più recenti (se così si può dire), del periodo Borbonico. In mezzo a tutto questo c'è un Mare con la M maiuscola. Un blu abbagliante che entra in calette semi nascoste o in spiaggiette paradisiache. Dopo un po' del nostro navigare ci fermiamo e chi lo desidera si tuffa per fare un bagno rinfrescante e assaporare appieno la freschezza di quest`acqua cristallina. Che meraviglia! Il cielo, il mare, il sole e tutt'intorno scogli e spiagge. 

Proseguiamo per l'Isola di Palmarola. Si distende sul Mare Tirreno con otto chilometri di costa, con scogli, cale e spiagge nascoste e a dir poco disabitate. Ci troviamo davanti ai Faraglioni di Mezzogiorno, li attraversiamo accostando la grande grotta aperta e ci troviamo su una spiaggia stupenda dove e` prevista una sosta di qualche ora per distenderci al sole e tuffarci nell`acqua cristallina. 
Sulla via del ritorno il barcaiolo si accorge che nelle acque del mare c'è qualcosa di strano.... Un branco di delfini ci appare davanti e sembra volerci salutare! Cominciano a saltare davanti a noi e siamo tutti così emozionati che ci spostiamo da una parte all'altra della barca per non perderci nemmeno un attimo dello spettacolo. Anche il barcaiolo è emozionato, non se lo aspettava. Altre barche si avvicinano per ammirare lo spettacolo,.... e loro continuano contenti con le loro acrobazie. Non poteva certo finire meglio questa splendida giornata a Ponza.

Il Borgo di San Felice Circeo

San Felice Circeo lo raggiungiamo dopo cena con l'auto presa a noleggio. 

E' un piccolo borgo che si trova poco fuori dalla zona balneare e un po' in collina. E` un borgo medioevale illuminato all'interno di vecchie mura. Fa molto caldo e molti ristorantini e bar aprono l'invito ai turisti che la sera si ritrovano in piazzetta, lungo le viuzze o lungo la via centrale. Noi passeggiamo gustando un ottimo gelato lungo il corso ammirando i numerosi negozi che vendono ogni sorta di souvenir.

Sabaudia 

Il  giorno seguente inforchiamo le nostre biciclette e decidiamo di raggiungere Sabaudia. Il percorso è abbastanza lungo anche perchè una parte non è su ciclabile ma sulla litoranea tirrenica e quindi con parecchio traffico automobilistico. Dapprima ci fermiamo sul lago di Sabaudia pensando di trovare una pista meno trafficata, ma poi ci troviamo forzati a ritornare sulla strada principale e proseguire lungo il litorale pontino. Il litorale è stato bonificato in periodo fascista in quanto malsano e si sono costruite zone turistiche di élite per il ceto romano medio alto che qui hanno trovato luogo di villeggiatura fin dagli anni del dopoguerra. In effetti sulla strada di questo litorale si affacciano grandi ville per vacanze con giardini. Arriviamo a Sabaudia dopo aver attraversato il lago di Paola e la città si raccoglie attorno alla grande piazza del comune con la sua alta torre di 42 mt, visibile anche da lontano. Da qui si diramano larghe vie con edifici in  stile razionale e sobrio come del resto sono riconoscibili in tutte le città costruite durante il periodo fascista. Dopo aver pranzato, ritorniamo sui nostri passi, e sulla strada non possiamo non fermarci in una delle spiagge del litorale per un bel bagno rinfrescante.

Terracina  

A poca distanza da San Felice del Circeo vi e` Terracina. Il centro storico non si presenta tenuto molto bene, anche ci rendiamo conto che è un vero e proprio museo a cielo aperto. 

Leggiamo la storia mano a mano che camminiamo lungo le vie e troviamo il primo nucleo che si è edificato e che collegava la città al porto. Tratti di strada sono di epoca romana con un lastricato antico dove sono ancora ben visibili i solchi che i carri hanno fatto nel tempo. In una sorta di sito archeologico bel raccolto e recintato è ancora ben mantenuto l'Arco Onorario della  Via Appia che collegava Roma a Brindisi. Ci ritroviamo davanti a piccoli Fori con resti di colonne, terme, e un'immaginario “Capitolium”, una sorta di tempio dedicato agli dei Giove, Giunone e Mercurio..
Arriviamo nella grande Piazza del Municipio dove la scalinata porta all'ingresso del duomo con un particolare campanile quadrangolare a quattro piani. A fianco sta la Torre Frumentaria, una sorta di edificio civico fortificato che con la sua imponente altezza è ben visibile anche da lontano. Qui siamo nella parte medioevale della città la quale era stata costruita in quello che un tempo era il Foro Emiliano. Prima di andarcene e terminare la nostra visita guardiamo lontano sull'altura dove si vede il tempio di Giove Anxur.


Lo sperone dove si arrocca la città alta è visibile fin da lontano e, “Uno dei Borghi più Belli d'talia” ha un fascino che ci avvolge. 

Prima di iniziare il classico giro del borgo ci fermiamo per pranzo in un ristorantino isolato dove gustiamo un ottimo piatto di pasta ai frutti di mare. E' sicuramente un buon inizio! Che ci esorta a proseguire. Il  centro storico è molto animato e fra le strette viuzze si aprono vecchi archi di una città tutta protratta sul mare. Ci attendono piccole vedute sulle scogliere del Tirreno e proprio sotto di noi si può vedere la lunga spiaggia con 
file di ombrelloni ben disposti . In un punto panoramico notiamo lo scorcio della città arroccata sulla roccia e le case costruite quasi le une sulle altre. Sperlonga e` decisamente molto suggestiva, con angoli ancora da restaurare e altri già abitati con facciate bianche a calce abbellite da vasi di fiori variopinti e scalette che raggiungono piani più alti. Ogni tanto si aprono delle piazzette dove sono ben disposti tavoli per riposarsi e gustare specialità locali sotto la frescura di grandi gazebo. Arriviamo in fondo alla via principale e ritornati sui nostri passi riprendiamo l'auto e proseguiamo per Gaeta.

Gaeta   

Dopo aver lasciato l'auto fuori dal zona a traffico limitato percorriamo il lungomare di Gaeta e la città si stende attorno al grande golfo che da lei prende il nome. Arriviamo fino a dove i grandi cantieri navali hanno un'impronta imponente sulla citta`. Il caldo estivo si fa sentire e di comune accordo ritorniamo all'auto.

Il motivo per cui siamo arrivati fino a Gaeta e` stato soprattutto per raggiungere il Santuario della Montagna Spaccata. Ci si arriva attraverso una bellissima strada panoramica sopra la spiaggia di Serapo. Da quassù il panorama spazia all'infinito sul mar Tirreno.  http://www.prolocogaeta.it/ C'è una sorta di magia in questo luogo misto di religiosità e di leggenda. Accanto al Santuario si scopre una lunga scalinata che dopo 300 gradini ci fa arrivare in fondo dove le rocce si "spaccano" per lasciare entrare il mare in una sorta di fiordo. Si racconta che i saraceni vi si nascondessero prima di attaccare le navi per depredarle. E' un luogo molto suggestivo: l'acqua con i suoi riflessi verdi e azzurri abbaglia tra la fenditura della roccia. Risaliamo in superficie per riprendere la strada del ritorno senza prima fermarci lungo una delle tante spiagge per un ultimo bagno. 
Arrivati all'area di sosta ci rendiamo conto che anche quest'anno le vacanze estive ci hanno fatto conoscere località e realtà che nella nostra Italia non finiscono mai di stupirci, basta solo andare a cercarle......

DOVE  ABBIAMO  SOSTATO
San Felice Circeo (Lt)

domenica 3 agosto 2014

SEBORGA... Un ritorno tinto di giallo (21-23 Febbraio 2014)


Seborga, piccolo borgo Bandiera Arancione dell'entroterra ligure, è ancora una volta un punto d'incontro per noi amici di Camminare In Camper. La costa della riviera di ponente ci riserva sempre gradevoli sorprese e il clima mite e i dolci rilievi aprono scenari che non si possono dimenticare. Questo secondo incontro a Seborga, ha lo scopo di farci ammirare lo spettacolo di mimose e ginestre fiorite, che con i loro splendidi colori giallo e bianco, sono tipiche del periodo di fine inverno ed inizio primavera

Arriviamo nel tardo pomeriggio del venerdì presso la piccola piazza antistante l'ingresso al centro storico. Ci è stato concesso di sostare con pochi mezzi, dato che lo spazio non è molto ampio. Il tempo si prospetta buono per questi due giorni in compagnia e come sempre facciamo amicizia con nuovi camperisti che, attratti dalle nostre iniziative, si sono aggregati. Il giorno seguente ci attende un sole caldo e, tutti insieme, c'incamminiamo lungo i sentieri del borgo per raggiungere un laboratorio in cui si lavorano la mimosa e la ginestra, entrambe coltivate lungo questi pendii . Il percorso è tutto un incontro ravvicinato con questi bellissimi alberi fioriti di giallo e scattiamo foto in continuazione per immortalare ogni particolare e ogni angolazione che ci si presenta. Arriviamo presso la Cooperativa Agroflor, in Località Gaugiusa, dove ci attendono per condurci all'interno dei magazzini per illustrarci le fasi di lavorazione e stoccaggio dei fiori, prima che vengano immessi sul mercato. Se la mimosa è un fiore che viene subito confezionato così come si presenta , la ginestra viene anche colorata in nove tinte diverse. 

Riprendiamo la via del ritorno, e il pomeriggio lo dedichiamo alla visita del centro storico accompagnati da una guida. Lo andiamo a percorrere lungo i suoi stretti vicoli dove ci vengono raccontate storie antiche di principi e dispute, avvenute nei secoli per ottenere un'indipendenza mai raggiunta. Il centro del borgo è la piazza dove si affaccia la chiesa di San Martino, mentre tra arcate in pietra e palazzi storici, raggiungiamo l'antica Zecca dove un tempo veniva battuta moneta. Non può certo mancare la visita presso il Museo degli Strumenti Musicali dove sono conservati ben 135 strumenti di varie epoche, provenienti da paesi anche lontani. E' interessante anche la raccolta di presepi scolpiti su tronchi di ulivo e arricchiti con fantasia da svariati personaggi. Al termine della giornata non possiamo farci mancare anche una degustazione di prodotti locali all'Osteria Del Coniglio, dove ci sediamo tutti insieme a scambiarci le impressioni del giorno appena trascorso, e gustare un delizioso menù. 
Come consuetudine del gruppo, il mattino successivo ci ritroviamo in piazzetta per riunirci ed incamminarci lungo uno dei tanti sentieri che ci portano in quota per ammirare dall'alto il panorama della riviera. 

Il primo tratto è alquanto impegnativo, ma ci porta in breve tempo lungo il sentiero principale. Sicuramente vale la pena arrivare fin quassù... il cielo è terso, riusciamo a raggiungere uno sperone di roccia da cui si può dominare l'intera costa. Noi siamo proprio nel mezzo! A destra la nostra vista può spaziare fino alla costa francese. Vediamo Menton, ed i grattaceli del Principato di Monaco. Più in là si arriva oltre, con Saint Tropez e l'arcipelago delle isole Porquerolles. A sinistra abbiamo proprio sotto di noi Ospedaletti e la sua costa. E' uno spettacolo unico! Da non dimenticare che lo scopo di questa passeggiata è la vista dall'alto, in tutto il suo insieme, delle macchie di colore giallo delle mimose fiorite. E' un paesaggio incantevole quello che abbiamo davanti a noi... Lungo il percorso si intravede sempre il borgo di Seborga, arroccato sulla sommità della collina con lo sfondo del mare blu, tra una vegetazione verdeggiante punteggiata di giallo. Giriamo ad anello la montagna, ma lei è sempre lì. Non l'abbandoniamo mai! Dopo questa lunga passeggiata arriviamo ai nostri camper da un punto diverso rispetto alla partenza, proprio dietro il piccolo oratorio di San Bernardo che, essendo all'ingresso del paese, accoglie tutti i turisti che arrivano fin quassù. 
I tre giorni sono purtroppo finiti. Salutiamo i vecchi e i nuovi amici, portando nel cuore le belle ore passate insieme e tornando a casa con un grande mazzo di mimose e ginestre variopinte... un bel ricordo di Seborga. 

domenica 6 luglio 2014

BUSSETO - Sulle Note Verdi (11-13 Ottobre 2013)

Come ogni anno, per la Festa delle Bandiere Arancioni, tutti gli amici di Camminare In Camper hanno pensato di incontrarsi in una località che aderisce per accoglienza e qualità turistica-ambientale a questa iniziativa del Touring Club Italiano.

Busseto è senz’altro una meta da non trascurare quest’anno, in quanto centro della musica per i festeggiamenti del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi.. E’ una terra ricca non solo di storia, ma anche di sapori antichi e di una tradizione agro-alimentare che ci ha reso famosi in tutto il mondo.
L’arrivo di venerdì nell’area di sosta assegnata dal comune ci fa reincontrare vecchi amici, ce ne fa conoscere di nuovi e questo è sempre un piacere.
Come da programma, il giorno seguente raggiungiamo in bicicletta il Caseificio Sociale di Pongennaro dove abbiamo appuntamento per assistere in diretta alle varie fasi della  lavorazione e stagionatura del grande Parmigiano Reggiano. Ci rendiamo conto che la lavorazione è eseguita interamente  a mano da abili maestri casari che, con un ritmo cadenzato, trasformano il latte nel prezioso formaggio, cominciando di prima mattina e lavorando senza sosta. Alla fine acquistiamo il formaggio presso lo spaccio, come “ souvenir “ da portare a casa.
E’ d’obbligo un’altra sosta sulla strada del ritorno presso una cantina di stagionatura e di stoccaggio del Culatello di Zibello , salume tipico per eccellenza della zona e che non può mancare nel nostro tour gastronomico.
Il pomeriggio inizia con le visite nei Luoghi Verdiani. La casa natale a Roncole di Busseto ci accoglie intatta fin dai tempi in cui il padre gestiva un’osteria per viandanti proprio sulla strada di grande traffico. Di fronte abbiamo la Parrocchiale dove il maestro apprese i primi rudimentali insegnamenti musicali sotto l’attento sguardo dell’anziano maestro organista Pietro Baistrocchi. 


Nel nostro curiosare tra le piccole vie del borgo scopriamo anche un’altra realtà. Giovannino Guareschi abitò qui a Roncole dopo essersi trasferito da Milano nel lontano 1952. Come dimenticare le vicende di Don Camillo e Peppone? All’interno della sua abitazione viene ricostruita la sua lunga vita ricca di vicissitudini e contrasti.
La domenica mattina di buonora ci avviamo per una lunga camminata, com’è nello spirito dell’Associazione, per arrivare a Villa Verdi a S. Agata di Villanova sull’Arda. Percorriamo piacevolmente circa tre chilometri ed arriviamo sul posto, dove ci attende una guida molto competente che ci accompagnerà nella visita. E’ una grande tenuta di campagna con villa, più volte rimaneggiata sotto l’attenta direzione del Maestro; ci colpisce il grande parco con laghetto, le  piante provenienti da tutto il mondo e, cosa da non trascurare, la proprietà agricola gestita direttamente dal Maestro Verdi. In questo luogo conduceva una vita ritirata insieme a Giuseppina Strepponi, isolandosi dopo il rientro dalle tournèes che teneva in tutto il mondo. La villa ha ancora oggi un’aria vissuta con la minuziosità degli arredi, le foto dei ricordi e il letto in cui morì il maestro proveniente dal Grand Hotel Et de Milan. 


Al ritorno verso Busseto seguiamo ancora i luoghi della sua vita. Non può mancare Casa Barezzi che si affaccia sulla grande piazza al centro del paese.
Qui G. Verdi vide nascere i primi suoi grandi amori: la musica e l’affetto per la figlia del suo più grande filantropo. Oggi Casa Barezzi è sede della Filarmonica Bussetana fondata proprio dal suo proprietario.
Uscendo, dopo la visita, concludiamo con l’ingresso nel piccolo teatro dedicato al Maestro. E’ sicuramente un piacevole salotto per ascoltare buona musica che non poteva certo mancare nella città natale  di Verdi e che la cittadinanza gli ha voluto dedicare. Egli non ha mai approvato la costruzione di questo teatro a causa dei numerosi contrasti che aveva con i bussetani colpevoli, secondo lui, d’invadenza nella sua vita privata.
Nel giro sotto i porticati del borgo antico scopriamo botteghe storiche dove si può passare qualche ora in compagnia avvolti da musica verdiana e da dolci ricordi di un passato da non dimenticare.
Gli amici di questi tre giorni si perdono tra le bancarelle del mercatino dell’antiquariato, ma rimane la certezza di ritrovarci  in una prossima uscita pronti a scoprire ancora realtà tutte nostre.

COSA  ABBIAMO  IMPARATO
Durante questa uscita abbiamo imparato a cogliere le opportunità che le organizzazioni turistiche, come in questo caso è stato il TCI, ci offrono e a sfruttarle per scoprire realtà locali nascoste dove la nostra Italia da il meglio di se. Camminare In Camper è proprio questo... cultura, e ritrovarci insieme per scoprire e imparare.  

CAORLE... Aspettando l`Estate (25-26 Febbraio 2012)


Eccoci ha ricordare un vecchio viaggio, ormai di due anni fa, che ci ha lasciato un bel ricordo di un fine settimana tranquillo al mare. 




"Dopo parecchi giorni di freddo e neve, questo fine settimana sembra darci un po' di tregua, eccoci quindi pronti per uscire con il nostro amico di sempre: il camper.
Per assaporare appieno il sole e il tiepido caldo di fine febbraio abbiamo pensato di trascorre due giorni al mare. Raggiungiamo Caorle il venerdì sera proprio per essere, fin dal mattino del sabato,  pronti per iniziare la giornata con le nostre escursioni in bicicletta. 
Vi sono numerosi campeggi lungo il litorale, ma durante l'inverno sono tutti chiusi, quindi abbiamo scelto come punto di sosta l'area attrezzata “Ai Parchi”. 

Dopo aver inforcato le nostre biciclette iniziamo il giro di Caorle arrivando fino al litorale dove la lunga spiaggia si presenta devastata dai venti che negli ultimi giorni hanno colpito senza tregua la zona del nord-est. La spiaggia e` un cumulo irregolare di sabbia, gli alberghi del lungomare sono barricati per difendersi dalle mareggiate dell'inverno, il fascino estivo e balneare è praticamente assente, ma la cittadina assume un aspetto interessante che vogliamo scoprire.

Il vecchio centro di pescatori è diventato ora il centro storico di Caorle. Sulla facciata di una casa di fronte al mare è dipinta una bella meridiana, nei “campi” e lungo le “calli” si affacciano piccole case colorate dai caratteristici camini costruiti esternamente, e le vecchie case dei pescatori sono ora trattorie dove si può mangiare del buon pesce di mare. 



In piazza Vescovado, recentemente ristrutturata, emerge un solitario, e un po` inclinato, campanile cilindrico a punta. Si tratta del campanile del Duomo, il cuore della città, dove ci si raduna dopo la messa o con gli amici. 
Le più ampie piazzette del paese sono circondate da negozi che anche in questa stagione invernale attirano i turisti. Nonostante il freddo di febbraio, la cittadina si è riempita di gente.  

La giornata e` cominciata con il sole ma ben presto il cielo si e` annuvolato e dobbiamo tornare di corsa al camper.
Anche con la pioggia non ci perdiamo d'animo per cui ritorniamo a piedi in centro. E' sicuramente una buona occasione per vedere ogni angolo e ogni piccolo particolare di una cittadina che durante l'estate si visita solo per il mare.

Dall'antica chiesa della Madonna dell'Angelo passeggiamo sul lungomare. La scogliera, che con i suoi blocchi di trachite impedisce al mare in burrasca di penetrare nel centro storico, si è animata di sculture. Ogni blocco di pietra è stato scolpito da artisti provenienti da tutto il mondo e ognuno di essi ha voluto lasciare una sua personale impronta. E' un museo a cielo aperto ed e` stata proprio una bella sorpresa scoprirlo quasi per caso. 



Fin dal 1993 la cittadina lagunare organizza, con cadenza biennale, "Scogliera Viva", un concorso internazionale dove artisti accreditati da tutto il mondo danno vita a bellissime sculture sulla pietra delle scogliere di questa costa.

Caorle, conosciuta  quasi esclusivamente per le sue spiagge e i bagni di sole è e` in realtà una cittadina ricca di storia e punti interessanti da vedere. 
Visitare citta` di mare in inverno può` essere una bella scoperta, ci fa conoscere realtà altrimenti offuscate dalla confusione dall`animarsi di tanta gente..


COME ARRIVARE

Lungo l'autostrada A4 direzione Trieste uscita San Stino di Livenza e prendere per il mare, verso Caorle."

mercoledì 30 aprile 2014

In attesa del prossimo viaggio a... Roma!

In attesa del prossimo viaggio a Roma, e curiosando su internet alla ricerca di qualche meta un po` nascosta, ecco che ho trovato questo articolo interessante che propone una "Roma insolita", 5 cose da fare fuori dalle solite rotte!
Buona lettura!

Viaggi e Vacanze - Roma Insolita