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domenica 6 luglio 2014

BUSSETO - Sulle Note Verdi (11-13 Ottobre 2013)

Come ogni anno, per la Festa delle Bandiere Arancioni, tutti gli amici di Camminare In Camper hanno pensato di incontrarsi in una località che aderisce per accoglienza e qualità turistica-ambientale a questa iniziativa del Touring Club Italiano.

Busseto è senz’altro una meta da non trascurare quest’anno, in quanto centro della musica per i festeggiamenti del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi.. E’ una terra ricca non solo di storia, ma anche di sapori antichi e di una tradizione agro-alimentare che ci ha reso famosi in tutto il mondo.
L’arrivo di venerdì nell’area di sosta assegnata dal comune ci fa reincontrare vecchi amici, ce ne fa conoscere di nuovi e questo è sempre un piacere.
Come da programma, il giorno seguente raggiungiamo in bicicletta il Caseificio Sociale di Pongennaro dove abbiamo appuntamento per assistere in diretta alle varie fasi della  lavorazione e stagionatura del grande Parmigiano Reggiano. Ci rendiamo conto che la lavorazione è eseguita interamente  a mano da abili maestri casari che, con un ritmo cadenzato, trasformano il latte nel prezioso formaggio, cominciando di prima mattina e lavorando senza sosta. Alla fine acquistiamo il formaggio presso lo spaccio, come “ souvenir “ da portare a casa.
E’ d’obbligo un’altra sosta sulla strada del ritorno presso una cantina di stagionatura e di stoccaggio del Culatello di Zibello , salume tipico per eccellenza della zona e che non può mancare nel nostro tour gastronomico.
Il pomeriggio inizia con le visite nei Luoghi Verdiani. La casa natale a Roncole di Busseto ci accoglie intatta fin dai tempi in cui il padre gestiva un’osteria per viandanti proprio sulla strada di grande traffico. Di fronte abbiamo la Parrocchiale dove il maestro apprese i primi rudimentali insegnamenti musicali sotto l’attento sguardo dell’anziano maestro organista Pietro Baistrocchi. 


Nel nostro curiosare tra le piccole vie del borgo scopriamo anche un’altra realtà. Giovannino Guareschi abitò qui a Roncole dopo essersi trasferito da Milano nel lontano 1952. Come dimenticare le vicende di Don Camillo e Peppone? All’interno della sua abitazione viene ricostruita la sua lunga vita ricca di vicissitudini e contrasti.
La domenica mattina di buonora ci avviamo per una lunga camminata, com’è nello spirito dell’Associazione, per arrivare a Villa Verdi a S. Agata di Villanova sull’Arda. Percorriamo piacevolmente circa tre chilometri ed arriviamo sul posto, dove ci attende una guida molto competente che ci accompagnerà nella visita. E’ una grande tenuta di campagna con villa, più volte rimaneggiata sotto l’attenta direzione del Maestro; ci colpisce il grande parco con laghetto, le  piante provenienti da tutto il mondo e, cosa da non trascurare, la proprietà agricola gestita direttamente dal Maestro Verdi. In questo luogo conduceva una vita ritirata insieme a Giuseppina Strepponi, isolandosi dopo il rientro dalle tournèes che teneva in tutto il mondo. La villa ha ancora oggi un’aria vissuta con la minuziosità degli arredi, le foto dei ricordi e il letto in cui morì il maestro proveniente dal Grand Hotel Et de Milan. 


Al ritorno verso Busseto seguiamo ancora i luoghi della sua vita. Non può mancare Casa Barezzi che si affaccia sulla grande piazza al centro del paese.
Qui G. Verdi vide nascere i primi suoi grandi amori: la musica e l’affetto per la figlia del suo più grande filantropo. Oggi Casa Barezzi è sede della Filarmonica Bussetana fondata proprio dal suo proprietario.
Uscendo, dopo la visita, concludiamo con l’ingresso nel piccolo teatro dedicato al Maestro. E’ sicuramente un piacevole salotto per ascoltare buona musica che non poteva certo mancare nella città natale  di Verdi e che la cittadinanza gli ha voluto dedicare. Egli non ha mai approvato la costruzione di questo teatro a causa dei numerosi contrasti che aveva con i bussetani colpevoli, secondo lui, d’invadenza nella sua vita privata.
Nel giro sotto i porticati del borgo antico scopriamo botteghe storiche dove si può passare qualche ora in compagnia avvolti da musica verdiana e da dolci ricordi di un passato da non dimenticare.
Gli amici di questi tre giorni si perdono tra le bancarelle del mercatino dell’antiquariato, ma rimane la certezza di ritrovarci  in una prossima uscita pronti a scoprire ancora realtà tutte nostre.

COSA  ABBIAMO  IMPARATO
Durante questa uscita abbiamo imparato a cogliere le opportunità che le organizzazioni turistiche, come in questo caso è stato il TCI, ci offrono e a sfruttarle per scoprire realtà locali nascoste dove la nostra Italia da il meglio di se. Camminare In Camper è proprio questo... cultura, e ritrovarci insieme per scoprire e imparare.  

CAORLE... Aspettando l`Estate (25-26 Febbraio 2012)


Eccoci ha ricordare un vecchio viaggio, ormai di due anni fa, che ci ha lasciato un bel ricordo di un fine settimana tranquillo al mare. 




"Dopo parecchi giorni di freddo e neve, questo fine settimana sembra darci un po' di tregua, eccoci quindi pronti per uscire con il nostro amico di sempre: il camper.
Per assaporare appieno il sole e il tiepido caldo di fine febbraio abbiamo pensato di trascorre due giorni al mare. Raggiungiamo Caorle il venerdì sera proprio per essere, fin dal mattino del sabato,  pronti per iniziare la giornata con le nostre escursioni in bicicletta. 
Vi sono numerosi campeggi lungo il litorale, ma durante l'inverno sono tutti chiusi, quindi abbiamo scelto come punto di sosta l'area attrezzata “Ai Parchi”. 

Dopo aver inforcato le nostre biciclette iniziamo il giro di Caorle arrivando fino al litorale dove la lunga spiaggia si presenta devastata dai venti che negli ultimi giorni hanno colpito senza tregua la zona del nord-est. La spiaggia e` un cumulo irregolare di sabbia, gli alberghi del lungomare sono barricati per difendersi dalle mareggiate dell'inverno, il fascino estivo e balneare è praticamente assente, ma la cittadina assume un aspetto interessante che vogliamo scoprire.

Il vecchio centro di pescatori è diventato ora il centro storico di Caorle. Sulla facciata di una casa di fronte al mare è dipinta una bella meridiana, nei “campi” e lungo le “calli” si affacciano piccole case colorate dai caratteristici camini costruiti esternamente, e le vecchie case dei pescatori sono ora trattorie dove si può mangiare del buon pesce di mare. 



In piazza Vescovado, recentemente ristrutturata, emerge un solitario, e un po` inclinato, campanile cilindrico a punta. Si tratta del campanile del Duomo, il cuore della città, dove ci si raduna dopo la messa o con gli amici. 
Le più ampie piazzette del paese sono circondate da negozi che anche in questa stagione invernale attirano i turisti. Nonostante il freddo di febbraio, la cittadina si è riempita di gente.  

La giornata e` cominciata con il sole ma ben presto il cielo si e` annuvolato e dobbiamo tornare di corsa al camper.
Anche con la pioggia non ci perdiamo d'animo per cui ritorniamo a piedi in centro. E' sicuramente una buona occasione per vedere ogni angolo e ogni piccolo particolare di una cittadina che durante l'estate si visita solo per il mare.

Dall'antica chiesa della Madonna dell'Angelo passeggiamo sul lungomare. La scogliera, che con i suoi blocchi di trachite impedisce al mare in burrasca di penetrare nel centro storico, si è animata di sculture. Ogni blocco di pietra è stato scolpito da artisti provenienti da tutto il mondo e ognuno di essi ha voluto lasciare una sua personale impronta. E' un museo a cielo aperto ed e` stata proprio una bella sorpresa scoprirlo quasi per caso. 



Fin dal 1993 la cittadina lagunare organizza, con cadenza biennale, "Scogliera Viva", un concorso internazionale dove artisti accreditati da tutto il mondo danno vita a bellissime sculture sulla pietra delle scogliere di questa costa.

Caorle, conosciuta  quasi esclusivamente per le sue spiagge e i bagni di sole è e` in realtà una cittadina ricca di storia e punti interessanti da vedere. 
Visitare citta` di mare in inverno può` essere una bella scoperta, ci fa conoscere realtà altrimenti offuscate dalla confusione dall`animarsi di tanta gente..


COME ARRIVARE

Lungo l'autostrada A4 direzione Trieste uscita San Stino di Livenza e prendere per il mare, verso Caorle."

mercoledì 30 aprile 2014

In attesa del prossimo viaggio a... Roma!

In attesa del prossimo viaggio a Roma, e curiosando su internet alla ricerca di qualche meta un po` nascosta, ecco che ho trovato questo articolo interessante che propone una "Roma insolita", 5 cose da fare fuori dalle solite rotte!
Buona lettura!

Viaggi e Vacanze - Roma Insolita




lunedì 3 febbraio 2014

CARRARA - 19 Gennaio 2013

La fiera Tour.it e l'organizzazione del Toscana Camper Club ha dato l'opportunità a tutti gli interessati di trascorre qualche giorno in compagnia nella città di Carrara.
Era una buona occasione per visitare una città che normalmente non si include nel classico itinerario, essendo la Versilia una zona che solitamente si visita durante l`estate e per il mare.
Arriviamo nel pomeriggio del venerdì e veniamo accolti dall`organizzazione nel grande parcheggio interno al quartiere fieristico. 
Il sabato mattina partiamo in bus verso Carrara accompagnati da una rappresentante del Camper Club che ci ha fatto anche da guida. Il centro non è molto lontano, quindi in pochi minuti iniziamo la visita.
Legata alle sue montagne, le Alpi Apuane, Carrara è sinonimo di marmo, e l`intera città ne è rappresentanza.
La visita è stata molto interessante, abbiamo visitato numerose zone e palazzi ma ho deciso di elencare solamente quelli che hanno come filo conduttore il marmo.

Il Palazzo delle Poste è stato costruito durante il periodo fascista in stile futurista, e terminato nel 1934. Il maestoso edificio è stato eretto dove un tempo passava la ferrovia, quindi in una posizione piuttosto strategica, dato che su quei binari venivano trasportati blocchi di marmo che dalle cave arrivavano a numerose destinazioni. 
Il palazzo è rivestito in marmo economico ma l'impronta è comunque maestosa.  Davanti all'ingresso principale vi sono due grandi statue che rappresentano a sinistra il cavatore e a destra lo scultore, mentre dall'interno  si può vedere la grande cupola. 
E' sicuramente un'opera imponente che dimostra, come in altre città italiane, Sabaudia o Latina per esempio, la forza edilizia dell'era fascista.


Percorrendo Via Roma, che è pedonabile, si arriva nella parte più antica della città dove troviamo l'Accademia delle Belle Arti, nonché Palazzo Cybo Malaspina. Esso è inglobato in quel che resta del castello medioevale, dove è ancora visibile il mastio, o torre maestra. Negli interni andiamo a percorrere sia i corridoi con statue di allievi dell`Accademia, sia le sale. La gipsoteca è certamente la parte più importante. Istituita dalla sorella di Bonaparte, Elisa Baciocchi raccoglie numerosi calchi di  maestri famosi come Antonio Canova.
Davanti al Palazzo del Principe vi è invece la scultura dedicata a Pietro Tacca, un carrarese d'eccezione. Egli modellò in bronzo il famoso Porcellino, in realtà un cinghiale, che attualmente si trova a Firenze in Palazzo Pitti. Una copia la possiamo vedere anche qui a Carrara nella ottocentesca Piazza Matteotti. 
Sempre fuori dall'accademia si trova Piazza Gramsci. Una fontana rigorosamente di marmo con al centro una palla galleggiante scolpita da un americano adorna  i giardini ottocenteschi, un tempo luogo privato per i principi, ora spazio pubblico.

  
Infine il Duomo, di architettura romanico-gotica, attrae fortemente l`attenzione essendo anch`esso costruito e lavorato con blocchetti di marmo provenienti dalle vicine alpi Apuane. 
Qui tutto parla di marmo. Molti dei palazzi, alcuni più noti, altri meno, sono costruiti rigorosamente in questo materiale. 
Essendo così vicina alle cave, ed essendo nata grazie all`estrazione di questa pietra molto pregiata, non c`è di cui stupirsi. 
Tuttavia, ci ha fatto veramente molto piacere poter vedere con i nostri occhi quanto questa città sia stata modellata dalle sue vicine Alpi, e abbia saputo sfruttare la ricchezza naturale, per una propria ricchezza.
Ringraziamo molto gli organizzatori di questo raduno che con la loro passione e dedizione, ci hanno dato l`opportunità di farci conoscere questa altra, bella, realtà italiana.

lunedì 20 gennaio 2014

CAMMINARE IN CAMPER - FESTA DELLA MIMOSA - Mandelieu La Napoule


Dopo qualche mese senza scrivere, eccomi qui a raccontare il nostro primo incontro con Camminare in Camper nel lontano 2010.

E` stata una sorta di colpo di fulmine quando in fondo alla home page del sito internet di un grande Camper Club, ho letto lo slogan "Camminare in Camper".
Nonostante fosse quasi timidamente nominato, lo slogan era talmente chiaro e ben pensato, che subito mi ha colpito. Tutti noi camperisti amiamo spostarci con la nostra casetta viaggiante, per poi trovare luoghi dove poter perderci in lunghe camminate, e` uno degli scopi del nostro viaggiare. Quindi perché non trovarci con altri camperisti e condividere passeggiate insieme?
Ero incuriosita,  per cui mi sono messa subito in contatto con il responsabile del gruppo. Volevo capire bene com`erano organizzati gli incontri, come ci si poteva iscrivere per partecipare, ma soprattutto quale sarebbe stato il prossimo viaggio! 
Il primo spostamento era organizzato in Francia, in particolare alla Festa della Mimosa che ogni anno si svolge a Mandelieu-La Napoule. Per noi la località era piuttosto lontana ma decidemmo di partire comunque e d'incontrare questi nuovi amici. 
Pur essendo d`inverno la Costa Azzurra ha generalmente un clima mite, quindi ci aspettavamo una buona temperatura, poca pioggia e un bel sole. 
Tuttavia, ci trovammo nel mezzo di una nevicata sorprendente che, proprio quell'anno aveva ricoperto anche la Provenza!
Nonostante tutto arrivammo come da programma,il sabato mattina presso il campeggio “Le Cigales”. 
Iniziamo subito a conoscere le prime persone del gruppo, il responsabile ed altri membri, facciamo qualche parola e ci sentiamo a nostro agio nel giro di pochi minuti.
La prima passeggiata era organizzata in riva al mare, da Mandelieu-La Napoule fino a Cannes, mentre nel pomeriggio camminiamo dall`area camper alla mostra-mercato della mimosa.
La fiera era allestita in un grande tendone, dove la mimosa era presentata in ogni sorta di lavorazione: da profumi e cosmetici, a vari tipi di decorazioni. 
La sera nelle vie del centro sfilavano in una parata notturna bellissimi carri fioriti, e anche qui abbiamo avuto l`opportunità di godere dello spettacolo in compagnia.
Il giorno successivo, cioè la domenica, una guida ci ha portati a camminare tra i boschi di mimose selvatiche. 
Per noi è stata una nuova esperienza, una bella scoperta, una passeggiata in compagnia che ci ha arricchiti. Un camminare il cui scopo e` anche imparare, un camminare al di là del solo vedere ma anche dello scoprire e dell`osservare ciò che ci sta attorno: la varietà delle piante della mimosa, il loro utilizzo, il modo con cui vengono lavorate.
In fondo il viaggiare con il camper è soprattutto questo. Guardarsi attorno, con tranquillità, camminando, osservando, ascoltando per imparare. 
Proprio perché` Camminare in Camper è tutto questo, a questo primo incontro ne sono seguiti molti altri, e molti altri ne seguiranno ancora..

domenica 27 ottobre 2013

LA RACCOLTA DELLE OLIVE (Lucinasco, 16-19 Novembre 2012)


Il gruppo di “Camminare in Camper” ha deciso d'incontrarsi di nuovo in quella terra ligure che ogni volta ci fa scoprire non solo mare, ma anche realtà locali nascoste.
Questa volta dobbiamo arrivare a Lucinasco, un  piccolo abitato che si trova nell'entroterra appena superate le città di Imperia e Oneglia. 
Il piccolo centro non è certamente facile da raggiungere con il camper. Percorriamo strette strade che si snodano lungo un percorso in salita all'interno di un bosco di ulivi, dove i raccoglitori sono ancora al lavoro nonostante sia ormai tardo pomeriggio, quasi sera.
L'area di sosta e punto d'incontro è presso il Parco-Giardino. La Chiesa di Santo Stefano si specchia sul piccolo laghetto naturale circondato da verdi salici piangenti . E' un luogo idilliaco quello che si presenta davanti a noi. Da quassù si possono vedere grandi vallate ricchissime di ulivi, piccoli centri che punteggiano l'orizzonte, e uno spettacolare scenario naturalistico. La pace e la tranquillità di questo posto lo ha classificato nel 1991 “Villaggio ideale d'Italia “ dalla rivista Airone.

Il giorno successivo raggiungiamo tutti insieme il borgo antico. Strette vie entrano nell'abitato. Dentro e fuori vicoletti ci fanno scoprire scorci e case ancora in pietra.
Molto interessante è il complesso museale etnografico, contadino e d'arte sacra intitolato a Lazzaro Acquarone. 
Per primo raggiungiamo l'Oratorio di San Giovanni Battista dove è allestita una ricca raccolta di sculture lignee che colpiscono particolarmente la nostra attenzione. Sullo sfondo un gruppo di figure compiangono il Cristo Morto.Ci avviciniamo e osserviamo la minuziosità del lavoro con cui l'artista ha voluto rendere il più possibile reali i suoi personaggi. Poi raggiungiamo gli altri due musei dedicati all'attività contadina tra cui la coltivazione degli ulivi e la produzione dell'olio. Tutto ruota attorno al territorio, alla sua gente, al suo lavoro. Una fornita raccolta di strumenti per i mestieri nei campi ha allestito la prima casa che andiamo a vedere. Mentre nella seconda ci sono arredi di una tipica casa contadina. Oggetti domestici sono raccolti nella cucina, mentre nel solaio è allestita la camera da letto.
Nel pomeriggio veniamo accompagnati dal Presidente del Consorzio per la tutela dell'olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure, che ci accompagnerà` in una passeggiata tra gli ulivi.            
Le aree terrazzate suddivise da muretti a secco sono dedite alla coltivazione esclusiva delle olive Taggiasche e durante il percorso veniamo a scoprire le cosiddette caselle, rudimentali costruzioni in muratura che ricordano i nuraghi  sardi. Passando attraverso vecchie mulattiere, arriviamo al frantoio dove l'oliva viene lavorata e trasformata in olio extravergine. Qui possiamo ammirare la lavorazione delle olive dalla fase iniziale in cui sono attentamente selezionate, alla spremitura ed infine l`imbottigliamento, oltre alla lavorazione dell`oliva per la conservazione in salamoia o la preparazione di salse o patè. 

Finita la visita, ci ritroviamo tutti insieme alla "Trattoria dalla Etta", dove possiamo assaporare alcuni piatti tipici del territorio come la panissa alla ligure, una sorta di polenta condita, fatta con la farina di ceci.

La mattina seguente, come consuetudine del gruppo, ci ritroviamo per un'escursione che ci avrebbe impegnati tutta la giornata. Zaini in spalla, ci incamminiamo per un percorso ad anello lungo i dorsali del Monte Acquarone. Per primo raggiungiamo una cappelletta con una grande croce. Facciamo una pausa e, mentre alcuni decidono di ritornare alla base, altri tra cui noi,  riprendono il cammino. In compagnia la fatica e il percorso sono molto più piacevoli, anche perchè da lassù il paesaggio è incantevole. Ci fermiamo , mangiamo qualcosa, poi riprendiamo. Incontriamo cacciatori di cinghiali, ascoltiamo i rumori della natura, ma la cosa più bella è, come sempre, la compagnia dei nostri amici con cui amiamo fare queste lunghe passeggiate e trascorrere piacevoli week-end insieme.

COME  ARRIVARE

Autostrada A21 direzione Torino. A Tortona, prendere l'autostrada A7 in direzione Genova. 
A Genova Voltri prendere l'autostrada A10 e uscire a Imperia. Seguire per Lucinasco.                                                     
Percorrendo la strada n°28 e costeggiando il torrente Impero, si arriva su una strada stretta. 
Lucinasco è un piccolo borgo, attenzione a non entrare in paese se si va con il camper.
Giunti nei pressi dell'abitato svoltare a sinistra verso il laghetto e la Chiesa di Santo Stefano (circa 1 chilometro da Lucinasco).
Qui vi e`un ampio spazio per sostare con i camper.

domenica 17 febbraio 2013

IL BULLICAME DANTESCO - Viterbo

Come già raccontato in uno dei nostri post precedenti, quest'estate siamo stati per poco più di una settimana nello splendido Lazio. Una delle tappe è stata Viterbo, città di grande storia, ma anche zona ricca di terme.
La nostra carissima amica Caterina, originaria del Viterbese ed ex insegnante di letteratura italiana, ci ha gentilmente preparato una splendida presentazione del Bullicame, la fonte di acqua termale citata da Dante nella Divina Commedia, in uno dei gironi dell'Inferno.



Per gli amanti del termalismo i dintorni di Viterbo offrono  diverse possibilità di svago e di cura: accanto agli stabilimenti termali veri e propri, ci sono varie sorgenti di acqua calda che alimentano vasche a cui si può accedere liberamente.
La sorgente più famosa si chiama Bullicame. Il termine bullicame deriverebbe da bulicante, o buglicante parola usata in passato per indicare l’acqua che bolle.
L’acqua solfurea, infatti, sgorga da un profondo cratere naturale a 58° di temperatura e affiora in un laghetto recintato dal quale partono dei ruscelli d’acqua che alimentano alcune vasche. Esse si trovano appunto al centro del Parco umido del Bullicame ed i bagnanti possono godere gratis anche della vista di un giardino roccioso e dello stagno dove si riproduce il Rospo smeraldino.
A sinistra della sorgente una stele riporta i versi tratti dal XIV canto dell’Inferno della Divina Commedia  in cui  Dante cita il Bullicame di Viterbo.

“QUALE DEL BULICAME ESCE IL RUSCELLO
CHE PARTON POI TRA LOR LE PECCATRICI,
TAL PER LA RENA GIÙ SEN GIVA QUELLO.
LO FONDO SUO ED AMBO LE PENDICI
FATTE ERAN PIETRA, E I MARGINI DA LATO"

Per comprendere meglio i versi bisogna rifarci al  settimo cerchio dell’Inferno dove sono puniti i violenti. Il cerchio è diviso in tre gironi; nel primo c’è il fiume di Sangue bollente Flegetonte , dove sono immersi i violenti contro gli altri, il secondo è la famosa selva dei suicidi, dove sono puniti i violenti contro se stessi e dalla quale esce un ruscello stretto tra argini di pietra,che attraversa il terzo girone, una landa sabbiosa sulla quale scende una pioggia di fiamme. Qui sono puniti i violenti contro natura. Questo ruscello è una diramazione   del Flegetonte che dopo aver attraversato la selva dei suicidi , sbocca nel sabbione e lo taglia per riversarsi nel fondo dell’inferno. Il  vapore che emana dalle sue acque  spegne le fiamme sovrastanti e permette a Dante e Virgilio di passare senza rischi camminando su questi argini.
Così scrive il Sommo Poeta:

Tacendo divenimmo là ‘ve spiccia
Fuor della selva un picciol fiumicello,
lo cui rossore ancor mi raccapriccia.
Quale del Bulicame esce il ruscello
Che parton poi tra lor le peccatrici,
tal per la rena giù sen giva quello.
Lo fondo suo ed ambo le pendici
Fatte eran pietra, e i margini da lato;
per ch’io m’accorsi che ‘l passo era lici.

In italiano corrente:

Tacendo arrivammo là dove esce
dalla selva un piccolo ruscello,
il cui color rosso ancora mi fa orrore.
Come esce dal Bulicame il ruscello
che si dividono poi tra loro le meretrici,
allo stesso modo  attraverso la sabbia scorreva quello.
Il suo fondo e le pareti laterali
erano di pietra e e così le sponde;
per cui capii che il passaggio era lì.

Dante paragona il ruscello che si dirama dal fiume di sangue bollente Flegetonte alle acque che escono da  Bulicame di Viterbo, perché le acque sulfuree viterbesi scorrono tra argini di pietra calcarea emanando  vapori e spesso le concrezioni calcaree assumono una colorazione rossastra.
Nel secondo verso Dante fa anche  riferimento all’uso che si faceva di dette acque termali; i commentatori più antichi sono d’accordo nella versione riportata sul cippo; Che parton poi tra lor le peccatrici, cioè dalla sorgente termali sarebbero esistite derivazioni riservate alle meretrici per curare le loro malattie veneree o per lavare i loro panni.
Tuttavia c’è anche un’altra interpretazione del verso dantesco e quindi dell’uso delle acque del Bullicame e cioè Che parton poi tra lor le pettatrici, ossia le lavoranti addette alla pettinatura della canapa. Infatti dagli antichi statuti si sa che le acque del Bullicame venivano condottate in piscine, e lì usate per la macerazione della canapa. Questo doveva avvenire lontano dalla città a causa del cattivo odore che emanava dalla lavorazione delle piante.
Dante probabilmente passò per Viterbo nell’anno Santo del 1300 attraverso la Strada Francigena che passava vicino al Bullicame e con i suoi versi ha dato perenne fama a questa sorgente di acqua sulfurea.

- Caterina Santibacci -