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sabato 26 gennaio 2013

LAGO DI BRACCIANO E TUSCIA VITERBESE (11-19 Agosto 2012)


Raccontare le vacanze estive con questo grigio e freddo invernale ci è sembrata una buona idea e così eccoci qui a ricordare la nostra bella settimana nella zona a nord di Roma, la Tuscia Viterbese e il Lago di Bracciano.



Tarquinia
Prima tappa dopo una giornata di relax a Marina di Montalto di Castro è Tarquinia, città etrusca e poi mediovale che merita di essere visitata con attenzione. 
Famosa per le tombe etrusche (che noi non abbiamo potuto visitare perchè era lunedì), è una bella cittadina tranquilla dal cui belvedere si ammira l’intera valle sottostante fino al mare.
Noi siamo entrati nel centro storico dalla Barriera San Giusto, antica porta della città, dove proseguendo diritti si arriva alla piazza del Palazzo Comunale, mentre se si svolta subito a sinistra si raggiunge la parte mediovale, che è racchiusa all'interno di doppie cinta murarie. Entrati dalla Porta di Castello si incontra il bel Torrione detto di Matilde di Canossa e percorrendo il perimetro delle mura ci si inoltra nel silenziosissimo borgo medioevale dove torri  affiancate da chiese e antichi palazzi, fontane e lavatoi ci fanno tornare a ritroso nel tempo…


Cerveteri
Anche questa è città etrusca per eccellenza, ma anche medievale e quello che noi andiamo a visitare è proprio all’interno delle mura del castello. 
La cittadina è piuttosto moderna nel suo insieme e non particolarmente interessante, ma percorrendo le vie del centro ci troviamo di fronte alla bella Torre dell'Orologio e, entrando nel cortile del castello, troviamo a fare da cornice il Palazzo Ruspoli del 1500, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e la grande Torre dove è allestito il museo cerite dedicato all'arte etrusca.
Usciti dal castello attraverso la scalinata, curiosiamo ancora oltre le mura ed entriamo nel Parco Granarone dove si sta allestendo il palco per un grande evento serale.
Prossima tappa, lago di Bracciano dove ci fermiamo per un paio di notti.


Castello Odescalchi - Bracciano
L’area di sosta che scegliamo è “Le Mimose”, localizzata in una posizione perfetta a metà tra il centro di Bracciano e il lungo lago. Dopo aver sistemato il camper ed esserci preparati per la serata decidiamo di salire fino al borgo e cenare lì. La collocazione dell'area ci permette di avere un'ampia visuale del lago e raggiungere comodamente il centro attraverso un stretto sentiero in salita.
All'entrata del centro storico si presenta subito imponente il Castello Odescalchi, un ottimo biglietto da visita per il piccolo borgo di Bracciano ed il suo lago. Il castello purtroppo è chiuso e non riusciamo a visitarlo, ma piano piano ci inoltriamo nelle strette vie e scopriamo bellissimi angoli suggestivi e nascosti che non possiamo fare a meno di fotografare.
Percorriamo il perimetro delle mura dentro e fuori e poi decidiamo di fermarci a mangiare una pizza in un caratteristico ristorantino sotto il castello. Instancabili, ripercorriamo ancora una volta le viuzze del borgo per rivederlo con le luci della sera, e poi ritorniamo al camper.
Anguillara
Vista la bellissima giornata, il secondo giorno decidiamo di fare una gita sul lago con la Motonave Sabazia. Anguillara Sabazia e Trevigliano Romano sono gli altri due unici comuni che si affacciano sul lago di Bracciano.
In lontananza intravvediamo il primo borgo, Anguillara, che dal lago si presenta allungato, ma allo stesso tempo raccolto sopra la passeggiata. Si affacciano vecchie case ben restaurate e alcune seminascoste da colorate fioriture rampicanti.
Trevigliano è riconosciuta dal Touring Club Italiano come “Bandiera Arancione” per accoglienza turistica e ambientale. La cittadina è pulitissima e tenuta molto bene dal punto di vista storico e numerosi sono anche i ristoranti che si affacciano al lungolago. 
In uno di questi ci fermiamo per il pranzo e assaporiamo alcune specialità di pesce di lago.
Trevigliano
Il giorno seguente ringraziamo i gestori dell'area di sosta per la loro ospitalità e riprendiamo il viaggio, anche se solo per pochi chilometri, perchè ci fermiamo subito al Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle. Eravamo un po’ scettici nel fermarci qui, non sapevamo quanto potesse essere interessante, ma l’ampio complesso di quattro Hangar, si è rivelato una sorpresa. Qui sono ospitati numerosissimi velivoli delle due guerre mondiali oltre agli areoplani delle frecce tricolore italiane. Rimaniamo incantati a leggere la storia a fumetti della famosa spedizione polare di Umberto Nobile che, nonostante sia conosciutissima, ci ha tenuti impegnati per un buon quarto d’ora.
Riprendiamo il percorso inoltrandoci nella Tuscia Viterbese.


Sutri, città Bandiera Arancione, è collocata sulla Via Cassia ed è un piccolo gioiello ricco di storia che nasce nel periodo etrusco.
Sutri - Anfiteatro
Provenendo da sud ci colpisce subito il grande complesso della necropoli, un susseguirsi di tombe e cunicoli che si affacciano sulla strada. Percorriamo a piedi la grande collina fino ad arrivare ed entrare nell’anfiteatro. Scavato interamente nel tufo, è possibile percorrerlo tutt'intorno, entrando ed uscendo dalle gallerie. Una visita particolare merita il “Mitreo”, originariamente tomba etrusca, poi tempio pagano ed infine chiesa Cristiana. Nascosto alla semplice vista e scavato nel tufo è aperto dal custode solo su richiesta e per un numero ristretto di persone. L’ambiente è molto suggestivo, e si pensa alla storia si rimane incantati. Affreschi alle pareti riportano ritratti di santi e di pellegrini che da qui passavano per percorre la Via Francigena che da Canterbury portava a Roma.
La Porta Fraceta che ci introduce nella città medioevale di Sutri invitava i pellegrini, che arrivavano da Canterbury, ad una sosta prima di proseguire per Roma.
Il borgo è molto tranquillo, e molto caratteristico con angoli nascosti e arredi urbani particolari. Uno di questi è l'antico lavatoio tornato allo splendore dopo un recente restauro della piccola piazza dove è collocato. La posizione è esemplare, dato che da lì si domina tutta la vallata sottostante e l'acqua che sgorga è molto rinfrescante, sopratutto in queste giornate torride! Riprendiamo a scoprire il nucleo storico seguendo il percorso delle antiche mura prima di riprendere la strada e proseguire per Viterbo.


Arriviamo a Viterbo che ormai è sera e veniamo ospitati con il camper nel giardino di casa di due cari amici: Gianpietro e Caterina. L'accoglienza che ci riservano è molto famigliare e con grande entusiasmo ci accompagnano nella visita della loro città.
Una volta entrati nel centro storico rimaniamo affascinati dal quartiere San Pellegrino. E' una zona di Viterbo alquanto caratteristica per i suoi edifici ricchi di “profferli”, le antiche scale esterne tipiche del viterbese, i palazzi medievali e le alte torri, a dimostranza della potenza delle antiche famiglie della città.
Viterbo - Quartiere San Pellegrino
Ci fermiamo al Museo della Macchina di Santa Rosa. Santa Rosa è la protettrice di Viterbo e ogni anno, in settembre, viene venerata con una singolare processione dove un’alta torre (chiamata “macchina”) viene sollevata e portata a spalle da un centinaio di uomini detti “Facchini di Santa Rosa”. Il museo raccoglie le curiosità dell'evento e le riproduzioni, in miniatura, delle macchine degli anni passati.
Proseguiamo la passeggiata fino a raggiungere il Palazzo dei Papi, il simbolo di Viterbo.
La storia racconta che il primo “conclave” si è svolto proprio qui, in questo palazzo e il termine “conclave” deriva dal fatto che la cittadinanza viterbese nel 1271, stanca del prolungarsi delle elezioni per il nuovo papa, ha pensato di chiudere le porte del palazzo con le “chiavi” (da qui “conclave”), togliere i viveri e scoperchiare la sala dove erano riuniti i cardinali affinchè lo Spirito Santo illuminasse le loro decisioni. Dopo due anni Papa Gregorio X fu finalmente eletto.
Finita la nostra visita a Viterbo, ci viene suggerito di intrapprendere due escursioni fuori dalla città. Il giorno seguente raggiungiamo quindi il piccolo centro di Bomarzo e poi proseguiamo per Vitorchiano.

Bomarzo - Parco dei Mostri 

La cittadina di Bomarzo è una “Bandiera Arancione”, ma purtroppo non abbiamo tempo per soffermarci a visitare la città, in quanto lo scopo di questa escursione è quello di vedere il famoso Parco dei Mostri.
Si tratta di un bosco popolato da giganteschi mostri o figure fantastiche scolpiti nella pietra di piperino, lungo un percorso volutamente intricato. Ideato nel XVI secolo da un membro della famiglia Orsini, il parco è abitato da statue simboliche ispirate dalla fantasia e dalla mitilogia.
Sfruttando anche le pendenze del terreno si sono realizzate opere stravaganti, come una casa pendente, una sirena, animali fantastici o reali, eroi e dei. Tutti in dimensioni gigantesche. Una nota curiosa è che, dopo la morte del suo ideatore, il parco fu abbandonato e solo nel secolo scorso i nuovi proprietari hanno voluto restaurare tutte le sculture che nel frattempo erano state sepolte dalla vegetazione. Una vetrina fotografica, che troviamo all'ingresso, dimostra lo stato di assoluto abbandono del parco prima che fosse restaurato e i lavori che sono stati intrapresi per rendere accessibile tutta la zona.

Vitorchiano    

Anche Vitorchiano è una Bandiera Arancione. 
Noi lo vediamo prima da fuori, 
da una delle terrazze panoramiche sulla strada, e poi dall’interno entrando da Porta Romana. Dall’esterno si presenta come un agglomerato di abitazioni costruite, e parte integrante, di una rupe. Dall'interno,è un borgo fortificato, un intricato intreccio di vie dove si affacciano in modo ordinato palazzi, chiese, torri, case. Qui il tempo sembra essersi fermato, con pochissimi negozi, silenzio e persone anziane sedute fuori a chiacchierare con gli amici..
Vitorchiano era l’ultimo paese del viterbese delle nostra visita e ora ci ci dirigiamo verso nord sulla via Cassia.


Raggiungiamo l'area di sosta sul lago solo verso sera per cui, dopo una così lunga giornata, pensiamo di cenare e di rimandare la visita all'indomani.

Il mattino seguente raggiungiamo il borgo di Bolsena in bicicletta. Percorriamo il lungolago fino a raggiungere la porta al borgo antico, anche questo Bandiera Arancione. Parcheggiamo le biciclette e, dentro le vecchie mura castellane, saliamo, attraversiamo piazzette, percorriamo vicoletti lastricati fino ad arrivare al Castello Monaldeschi da cui si vede il lago.
Scesi dal Castello andiamo a visitare la Basilica di Santa Cristina che ci porta a conoscere il Miracolo dell'Eucarestia accaduto nel 1263. Un sacerdote durante la messa avrebbe dubitato della presenza di Cristo nell’Eucarestia e l’ostia ha sanguinato. Nella Cappella è ancora custodito l'altare dove sono visibili le macchie di sangue sgorgate dall'eucarestia, mentre i paramenti, anch'essi macchiati, sono ora conservati nel Duomo di Orvieto.
Una storia molta antica, ma che ancora oggi viene ricordata nel giorno del Corpus Domini, festività istituita dopo questo evento.

Eccoci alla fine del nostro viaggio e sulla via del ritorno. Il Lazio e soprattutto questi piccoli paesi sono ancora poco conosciuti, ma assolutamente da scoprire e visitare. Ogni angolo ha una storia molto antica e il solo ascoltare o leggere le storie e le leggende di ciascun paese affascina e incuriosisce.

Dove abbiamo sostato

Marina di Montalto di Castro : AA “Il Pioppo”
Lago di Bolsena : AA “ Le Mimose”
Lago di Bolsena : AA “ Parking per Camper Guadetto”

Elena e Anna

lunedì 21 gennaio 2013

GIAPPONE: PUBBLICATE LE FOTO!

Ecco pubblicate le foto del recentissimo viaggio in Giappone.
Da Tokyo a Nikko, Kyoto ed infine Fukuoka, nell`estremo sud dell`arcipelago giapponese..

Elena

Foto album Giappone

domenica 20 gennaio 2013

LEEDS CASTLE E ROCHESTER - UNA TAPPA NEL KENT...


Uscire dalla grande capitale britannica per passare un fine settimana tranquillo non lontano dal mare ci è sembrata una buona idea, per cui abbiamo organizzato di spostarci nel Kent.
Questa contea, conosciuta per le alte scogliere di Dover e per Canterbury, famosa per la sua cattedrale, offre incantevoli villaggi e castelli da favola, dove il tempo sembra quasi essersi fermato.
Arriviamo presso il castello di Leeds con un pullman di linea, dopo aver attraversato villaggi rurali fuori dal tempo, anni luce dalla modernità cosmopolita londinese.
Il castello si trova fuori da qualsiasi centro abitato, per cui si arriva con il bus proprio all'interno della grande area parcheggio, dove inizia  il lungo sentiero per arrivare al castello. Si passa in mezzo a una rada boscaglia, ad un parco di cedri, per poi incontrare un grande prato verde, dover molti ragazzi sono stesi al sole. Si attraversano ponticelli e cascatelle e lungo il percorso si incontrano i famosi cigni neri, fatti arrivare dall'Australia sotto ordine dell’ultima proprietaria, e scelti come simbolo incontrastato di Leeds Castle.
Cominciamo finalmente ad intravvedere il magnifico palazzo che spunta in mezzo al lago. Come si conviene ad ogni castello anche questo ha il suo ponte da dove entriamo, ed è circondato da mura. Costruito fin dagli anni mille è stato residenza reale, ma anche fortezza e carcere.
L'ultima proprietaria, una ricca ereditiera americana, Lady Baillie, ne ha fatto sua residenza principesca. Ha acquistato il castello nel 1926 e l’ha arredato a suo piacere. Un percorso all'interno delle stanze finemente ammobiliate ci fa immergere in una realtà romantica dove possiamo ammirare mobili di varie epoche e dipinti di autori famosi come il Tiepolo.
Uscite all'esterno passeggiamo tutto attorno fra i giardini dove incontriamo una coppia di sposi, perchè qui è possibile anche organizzare feste di matrimonio e soggiornare nel castello per la notte.
Fattasi sera, torniamo sui nostri passi e riprendiamo il bus che ci accompagna a Maidstone, da dove poi prendiamo il treno per Rochester, nostra prossima tappa.

Rochester

Rochester si trova sull'estuario del fiume Medway e la prima impressione che si ha è quella di una cittadina molto simile a tante altre cittadine inglesi. In realtà, forse anche perchè l’abbiamo visitata durante una splendida giornata di sole, è un paese molto carino, ricco di storia, con edifici e palazzi che è in grado di valorizzare.
Le sue origini romane e poi  normanne hanno testimonianza nel Castello, ancora oggi ben conservato, che si trova su una piccolissima collinetta all'interno di un grande prato circondato da mura. Al castello si accede da due porte, una al centro del paese, l'altra affacciata lungo la strada che costeggia il fiume, e da sopra si può ammirare la bellissima cattedrale da un lato, e il fiume dall’altro.
Il centro è piuttosto piccolo, per cui di fronte al castello c’è subito la cattedrale che, dopo quella di Canterbury, è la più antica del Regno Unito. All'interno vi è una targa che testimonia la volontà di Charles Dickens di essere sepolto qui, nonostante poi sia stato sepolto nell’”angolo dei poeti” a Westminster a Londra. Dickens è infatti originario del Kent e ha vissuto la maggior parte della sua vita in questa zona dell’Inghilterra.                                                           
Lungo la High Street troviamo anche l'Eastgate House, un edificio cupo e severo del millecinquecento, che viene collegato a Dickens per aver ambientato uno dei suoi libri “ Il Mistero di Edwin Drood”.
La giornata è molto soleggiata e fa molto caldo, cosa non certo facile da trovare in Inghilterra! La via centrale comincia ad affollarsi di gente che come noi è attratta da negozi di souvenir, gallerie d'arte o semplicemente si ferma ai tavoli dei pub, caffè e ristoranti multietnici.
Arrivate in fondo alla via centrale ci sediamo su una panchina lungo il fiume e tranquillamente ci lasciamo scaldare da questo bel sole inglese prima di riprendere il treno e tornare nella popolosa Londra…

Anna ed Elena

domenica 28 ottobre 2012

TOKYO!!

Eccomi a Tokyo! Per tre mesi mi sono trasferita qui per lavoro e sono sempre alla scoperta di posti curiosi dove passare il week-end!
A Tokyo ogni quartiere è famoso per qualcosa in particolare, quindi vale la pena di scoprirli tutti! Partendo dai più famosi farò una carrellata di quello che ho visto fino ad ora..

Shibuya

E' uno dei quartieri più dinamici e giovani della città. Insieme ad Harajuku (che è confinante), è il quartiere dove si radunano i giovani cosplay, quindi è facilissimo incontrarne qualcuno. La sera è particolarmente spettacolare in quanto illuminato da megaschermi, oltre alle innumerevoli insegne di centri commerciali e ristoranti.




Shinjuku

Anche Shinjuku è una grande zona commerciale, ricca di negozi, centri commerciali e ristoranti, ma è anche una zona amministrativa e qui c'è la concentrazione più alta di grattaceli della città.
A Shinjuku è assolutamente da vedere il Shinjuku Gyoen, un grandissimo parco non lontano dalla stazione. E' simile ai parchi occidentali, tranne che per una parte che è costruita come un tradizionale giardino giapponese.







Ginza

Ginza è il quartiere delle boutiques del lusso. E' costellato da negozi di brand italiani e francesi ed è interessante per alcuni dei palazzi che hanno forme e colori davvero particolari, come quello di Cartier o Mikimoto. Se non si va per fare shopping, può risultare piuttosto noioso e, come nel mio caso, dopo dieci minuti ci ritrova alla stazione a prendere il treno di nuovo!




Roppongi

Roppongi è conosciuto per la vita notturna, ma anche per Roppongi Hills, un altissimo grattacielo da cui all'ultimo piano si può vedere tutta Tokyo a 360 gradi, la baia, la Torre, lo Skytree. E' veramente spettacolare, soprattutto al tramonto e la sera.




Asakusa

Asakusa è il quartiere più tradizionale di Tokyo. Ospita il bellissimo Sensoji, tempio buddista, ed è caratteristico per gli innumerevoli negozietti che conducono al tempio dove si è certi di trovare i perfetti souvenirs. Non lontano da Asakusa c'è anche il famoso Skytree la nuova torre per le telecomunicazioni di Tokyo, la torre più alta di tutto il Giappone.




Odaiba

Odaiba è il quartiere da cui si può ammirare la bellissima baia di Tokyo con il suo Rainbow Bridge e la copia in miniatura della Statua della Libertà. Per raggiungere Odaiba si prende la linea Yurikamome, una monorotaia senza conducente che passa tra i palazzi di Shinbashi, e che la sera offre una vista davvero spettacolare!




Tra i meno conosciuti..

Tsukishima

Tsukishima è un quartiere davvero particolare.. le case sono piuttosto basse e sembra quasi di essere a Kyoto. E' famoso per la monja, il piatto più famoso di Tokyo. Si tratta di una specie di okonomiyaki, ma senza uovo!! risulta molto liquida, un miscuglio di ingredienti (cavolo, maiale, pesce, dipende da quello che si vuole..) senza forma. Difficile dire che ve la consiglierei..




Kanda

Kanda è il quartiere dove vivo. E' conosciuto soprattutto tra i salary man (uomini che lavorano in ufficio) perchè qui ci sono innumerevoli izakaya, pub giapponesi, e karaoke. La sera è molto illuminato e durante la settimana molto frequentato da gruppi di uomini in giacca e cravatta alla ricerca di un po' di relax e divertimento tra colleghi!




Per ora questo è tutto! sono ancora alla ricerca di posti nuovi e un po' speciali quindi aggiornerò il blog al più presto!

Elena

domenica 9 settembre 2012

BRUXELLES E AMSTERDAM IN DUE GIORNI...!

Se avete intenzione di visitare Bruxelles e Amsterdam in un week-end più un giorno spostandovi in macchina, mmm... vi consigliamo di ripensarci..!
Noi siamo partiti da Londra il sabato mattina e con il bus siamo arrivati fino a Dover, dove abbiamo preso il traghetto per Calais e in macchina siamo arrivati fino a Bruxelles. 
Il viaggio è durato praticamente tutta la giornata e circa alle sette siamo arrivati in centro, nella zona chiamata Upper Town, dove stava l'appartamento che abbiamo preso in affitto per una notte.
Ci trovavamo a soli dieci minuti a piedi dalla Grand Place, la piazza pricipale, e dopo un po' di relax ci siamo diretti verso la Lower Town, la zona più turistica della città.
La Grand Place è assolutamente spettacolare e le vie intorno alla piazza, sebbene molto turistiche, sono la zona più antica della città.
Bruxelles, come tutto il Belgio, è famosa per due cose principali: la birra e la cioccolata. In tutto il centro storico si trovano infatti "boutiques del cioccolato" e locali che servono innumerevoli tipi di birra, dalla più dolce alla più amara.
Le boutiques del cioccolato sono piccoli negozi dove il cioccolato la fa da protagonista. Presentati in innumerevoli forme e gusti diversi, i cioccolatini sono confezionati come se fossero gioielli e i negozi sembrano vere e proprie gioiellerie del gusto con vetrine di esposizione e scatole impreziosite da nastri e nastrini. Il prezzo conferma le aspettative, con scatole di cinque cioccolatini al prezzo di 8-10 euro.. 
La birra invece, oltre ad essere venduta ovunque ed avere anche negozi specializzati, è servita in innumerevoli locali dove è possibile scegliere la preferita tra centinaia.
Noi siamo finiti in un locale-ristorante, chiamato Beer Circus, dove è possibile scegliere tra almeno cento birre diverse e anche i piatti sono preparati con la birra. Tra questi servono degli spaghetti alla birra ma noi ci siamo cautamente indirizzati verso il tagliere di prosciutti e formaggi...

A parte le vie del centro storico, il Mannequin Pis (la famosissima statua del bambino che fa la pipì nella fontana) e il Pain Quotidien, una famosa pasticceria/panificio dove ci siamo fermati per colazione, non abbiamo visto molto altro di Brussels.
Appena dopo pranzo siamo dovuti partire per Amsterdam, la cui distanza non indifferente di circa 3 ore, ci ha portato a metterci in macchina verso l'una o le due del pomeriggio..
Abbiamo trovato una deviazione sull'autostrada e questo ha tardato di nuovo il nostro arrivo che si è prolungato alle 5.30-6.00..
La nostra stanzetta per questa sera era nel bellissimo quartiere Jordaan, uno dei quartieri più tranquilli della città, e la stanza di per sè si affacciava ad uno degli splendidi canali.
Dopo aver preso possesso della stanza e parcheggiato la macchina (45 euro per 24 ore...) siamo andati alla ricerca di un ristorantino nella zona. La zona ci piaceva molto e, ad essere sinceri, preferivamo stare qui piuttosto che andare in altri quartieri più affollati. Abbiamo trovato un posticino molto carino e dai prezzi abbordabili (nonostante tutto sia carissimo sia in Olanda che in Belgio) e ci siamo fermati ad assaporare della buonissima carne.
Ad Amsterdam tutti, ma proprio tutti, si muovono in bicicletta. Il traffico di biciclette è inimmaginabile. Sono innumerevoli, infinite, ti passano a destra e a sinistra, ti sorpassano, svoltano, girano, corrono, parcheggiano. Quando siamo arrivati noi il tempo era pessimo, pioveva a dirotto, ma appena si è vista un'ombra di sole, le biciclette hanno iniziato a muoversi all'impazzata.
La mattina siamo partiti a piedi alla ricerca del battello per fare il giro dei canali ed abbiamo sognato anche noi di avere una bicicletta. Dopo aver fatto colazione nel posto più famoso di Amsterdam per la apple pie (che tra l'altro era di fronte alla nostra stanza), siamo partiti alla ricerca della stazione dei battelli per fare il giro dei canali. Sembrava vicina perchè doveva stare alla stazione dei treni ma, non avendo una bici, abbiamo impiegato almeno mezz'ora a piedi per trovarla e quando siamo arrivati ci siamo resi conto che era ormai troppo tardi per fare il giro in battello perchè avremmo dovuto fare il check-out e poi partire per Calais per prendere il traghetto!
La mattinata se ne è praticamente andata solo per la colazione e la ricerca del battello (che poi non abbiamo preso) e così anche di Amsterdam abbiamo visto poco.. L'atmosfera della città però ci è piaciuta moltissimo, la tranquillità delle persone, i canali, le barche, le bici. Ci torneremo. Questa volta con più calma e sicuramente più pianificazione!

Elena


lunedì 20 agosto 2012

GRESSAN E AOSTA. 28/06-01/07/2012

Parrocchia di Santo Stefano
Arriviamo a Gressan il giovedì pomeriggio dopo un lungo viaggio, e veniamo accolti da un caldo decisamente afoso convinti di trovare fra queste montagne valdostane un po' di refrigerio. Invece, ecco che anche qui le temperature sono alte dato che ci troviamo in un bacino, seppur circondato dalle montagne più alte d'Europa.
La sezione di “Biella la Burcina” del Camperclub La Granda ha radunato i camper all'interno dell'area verde nella frazione di Les Iles, un tempo occupata da ontani e pioppi, ora invece circondata da un pista ciclo-pedonale.
E' una buona collocazione lungo la Dora Baltea da cui parte una pista ciclabile che raggiunge facilmente il centro storico di Aosta.
Il venerdì partiamo per un tour a piedi tra le vie di Gressan alla scoperta dei numerosi angoli suggestivi della cittadina. Veniamo accompagnati dal Signor Albino, un conoscitore e amante appassionato del proprio territorio, che a brevi tappe ci fa conoscere ogni chiesetta e torre che abbia qualcosa da raccontare.

Cappella di Colombier: Si trova su una strada che porta ad Aymavilles e Cogne. Danneggiata e ricostruita più volte, la troviamo ora come è stata restaurata dalla locale Associazione Nazionale degli Alpini. È dedicata a S. Maurizio, soldato romano e martire del terzo secolo d.c..
Percorriamo un breve tratto di strada costeggiato da meleti ed arriviamo ad un'altra chiesetta. 
Parrocchiale di Santo Stefano: rimaneggiata più volte, l'aspetto attuale è della seconda metà del 1800. Da notare è il campanile staccato dalla chiesa e il basamento su torre romana. Dedicata a S. Anselmo, arcivescovo di Canterbuty e dottore della Chiesa, Gressan ne rivendica la nascita e pertanto viene raffigurato nelle vetrate interne. 

Cappella della Madeleine
Riprendendo il cammino e superati piccoli casolari che durante la seconda guerra mondiale erano postazioni antiaeree troviamo la Torre de la Plantà. Con forma ben slanciata e pianta quadrata, si pensa sia originaria del tempo romano anche se ora è completamente abbandonata e in attesa di un inevitabile restauro. Tutt'intorno campi coltivati a vigna ci introducono verso il centro abitato di Gressan.

Arriviamo alla Cappella della Madeleine, cappella in stile romanico con bellissimi affreschi sulla facciata. Per accedervi dobbiamo entrare da un piccolo cancello dove è posto il sagrato. Seduti su panchine di fortuna ascoltiamo oltre che la storia travagliata della cappella, aneddoti dell'infanzia del Signor Albino, che è nato e tuttora vive in questa frazione.

Castello de la Tour de Villa
Riprendendo il cammino e attraversando sentieri tra i prati arriviamo al castello della Tour de Villa. La “castellana” ci accoglie con grande simpatia e c'invita all'interno del piccolo cortile dove attraverso le mura merlate possiamo ammirare la piana sottostante. Una scalinata porta all'ingresso dell'originaria torre del XII secolo. A fianco invece c'è la parte abitativa , dove seminascosta troviamo i resti di un'antica chiesetta costruita su roccia naturale, di cui ora è visibile solo la facciata ed il piccolo campanile. Attraverso una piccola porta entriamo in una grande sala decorata con gli stemmi delle famiglie nobili della Valle d'Aosta, e centrale è lo stemma dei Savoia. 

Percorriamo strette viuzze di un centro ricco di scorci e di vecchie abitazioni e superato un arco entriamo all'interno di un cortiletto dove la casa-forte conosciuta come la Torre di S. Anselmo è riconosciuta come il luogo dove nacque Sant'Anselmo. Risalente al X° secolo, è rimasto solamente il basamento di una vecchia torre mentre sopra si sono costruite abitazioni più recenti.
 
Aosta

Il giorno seguente raggiungiamo il centro di Aosta. I resti della famosa Augusta Praetoria, l'antica città romana, sono ancora visibili nel Teatro Romano, la cui facciata domina lo spazio antistante, e nella Porta Praetoria, ingresso principale della città, oggi in fase di restauro.
Dal periodo romano passiamo agli anni mille, quando è stato costruito il grande complesso di edifici religiosi chiamato la Colleggiata di Sant'Orso. Il complesso comprende la chiesa, la cripta, il Priorato, e il chiosco, un susseguirsi di colonne dai capitelli scolpiti con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, della vita di Sant'Orso ed animali fantastici. Riprendendo il cammino ci troviamo nella Piazza Chanoux dove ha sede il comune, il cui palazzo è della prima metà dell'ottocento, la data più recente per gli edifici del centro storico di Aosta. Dalla zona di epoca romana siamo passati alla parte più recente della città e, percorrendo un cammino nella storia, abbiamo visto lo sviluppo della nostra architettura dai romani, al medioevo, ai giorni nostri.

Come arrivare

Sull'autostrada A4, uscire a Santhià per entrare nell'autostrada A5 direzione Aosta.
Uscire ad Aosta est e seguire per Gressan.

Dove abbiamo sostato

L'area a nostra disposizione è stata presso la frazione des Iles dove si trova un centro sportivo polivalente. Erano a disposizione servizi a supporto delle esigenze dei camper.
Per la sosta ad Aosta buoni consigli si trovano sul Portolano o su camperonline.it.

Anna

mercoledì 25 luglio 2012

LA GRANDA... ALLA FESTA DEGLI SPAVENTAPASSERI


Anche quest'anno la trasferta piemontese del camper club La Granda ci porta a raccogliere un curioso invito da parte degli amici della sezione di Saluzzo in provincia di Cuneo.
La destinazione è Castellar che, insieme a Pagno e Brondello, si trova nella cosiddetta Valle Bronda. Questa stretta valle che si snoda a ovest di Saluzzo, è forse poco conosciuta, ma è sicuramente ricca di storia, tradizioni antiche e sopratutto votata all'agricoltura. Qui si coltivano prodotti genuini come le mele, il ramassin (una piccola susina color blu-violetta), e una vigna particolare utilizzata per la produzione del vino “Pelaverga”, un vino che troviamo solo qui.
Queste aree collinari o di pianura ai piedi del Monviso ci portano anche quest'anno a scoprire una parte della nostra Italia nord occidentale, e le vecchie tradizioni paesane sono un buon pretesto per imparare qualcosa della storia di questa zona. (per album di foto: http://bit.ly/MYQk06)

Castellar e la Festa degli Spaventapasseri

La Festa degli Spaventapasseri accoglie ogni anno, e questo è il diciottesimo, turisti e curiosi che arrivano fino a Castellar per passeggiare tra vie e piazze del centro addobbate da pupazzi. 
E' un paese in festa, dove ogni cittadino collabora a modo suo e con i materiali che ha a disposizione, a costruire lo spaventapasseri che più lo rappresenta, e anche noi camperisti abbiamo il nostro “ciciu”.
Non è solo il centro di Castellar e la festa degli spaventapasseri ad essere il motivo di questa visita, ma anche il bellissimo Castello di Castellar che domina il paese dall'alto della collina. Il castello era originariamente proprietà dei Marchesi di Saluzzo, ma poi è stato acquistato da una famiglia locale che si è occupata della restaurazione. L'attuale proprietario, che tuttora vive nel castello, ci ha accolto con grande simpatia e ci ha raccontato numerosi aneddoti della vita dei castellani, storie tratte dal diario il “Carneto”, compilato da Giovanni Andrea, un antico abitante del castello. Interessante è stata la visita al piano superiore dove riempie le sale una minuziosa raccolta di uniformi, armi, documenti e cimeli che riguardano il periodo che va dal Risorgimento all'Unità d'Italia.
 
Pagno e i tesori della valle dei Saluzzo

Castello di Castellar
Tra i frutteti e lungo i percorsi agresti che punteggiano l’intera zona intorno a Castellar scopriamo piccole chiese, cappelle e abbazie che fanno parte di un itinerario segnato fin dai tempi dei Marchesi.
A Pagno veniamo accompagnati dai nostri cari amici in quella che è l'antica Abbazia dei Santi Pietro e Colombano. Risalente fin dall'ottavo secolo dopo Cristo, fu distrutta più volte per poi essere in parte ristrutturata anche recentemente. Conserva affreschi importanti, come quello che rappresenta l'Arcangelo S. Michele, scelto come “immaginetta” per identificare un progetto chiamato “Mistà, Arte e Fede nelle valli dei Marchesi di Saluzzo”, per cui il contributo dell’Europa è stato fondamentale nella ristrutturazione di importantissimi siti storici della zona. 
Sempre seguendo il percorso, inforchiamo le biciclette per andare alla ricerca, tra campi coltivati, della piccola cappella di “San Ponzio” che, localizzata proprio a Castellar è un gioiello ben nascosto ma sapientemente restaurato.

Saluzzo e il suo marchesato

Saluzzo
Per la sosta in questi tre giorni, veniamo accolti nella bella Area Attrezzata di Castellar da poco realizzata, e inaugurata in occasione del raduno. 
E' un ottimo approdo per visitare la zona e, avendo le biciclette, è possible raggiungere il centro storico di Saluzzo percorrendo un piacevole sentiero che attraversa frutteti e numerosi torrenti.
Saluzzo, ben racchiusa all'interno di mura medioevali, conserva in modo esemplare monumenti e palazzi risalenti fin dall'epoca del Marchesato. I vicoli ancora lastricati ci conducono fino al punto più alto del paese, dove domina la Castiglia, antica residenza signorile e poi carcere, mentre tutt'intorno, i numerosi palazzi ci ricordano che Saluzzo era una capitale del rinascimento italiano.

Dopo questi piacevoli tre giorni in compagnia di amici, e accompagnati da grande storia e cultura torniamo a casa con la certezza che anche l’anno prossimo avremo il piacere di tornare qui, a scoprire ancora qualche angolo della splendida, e purtroppo poco conosciuta, Italia nord occidentale.

Anna