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domenica 28 ottobre 2012

TOKYO!!

Eccomi a Tokyo! Per tre mesi mi sono trasferita qui per lavoro e sono sempre alla scoperta di posti curiosi dove passare il week-end!
A Tokyo ogni quartiere è famoso per qualcosa in particolare, quindi vale la pena di scoprirli tutti! Partendo dai più famosi farò una carrellata di quello che ho visto fino ad ora..

Shibuya

E' uno dei quartieri più dinamici e giovani della città. Insieme ad Harajuku (che è confinante), è il quartiere dove si radunano i giovani cosplay, quindi è facilissimo incontrarne qualcuno. La sera è particolarmente spettacolare in quanto illuminato da megaschermi, oltre alle innumerevoli insegne di centri commerciali e ristoranti.




Shinjuku

Anche Shinjuku è una grande zona commerciale, ricca di negozi, centri commerciali e ristoranti, ma è anche una zona amministrativa e qui c'è la concentrazione più alta di grattaceli della città.
A Shinjuku è assolutamente da vedere il Shinjuku Gyoen, un grandissimo parco non lontano dalla stazione. E' simile ai parchi occidentali, tranne che per una parte che è costruita come un tradizionale giardino giapponese.







Ginza

Ginza è il quartiere delle boutiques del lusso. E' costellato da negozi di brand italiani e francesi ed è interessante per alcuni dei palazzi che hanno forme e colori davvero particolari, come quello di Cartier o Mikimoto. Se non si va per fare shopping, può risultare piuttosto noioso e, come nel mio caso, dopo dieci minuti ci ritrova alla stazione a prendere il treno di nuovo!




Roppongi

Roppongi è conosciuto per la vita notturna, ma anche per Roppongi Hills, un altissimo grattacielo da cui all'ultimo piano si può vedere tutta Tokyo a 360 gradi, la baia, la Torre, lo Skytree. E' veramente spettacolare, soprattutto al tramonto e la sera.




Asakusa

Asakusa è il quartiere più tradizionale di Tokyo. Ospita il bellissimo Sensoji, tempio buddista, ed è caratteristico per gli innumerevoli negozietti che conducono al tempio dove si è certi di trovare i perfetti souvenirs. Non lontano da Asakusa c'è anche il famoso Skytree la nuova torre per le telecomunicazioni di Tokyo, la torre più alta di tutto il Giappone.




Odaiba

Odaiba è il quartiere da cui si può ammirare la bellissima baia di Tokyo con il suo Rainbow Bridge e la copia in miniatura della Statua della Libertà. Per raggiungere Odaiba si prende la linea Yurikamome, una monorotaia senza conducente che passa tra i palazzi di Shinbashi, e che la sera offre una vista davvero spettacolare!




Tra i meno conosciuti..

Tsukishima

Tsukishima è un quartiere davvero particolare.. le case sono piuttosto basse e sembra quasi di essere a Kyoto. E' famoso per la monja, il piatto più famoso di Tokyo. Si tratta di una specie di okonomiyaki, ma senza uovo!! risulta molto liquida, un miscuglio di ingredienti (cavolo, maiale, pesce, dipende da quello che si vuole..) senza forma. Difficile dire che ve la consiglierei..




Kanda

Kanda è il quartiere dove vivo. E' conosciuto soprattutto tra i salary man (uomini che lavorano in ufficio) perchè qui ci sono innumerevoli izakaya, pub giapponesi, e karaoke. La sera è molto illuminato e durante la settimana molto frequentato da gruppi di uomini in giacca e cravatta alla ricerca di un po' di relax e divertimento tra colleghi!




Per ora questo è tutto! sono ancora alla ricerca di posti nuovi e un po' speciali quindi aggiornerò il blog al più presto!

Elena

domenica 9 settembre 2012

BRUXELLES E AMSTERDAM IN DUE GIORNI...!

Se avete intenzione di visitare Bruxelles e Amsterdam in un week-end più un giorno spostandovi in macchina, mmm... vi consigliamo di ripensarci..!
Noi siamo partiti da Londra il sabato mattina e con il bus siamo arrivati fino a Dover, dove abbiamo preso il traghetto per Calais e in macchina siamo arrivati fino a Bruxelles. 
Il viaggio è durato praticamente tutta la giornata e circa alle sette siamo arrivati in centro, nella zona chiamata Upper Town, dove stava l'appartamento che abbiamo preso in affitto per una notte.
Ci trovavamo a soli dieci minuti a piedi dalla Grand Place, la piazza pricipale, e dopo un po' di relax ci siamo diretti verso la Lower Town, la zona più turistica della città.
La Grand Place è assolutamente spettacolare e le vie intorno alla piazza, sebbene molto turistiche, sono la zona più antica della città.
Bruxelles, come tutto il Belgio, è famosa per due cose principali: la birra e la cioccolata. In tutto il centro storico si trovano infatti "boutiques del cioccolato" e locali che servono innumerevoli tipi di birra, dalla più dolce alla più amara.
Le boutiques del cioccolato sono piccoli negozi dove il cioccolato la fa da protagonista. Presentati in innumerevoli forme e gusti diversi, i cioccolatini sono confezionati come se fossero gioielli e i negozi sembrano vere e proprie gioiellerie del gusto con vetrine di esposizione e scatole impreziosite da nastri e nastrini. Il prezzo conferma le aspettative, con scatole di cinque cioccolatini al prezzo di 8-10 euro.. 
La birra invece, oltre ad essere venduta ovunque ed avere anche negozi specializzati, è servita in innumerevoli locali dove è possibile scegliere la preferita tra centinaia.
Noi siamo finiti in un locale-ristorante, chiamato Beer Circus, dove è possibile scegliere tra almeno cento birre diverse e anche i piatti sono preparati con la birra. Tra questi servono degli spaghetti alla birra ma noi ci siamo cautamente indirizzati verso il tagliere di prosciutti e formaggi...

A parte le vie del centro storico, il Mannequin Pis (la famosissima statua del bambino che fa la pipì nella fontana) e il Pain Quotidien, una famosa pasticceria/panificio dove ci siamo fermati per colazione, non abbiamo visto molto altro di Brussels.
Appena dopo pranzo siamo dovuti partire per Amsterdam, la cui distanza non indifferente di circa 3 ore, ci ha portato a metterci in macchina verso l'una o le due del pomeriggio..
Abbiamo trovato una deviazione sull'autostrada e questo ha tardato di nuovo il nostro arrivo che si è prolungato alle 5.30-6.00..
La nostra stanzetta per questa sera era nel bellissimo quartiere Jordaan, uno dei quartieri più tranquilli della città, e la stanza di per sè si affacciava ad uno degli splendidi canali.
Dopo aver preso possesso della stanza e parcheggiato la macchina (45 euro per 24 ore...) siamo andati alla ricerca di un ristorantino nella zona. La zona ci piaceva molto e, ad essere sinceri, preferivamo stare qui piuttosto che andare in altri quartieri più affollati. Abbiamo trovato un posticino molto carino e dai prezzi abbordabili (nonostante tutto sia carissimo sia in Olanda che in Belgio) e ci siamo fermati ad assaporare della buonissima carne.
Ad Amsterdam tutti, ma proprio tutti, si muovono in bicicletta. Il traffico di biciclette è inimmaginabile. Sono innumerevoli, infinite, ti passano a destra e a sinistra, ti sorpassano, svoltano, girano, corrono, parcheggiano. Quando siamo arrivati noi il tempo era pessimo, pioveva a dirotto, ma appena si è vista un'ombra di sole, le biciclette hanno iniziato a muoversi all'impazzata.
La mattina siamo partiti a piedi alla ricerca del battello per fare il giro dei canali ed abbiamo sognato anche noi di avere una bicicletta. Dopo aver fatto colazione nel posto più famoso di Amsterdam per la apple pie (che tra l'altro era di fronte alla nostra stanza), siamo partiti alla ricerca della stazione dei battelli per fare il giro dei canali. Sembrava vicina perchè doveva stare alla stazione dei treni ma, non avendo una bici, abbiamo impiegato almeno mezz'ora a piedi per trovarla e quando siamo arrivati ci siamo resi conto che era ormai troppo tardi per fare il giro in battello perchè avremmo dovuto fare il check-out e poi partire per Calais per prendere il traghetto!
La mattinata se ne è praticamente andata solo per la colazione e la ricerca del battello (che poi non abbiamo preso) e così anche di Amsterdam abbiamo visto poco.. L'atmosfera della città però ci è piaciuta moltissimo, la tranquillità delle persone, i canali, le barche, le bici. Ci torneremo. Questa volta con più calma e sicuramente più pianificazione!

Elena


lunedì 20 agosto 2012

GRESSAN E AOSTA. 28/06-01/07/2012

Parrocchia di Santo Stefano
Arriviamo a Gressan il giovedì pomeriggio dopo un lungo viaggio, e veniamo accolti da un caldo decisamente afoso convinti di trovare fra queste montagne valdostane un po' di refrigerio. Invece, ecco che anche qui le temperature sono alte dato che ci troviamo in un bacino, seppur circondato dalle montagne più alte d'Europa.
La sezione di “Biella la Burcina” del Camperclub La Granda ha radunato i camper all'interno dell'area verde nella frazione di Les Iles, un tempo occupata da ontani e pioppi, ora invece circondata da un pista ciclo-pedonale.
E' una buona collocazione lungo la Dora Baltea da cui parte una pista ciclabile che raggiunge facilmente il centro storico di Aosta.
Il venerdì partiamo per un tour a piedi tra le vie di Gressan alla scoperta dei numerosi angoli suggestivi della cittadina. Veniamo accompagnati dal Signor Albino, un conoscitore e amante appassionato del proprio territorio, che a brevi tappe ci fa conoscere ogni chiesetta e torre che abbia qualcosa da raccontare.

Cappella di Colombier: Si trova su una strada che porta ad Aymavilles e Cogne. Danneggiata e ricostruita più volte, la troviamo ora come è stata restaurata dalla locale Associazione Nazionale degli Alpini. È dedicata a S. Maurizio, soldato romano e martire del terzo secolo d.c..
Percorriamo un breve tratto di strada costeggiato da meleti ed arriviamo ad un'altra chiesetta. 
Parrocchiale di Santo Stefano: rimaneggiata più volte, l'aspetto attuale è della seconda metà del 1800. Da notare è il campanile staccato dalla chiesa e il basamento su torre romana. Dedicata a S. Anselmo, arcivescovo di Canterbuty e dottore della Chiesa, Gressan ne rivendica la nascita e pertanto viene raffigurato nelle vetrate interne. 

Cappella della Madeleine
Riprendendo il cammino e superati piccoli casolari che durante la seconda guerra mondiale erano postazioni antiaeree troviamo la Torre de la Plantà. Con forma ben slanciata e pianta quadrata, si pensa sia originaria del tempo romano anche se ora è completamente abbandonata e in attesa di un inevitabile restauro. Tutt'intorno campi coltivati a vigna ci introducono verso il centro abitato di Gressan.

Arriviamo alla Cappella della Madeleine, cappella in stile romanico con bellissimi affreschi sulla facciata. Per accedervi dobbiamo entrare da un piccolo cancello dove è posto il sagrato. Seduti su panchine di fortuna ascoltiamo oltre che la storia travagliata della cappella, aneddoti dell'infanzia del Signor Albino, che è nato e tuttora vive in questa frazione.

Castello de la Tour de Villa
Riprendendo il cammino e attraversando sentieri tra i prati arriviamo al castello della Tour de Villa. La “castellana” ci accoglie con grande simpatia e c'invita all'interno del piccolo cortile dove attraverso le mura merlate possiamo ammirare la piana sottostante. Una scalinata porta all'ingresso dell'originaria torre del XII secolo. A fianco invece c'è la parte abitativa , dove seminascosta troviamo i resti di un'antica chiesetta costruita su roccia naturale, di cui ora è visibile solo la facciata ed il piccolo campanile. Attraverso una piccola porta entriamo in una grande sala decorata con gli stemmi delle famiglie nobili della Valle d'Aosta, e centrale è lo stemma dei Savoia. 

Percorriamo strette viuzze di un centro ricco di scorci e di vecchie abitazioni e superato un arco entriamo all'interno di un cortiletto dove la casa-forte conosciuta come la Torre di S. Anselmo è riconosciuta come il luogo dove nacque Sant'Anselmo. Risalente al X° secolo, è rimasto solamente il basamento di una vecchia torre mentre sopra si sono costruite abitazioni più recenti.
 
Aosta

Il giorno seguente raggiungiamo il centro di Aosta. I resti della famosa Augusta Praetoria, l'antica città romana, sono ancora visibili nel Teatro Romano, la cui facciata domina lo spazio antistante, e nella Porta Praetoria, ingresso principale della città, oggi in fase di restauro.
Dal periodo romano passiamo agli anni mille, quando è stato costruito il grande complesso di edifici religiosi chiamato la Colleggiata di Sant'Orso. Il complesso comprende la chiesa, la cripta, il Priorato, e il chiosco, un susseguirsi di colonne dai capitelli scolpiti con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, della vita di Sant'Orso ed animali fantastici. Riprendendo il cammino ci troviamo nella Piazza Chanoux dove ha sede il comune, il cui palazzo è della prima metà dell'ottocento, la data più recente per gli edifici del centro storico di Aosta. Dalla zona di epoca romana siamo passati alla parte più recente della città e, percorrendo un cammino nella storia, abbiamo visto lo sviluppo della nostra architettura dai romani, al medioevo, ai giorni nostri.

Come arrivare

Sull'autostrada A4, uscire a Santhià per entrare nell'autostrada A5 direzione Aosta.
Uscire ad Aosta est e seguire per Gressan.

Dove abbiamo sostato

L'area a nostra disposizione è stata presso la frazione des Iles dove si trova un centro sportivo polivalente. Erano a disposizione servizi a supporto delle esigenze dei camper.
Per la sosta ad Aosta buoni consigli si trovano sul Portolano o su camperonline.it.

Anna

mercoledì 25 luglio 2012

LA GRANDA... ALLA FESTA DEGLI SPAVENTAPASSERI


Anche quest'anno la trasferta piemontese del camper club La Granda ci porta a raccogliere un curioso invito da parte degli amici della sezione di Saluzzo in provincia di Cuneo.
La destinazione è Castellar che, insieme a Pagno e Brondello, si trova nella cosiddetta Valle Bronda. Questa stretta valle che si snoda a ovest di Saluzzo, è forse poco conosciuta, ma è sicuramente ricca di storia, tradizioni antiche e sopratutto votata all'agricoltura. Qui si coltivano prodotti genuini come le mele, il ramassin (una piccola susina color blu-violetta), e una vigna particolare utilizzata per la produzione del vino “Pelaverga”, un vino che troviamo solo qui.
Queste aree collinari o di pianura ai piedi del Monviso ci portano anche quest'anno a scoprire una parte della nostra Italia nord occidentale, e le vecchie tradizioni paesane sono un buon pretesto per imparare qualcosa della storia di questa zona. (per album di foto: http://bit.ly/MYQk06)

Castellar e la Festa degli Spaventapasseri

La Festa degli Spaventapasseri accoglie ogni anno, e questo è il diciottesimo, turisti e curiosi che arrivano fino a Castellar per passeggiare tra vie e piazze del centro addobbate da pupazzi. 
E' un paese in festa, dove ogni cittadino collabora a modo suo e con i materiali che ha a disposizione, a costruire lo spaventapasseri che più lo rappresenta, e anche noi camperisti abbiamo il nostro “ciciu”.
Non è solo il centro di Castellar e la festa degli spaventapasseri ad essere il motivo di questa visita, ma anche il bellissimo Castello di Castellar che domina il paese dall'alto della collina. Il castello era originariamente proprietà dei Marchesi di Saluzzo, ma poi è stato acquistato da una famiglia locale che si è occupata della restaurazione. L'attuale proprietario, che tuttora vive nel castello, ci ha accolto con grande simpatia e ci ha raccontato numerosi aneddoti della vita dei castellani, storie tratte dal diario il “Carneto”, compilato da Giovanni Andrea, un antico abitante del castello. Interessante è stata la visita al piano superiore dove riempie le sale una minuziosa raccolta di uniformi, armi, documenti e cimeli che riguardano il periodo che va dal Risorgimento all'Unità d'Italia.
 
Pagno e i tesori della valle dei Saluzzo

Castello di Castellar
Tra i frutteti e lungo i percorsi agresti che punteggiano l’intera zona intorno a Castellar scopriamo piccole chiese, cappelle e abbazie che fanno parte di un itinerario segnato fin dai tempi dei Marchesi.
A Pagno veniamo accompagnati dai nostri cari amici in quella che è l'antica Abbazia dei Santi Pietro e Colombano. Risalente fin dall'ottavo secolo dopo Cristo, fu distrutta più volte per poi essere in parte ristrutturata anche recentemente. Conserva affreschi importanti, come quello che rappresenta l'Arcangelo S. Michele, scelto come “immaginetta” per identificare un progetto chiamato “Mistà, Arte e Fede nelle valli dei Marchesi di Saluzzo”, per cui il contributo dell’Europa è stato fondamentale nella ristrutturazione di importantissimi siti storici della zona. 
Sempre seguendo il percorso, inforchiamo le biciclette per andare alla ricerca, tra campi coltivati, della piccola cappella di “San Ponzio” che, localizzata proprio a Castellar è un gioiello ben nascosto ma sapientemente restaurato.

Saluzzo e il suo marchesato

Saluzzo
Per la sosta in questi tre giorni, veniamo accolti nella bella Area Attrezzata di Castellar da poco realizzata, e inaugurata in occasione del raduno. 
E' un ottimo approdo per visitare la zona e, avendo le biciclette, è possible raggiungere il centro storico di Saluzzo percorrendo un piacevole sentiero che attraversa frutteti e numerosi torrenti.
Saluzzo, ben racchiusa all'interno di mura medioevali, conserva in modo esemplare monumenti e palazzi risalenti fin dall'epoca del Marchesato. I vicoli ancora lastricati ci conducono fino al punto più alto del paese, dove domina la Castiglia, antica residenza signorile e poi carcere, mentre tutt'intorno, i numerosi palazzi ci ricordano che Saluzzo era una capitale del rinascimento italiano.

Dopo questi piacevoli tre giorni in compagnia di amici, e accompagnati da grande storia e cultura torniamo a casa con la certezza che anche l’anno prossimo avremo il piacere di tornare qui, a scoprire ancora qualche angolo della splendida, e purtroppo poco conosciuta, Italia nord occidentale.

Anna

domenica 24 giugno 2012

VERONA - un gioiello a due passi da casa..

Sono tornata a casa per qualche giorno e, abituata all'estrema modernità di buona parte del centro di Londra, avevo proprio voglia di visitare una grande città italiana per riassaporare la bellezza dell'arte e dell'antichità del nostro paese. 
Piazza delle Erbe
Così ho scelto di andare a trascorrere un pomeriggio ed una serata nella splendida Verona, un vero e proprio gioiello artistico, culturale ed architettonico.
Era da molto tempo che non venivo qui, ma soprattutto moltissimo tempo che non visitavo una grande città italiana, per cui ogni angolo era una scoperta.
Siamo arrivati nel pomeriggio e, dopo aver parcheggiato su Corso Porta Nuova siamo approdati in Piazza Brà, la piazza dove si trova l'Arena.  Ristoranti e bar costeggiano l'intero piazzale ed il brulicare della gente seduta ai tavoli, mi ha fatto notare subito la piacevole differenza tra la nostra cultura mediterranea e quella nordeuropea.
Piazza dei Signori
All'Arena davano la prima opera della stagione ma noi, che non eravamo assolutamente informati e soprattutto eravamo sprovvisti di biglietti, proseguiamo verso la spettacolare Piazza delle Erbe. All'epoca romana era il centro politico ed economico della città, mentre ora è sede di un coloratissimo mercato oltre che di bar e ristoranti. Vicinissima a Piazza delle Erbe sta Piazza dei Signori, meglio conosciuta come Piazza Dante, data la statua di Dante Alighieri che si erge nel mezzo. Qui ci fermiamo per la cena e poi rimaniamo coinvolti in un concerto di voci che si svolge nel loggiato in fondo alla piazza.
Scala della Ragione
Proseguendo sotto un arco  (che poi scopriamo essere l'Arco della Costa), entriamo nel cortile del Palazzo della Ragione e rimaniamo incantati dalla Scala della Ragione, una meraviglia dell'architettura tardogotica del XV secolo che risalta in modo assolutamente elegante sui colori bianco-rossi del palazzo.
Passeggiare per Verona, anche in tarda serata, è estremamente piacevole. Ogni angolo è una scoperta ed in ogni angolo c'è una storia da raccontare. 
Tornare in Italia dopo così tanti mesi significa vedere ed apprezzare le nostre bellezze in modo diverso, nuovo e molto più curioso! I luoghi vicini a casa che si è sempre dati per scontati, risultano avere un valore mille volte superiore quando l'occhio, quasi non più abituato alla bellezza del nostro patrimonio artistico, diventa quello del turista incantato..

Anna ed Elena

domenica 17 giugno 2012

VENEZIA E L'AMERICA'S CUP 2012


Venezia dopo Napoli è protagonista nei giorni di metà maggio di un grande evento che ha portato in città numerosi appassionati di vela. L'America's Cup ha fatto tappa qui, nella città lagunare, per sostenere due regate all'interno del Bacino di San Marco. 
Un connubio certamente vincente quello che mette insieme antico e moderno, la cui centralità  è il mare. La grande struttura dei cantieri navali dell'Arsenale risalenti ancora fin dal 1100 e che fecero grande la Serenissima, si accostano con grande naturalità alla tecnologia delle più moderne imbarcazioni a vela dove strategie e ricerca vengono messe in competizione. 
Anche noi, appassionati e sostenitori del team italiano “Luna Rossa”, abbiamo raggiunto Venezia  per vedere da vicino i famosi catamarani.
Dopo essere arrivati con il nostro camper in uno dei tanti campeggi  che si trovano lungo il litorale del Cavallino,  ci siamo portati ai traghetti di Punta Sabbioni per raggiungere Venezia e più precisamente la Riva degli Schiavoni. Da qui il tragitto è breve per arrivare all'Arsenale dove ha sede il Villaggio allestito per l'America's Cup. E' stata una grande opportunità quella di poter entrare, gratuitamente, all'interno dell'Arsenale  e potersi rendere conto della complessità di questi grandi spazi. 
Quasi senza rendersene conto ci siamo trovati all'interno di un museo navale dove si trovano barche a vela d'altri tempi e sottomarini dell'ultima guerra. In un percorso ben segnalato ed obbligato siamo arrivati all'esterno della struttura cantieristica  per trovarci proprio nella darsena dove, con grande stupore, erano ormeggiati i catamarani.
Una grande emozione è stata per noi vederli così da vicino. Erano proprio lì, i due di Luna Rossa, Oracle, Energy e altri, tutti in mostra pronti ad essere fotografati ed ammirati da una folla numerosa di appassionati. Tutto intorno  gli edifici cantieristici appena ristrutturati facevano da cornice, mentre all'interno mostre fotografiche e ristoranti riempivano le sale. Anche la Biennale di Venezia occupa parte degli ampi locali e tutto intorno i cantieri sono in piena attività di ristrutturazione.
La giornata è soleggiata e non fa eccessivamente caldo, per cui passeggiare all'interno dell'ampio Villaggio dell'Arsenale è molto piacevole e curioso. Arriviamo in fondo al grande complesso dove ci si affaccia al mare aperto e dove è allestito il Team Bases. Un susseguirsi di capannoni montati appositamente per l'occasione, ognuno per ogni team, sono il riparo per i catamarani una volta terminate le regate.
Ci dirigiamo verso l'imbarcadero per prendere il traghetto che ci porta al Lido dove avremmo seguito le regate di allenamento organizzate al largo della spiaggia di S. Nicolò.
Il lungo viale che percorriamo per arrivare alle spiagge è fiancheggiato da bar, ristoranti e negozi di ogni tipo tra cui alcuni molto turistici. La nostra meta è ancora abbastanza lontana e vogliamo arrivare in tempo per assistere all'uscita dei catamarani in mare aperto per cui non ci fermiamo e proseguiamo veloci. Una lingua di sabbia molto ampia accoglie bagni attrezzati con ombrelloni e lettini, o veri e propri salotti in giunco sulla spiaggia. Noi camminiamo lungo la battigia per raggiungere il punto indicato dal programma velista. I team entrano nello spazio di mare a loro assegnato e tutt'intorno sono radunati appassionati che con le loro barche private godono da vicino le regate. Lo spettacolo sta per cominciare e noi, anche se un po' lontani, siamo lì pronti  ad assisterlo........

Anna

domenica 13 maggio 2012

COTSWOLDS - Inghilterra (Maggio 2012)


A solo un paio di ore dalla capitale, Cotswolds è una zona dell’Inghilterra assolutamente da visitare. Questo agglomerato di piccoli villaggi dalle costruzioni tradizionali attira visitatori da tutto il mondo ed è considerato una delle top destination dell’intera Gran Bretagna, insieme alle famosissime Edimburgo, Stonehenge, i vari castelli ed ovviamente Londra.
Bourton-on-the-Water
Cotswolds copre due diverse contee, quella del Gloucestershire e dello Oxfordshire e si snoda a nord di Bristol e ad ovest di Oxford.
Decidiamo all’ultimo minuto di partire per un paio di giorni e con poca fortuna e poco tempo, non riusciamo a trovare disponibilità nei bed & breakfast di Chipping Campden o altri villaggi, e così stiamo all’Holiday Inn di Gloucester, un’ottima sistemazione qualità-prezzo anche se fuori dal centro città.
Il primo giorno partiamo da Londra la mattina presto ed arriviamo al primo villaggio Bourton-on-the-Water verso metà mattinata.
Bourton-on-the-Water si presenta come un romantico paesino in stile tradizionale inglese attraversato da un fiumiciattolo che rende il paesaggio ancora più caratteristico. È decisamente il paese più turistico di tutta Cotswolds ma uno stop qui vale sicuramente la pena.
Chipping Campden
Ci fermiamo per pranzo in un pub nel centro ed il cibo è delizioso. Ordiniamo hamburger e meat pie, la tipica torta salata ripiena di carne ed azzardiamo un espresso che avremmo decisamente dovuto evitare.

Dopo pranzo ci spostiamo verso la nostra seconda meta, Chipping Campden, un altro piccolo villaggio a nord di Bourton-on-the-Water. La strada che attraversa la valle e che unisce i piccoli villaggi è spettacolare. Le pecore pascolano ovunque, i prati sono verdissimi, e qua e là si vedono enormi distese di fiori gialli. Approdiamo a Chipping Campden dopo all’incirca mezz’ora e subito troviamo la cattedrale che, sorprendentemente, è un po’ spostata dal centro. Un enorme prato da pascolo verde fa da sfondo al cimitero, dove le lapidi in pietra in contrasto col verde chiarissimo dei prati creano un paesaggio tipicamente inglese.
Chipping Campden
Il centro di Chipping Campden è una lunga via di case tradizionali. I negozietti sono molto piccoli e vendono oggettistica per la casa con tazze fiorate per l’afternoon tea o decorazioni per il giardino, mentre i pub sono locali minuscoli, bui, con porte basse e moquette scura, e il tutto rende l’atmosfera molto particolare.
Dopo Chipping Campden ci dirigiamo verso l’hotel a Gloucester e rimaniamo in hotel tutta la sera a chiacchierare in compagnia.
La mattina seguente decidiamo di visitare la città che, a parte la bella cattedrale, non è niente di speciale, e poi di spostarsi a Cheltenham ed infine a Broadway.
Cheltenham si rivela molto deludente. La high street è una lunga via di catene di negozi e non c’è una singola attrazione interessante in tutta la città, così ci spostiamo subito verso Broadway.
Il villaggio di Broadway, seppur molto simile agli altri villaggi che già abbiamo visitato, è molto caratteristico, e qui troviamo anche i tipici cottage inglesi, quelle minuscole ed accoglienti casette dai tetti in paglia.
Broadway ospita anche la famosa Broadway Tower, un’alta torre costruita nel 18esimo secolo dall’architetto britannico Capability Brown, che dall’alto di una collinetta domina la splendida valle. Vicino alla torre pascolano dei bellissimi cervi e noi ci rilassiamo qui fino al tramonto..

Cotswolds in campeggio?

Secondo noi non c'è modo migliore di visitare queste splendidi valli che in camper. I paesi non sono raggiungibili con trasporti pubblici, quindi comunque è necessario girare in macchina, e quindi perchè non farlo in camper dove si può fermarsi in un campeggio, stare all'aperto e respirare la tranquillità della zona?

Una lista dei campeggi nei Cotswolds si può trovare qui:


domenica 15 aprile 2012

CASTEL GANDOLFO... e non solo (15-16 Ottobre 2011)

Dopo più di cinquecento chilometri arriviamo finalmente al borgo antico di Castel Gandolfo che sarà il nostro punto d’approdo per visitare alcune delle realtà dei Colli Albani che si trovano nelle immediate vicinanze.


Fa parte del Club “I Borghi più Belli d'Italia”, ed è famoso soprattutto per essere la dimora estiva dei Papi. Appena fuori le mura troviamo lo splendido belvedere da dove si osservano a trecentosessanta gradi i fitti boschi e il Monte Cavo che circondano il lago di Albano, mentre nella grande piazza della Libertà dove si affaccia il palazzo papale, non possiamo fare a meno di fermarci davanti alla spettacolare fontana del Bernini. La grande cupola che sovrasta la Chiesa di San Tommaso di Villanova, è costruita come la cupola della Basilica Vaticana a Roma e anche qui ci fermiamo incantati.
Passeggiare tra le strette vie e vicoletti del borgo medioevale è molto rilassante. Numerose sono le trattorie e fraschette (osterie) che con i loro tavoli lungo la via principale invitano a fermarsi per gustare piatti tipici laziali tra cui i bucatini all'amatriciana o, vista la vicinanza al lago, una buona frittura di pesce innaffiata dal vino dei colli albani. Dal borgo percorriamo un sentiero e un tratto di strada principale che ci porta in riva al lago, e poi proseguiamo fino alla stazione ferroviaria di Castel Gandolfo. In questa soleggiata domenica di ottobre il lago è animato di turisti e vediamo molti di loro fermarsi nei deliziosi ristorantini sulla costa che, a dir la verità, tentano anche noi!


Albano Laziale


A pochi chilometri da Castel Gandolfo troviamo Albano Laziale, un centro che a prima vista ci appare molto animato e piuttosto caotico. La nostra visita alla città storica parte dal Museo Civico, dove conosciamo subito il custode, una persona estremamente socievole che con grande interesse, entusiasmo e passione, ci accompagna nei luoghi della storia. Percorrendo la Via Appia e più precisamente al XV° miglio da Roma, direzione sud, incontriamo per primo il Sepolcro detto degli Orazi e Curiazi, un monumento ormai quasi completamente distrutto, e poi le Catacombe di San Senatore, così dette perché si trovano proprio sotto la chiesa di San Senatore. Sono state scavate all'interno di una cava di pozzolana e hanno una temperatura costante e, a differenza delle catacombe che troviamo a Roma (dove i cristiani si rifugiavano per pregare e sfuggire alle persecuzioni) qui sono luoghi di culto e sepoltura per martiri e santi.

Cisternoni
Uscendo da qui, il custode ci accompagna in un punto piuttosto alto della città, dove un cancello ci introduce all'interno di una grande opera d'ingegneria idrica romana: “i cisternoni”. Questa imponente cisterna costruita in epoca romana da Settimio Severo aveva lo scopo di fornire acqua all'accampamento della II° Legione Partica. È stata collocata in una posizione alta perché per caduta forniva acqua ai soldati che stavano nell’accampamento più in basso. La pianta è a forma rettangolare suddivisa in cinque navate e vi si accede allora come oggi da un ingresso e da una scalinata che porta direttamente all'interno della cisterna. Ci ha un po’ rattristato lo stato di abbandono e la collocazione quasi nascosta non sufficientemente raccontata da parte delle maestranze competenti, ma ci ha fatto molto piacere venire a conoscere anche quest’altra piccola parte di storia. Albano è molto ricca di storia romana proprio perché collocata lungo la via Appia e ogni angolo ha qualcosa da raccontare. Fin dai primi secoli dopo Cristo era molto importante per Roma, tanto che il grande imperatore Settimio Severo ha fatto base in questa città un accampamento di 6000 uomini, quindi ha costruito edifici, acquedotti, cisterne per l'acqua, anfiteatri, porte d'ingresso con mura difensive, magazzini, e molto altro. Dopo aver ammirato la parte più antica della città, ci facciamo ancora accompagnare dalla nostra guida, fino al Monte Cavo passando per la via dei Laghi, che da Albano prosegue per Velletri, e poi in direzione Rocca di Papa. Il Monte Cavo, un tempo una montagna vulcanica, sovrasta tutta la zona dei Colli Albani e nei tempi antichi era molto importante, tanto che sulla sua sommità è stato eretto un santuario sacro ai Latini. Mano a mano che saliamo con l'auto e ci addentriamo nel bosco incrociamo tratti di quello che era la Via Sacra, una via costruita in basolato vulcanico, che ancora oggi è percorribile a piedi e che un tempo portava al santuario. Ci fermiamo e il nostro caro amico, nonché accompagnatore, ci conduce lungo un breve sentiero che ci fa arrivare ad un belvedere naturale che solo lui conosce. Con grande enfasi ci mostra il panorama di entrambi i laghi vulcanici affiancali: Albano e Nemi.
È stata una bellissima esperienza che è difficile da dimenticare ma ora che la “gita” ad Albano Laziale è finita proseguiamo per la via dei Castelli Romani ed arriviamo ad Ariccia.


All'interno del Parco dei Castelli Romani, Ariccia è conosciuta soprattutto per gli amanti della buona tavola e in particolar modo per chi vuole provare la famosa porchetta, una sorta di arrosto di maialino condito con numerose spezie che solo mani esperte e segreti di concia tramandati da padre in figlio ne hanno fatto un piatto unico e difficilmente imitabile. Sono numerose le fraschette del centro storico dove è possibile assaggiare il famoso piatto, ma noi iniziamo subito la visita alla parte monumentale. 
Ariccia
All'ingresso della città, appena superato il ponte, troviamo il maestoso Palazzo Chigi www.palazzochigiariccia.it  costruito da Gian Lorenzo Bernini, e la grande fontana in mezzo alla piazza al di là della strada. Visitiamo il palazzo con la guida che, dopo aver raccontato brevemente la storia dell’edificio e della famiglia Chigi, che ne fece una residenza barocca fin dal milleseicento, percorriamo l’interno dove ogni arredo è originario dell'epoca. Ogni sala ha una sua particolare storia o tema, a seconda dell’antica funzione o di ciò che vi si raccoglie. In particolare ci ha colpito la farmacia privata, dove ogni oggetto e la sua funzione sono descritti minuziosamente, ma sono anche state interessanti le varie sale a tema  come la “Sala delle Belle” per i numerosi ritratti di donne, la “Sala delle Suore” per le raffigurazioni di monache della famiglia nelle vari epoche, o la “Sala del Trucco” così detta per la presenza di un gioco simile ad un biliardo. Una curiosità è che questo palazzo è stato spesso scenario di film o fiction molto famose come il “Gattopardo” di Luchino Visconti dove le scene della grande cena sono state registrate proprio all'interno della sala da pranzo estiva.

Frascati, Nemi, e il suo lago

Anche oggi è una bella giornata di sole e non fa molto freddo, per cui è piacevole inoltrarci lungo le strade che si snodano all'interno di borghi antichi. Passiamo per Marino, e poi arriviamo a Frascati, la nostra meta. Detta la regina dei colli Albani, è famosa per il vino bianco DOC e l’intera zona è ricca di dimore cinquecentesche. 
Villa Aldobrandini Frascati
Noi visitiamo la Villa Aldobrandini che, dall'alto della sua posizione panoramica, è molto visibile anche dalla piazza principale di Frascati. Fatta costruire da Papa Clemente VIII per il nipote prediletto, doveva essere un luogo di assoluto riposo. Per arrivare percorriamo un tratto di strada in salita e una volta entrati nel grande cortile scopriamo con tristezza lo stato di assoluto abbandono in cui si trova. Naturalmente non è visitabile all’interno, ed esternamente è una sorta di magazzino o deposito di materiali vari mentre il parco è l’unica zona accessibile. Vista l’impossibilità di visitare nulla torniamo a Frascati ma anche qui ci fermiamo per poco in quando il paese è molto simile a tanti altri borghi dei colli romani. 
Nemi
Riprendiamo dunque il percorso e arriviamo a NemiNemi è  una “Bandiera Arancione” ed è un piccolo borgo che si affaccia  sull'omonimo lago.  Dopo aver parcheggiato ci addentriamo nell'unica via che percorre il borgo, dove una lunga fila di case seguono il perimetro del lago. Non troviamo particolari monumenti da visitare, se non il Museo Storico delle Navi Romane. Queste navi furono fatte costruire da Caligola e dopo vari tentativi nel recupero furono comunque distrutte durante la seconda guerra mondiale e solo alcuni reperti si trovano, quindi, nel museo navale. Gli angoli nascosti, gli scorci panoramici, i ristorantini, i negozietti di oggetti artigianali o prodotti del sottobosco fanno di Nemi un luogo di villeggiatura. Ci incamminiamo lungo un sentiero appena fuori dal centro e incuriositi percorriamo un viottolo per vedere dove ci conduce. Dopo una lieve discesa arriviamo in un belvedere da dove riusciamo ad ammirare il lago sottostante. Sulle sue rive non ci sono paesi, ma solamente campi coltivati e serre. L'unico insediamento è questo piccolo gioiello di Nemi che però è in posizione collinare. La nostra visita ai Castelli Romani è terminata e purtroppo dobbiamo tornare a casa. In futuro non mancherà certo occasione per proseguire la scoperta verso altri angoli nascosti fuori dalla Capitale.

Dove abbiamo sostato

Castel Gandolfo: A.A c/o il parcheggio del campo sportivo e delle scuole medie, in via Fontana Vecchia.

Come arrivare

Raggiungere Roma ed entrare nel Grande Raccordo Anulare.
Prendere l'uscita n° 23 della via Appia.