Cerca nel blog

sabato 26 gennaio 2013

LAGO DI BRACCIANO E TUSCIA VITERBESE (11-19 Agosto 2012)


Raccontare le vacanze estive con questo grigio e freddo invernale ci è sembrata una buona idea e così eccoci qui a ricordare la nostra bella settimana nella zona a nord di Roma, la Tuscia Viterbese e il Lago di Bracciano.



Tarquinia
Prima tappa dopo una giornata di relax a Marina di Montalto di Castro è Tarquinia, città etrusca e poi mediovale che merita di essere visitata con attenzione. 
Famosa per le tombe etrusche (che noi non abbiamo potuto visitare perchè era lunedì), è una bella cittadina tranquilla dal cui belvedere si ammira l’intera valle sottostante fino al mare.
Noi siamo entrati nel centro storico dalla Barriera San Giusto, antica porta della città, dove proseguendo diritti si arriva alla piazza del Palazzo Comunale, mentre se si svolta subito a sinistra si raggiunge la parte mediovale, che è racchiusa all'interno di doppie cinta murarie. Entrati dalla Porta di Castello si incontra il bel Torrione detto di Matilde di Canossa e percorrendo il perimetro delle mura ci si inoltra nel silenziosissimo borgo medioevale dove torri  affiancate da chiese e antichi palazzi, fontane e lavatoi ci fanno tornare a ritroso nel tempo…


Cerveteri
Anche questa è città etrusca per eccellenza, ma anche medievale e quello che noi andiamo a visitare è proprio all’interno delle mura del castello. 
La cittadina è piuttosto moderna nel suo insieme e non particolarmente interessante, ma percorrendo le vie del centro ci troviamo di fronte alla bella Torre dell'Orologio e, entrando nel cortile del castello, troviamo a fare da cornice il Palazzo Ruspoli del 1500, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e la grande Torre dove è allestito il museo cerite dedicato all'arte etrusca.
Usciti dal castello attraverso la scalinata, curiosiamo ancora oltre le mura ed entriamo nel Parco Granarone dove si sta allestendo il palco per un grande evento serale.
Prossima tappa, lago di Bracciano dove ci fermiamo per un paio di notti.


Castello Odescalchi - Bracciano
L’area di sosta che scegliamo è “Le Mimose”, localizzata in una posizione perfetta a metà tra il centro di Bracciano e il lungo lago. Dopo aver sistemato il camper ed esserci preparati per la serata decidiamo di salire fino al borgo e cenare lì. La collocazione dell'area ci permette di avere un'ampia visuale del lago e raggiungere comodamente il centro attraverso un stretto sentiero in salita.
All'entrata del centro storico si presenta subito imponente il Castello Odescalchi, un ottimo biglietto da visita per il piccolo borgo di Bracciano ed il suo lago. Il castello purtroppo è chiuso e non riusciamo a visitarlo, ma piano piano ci inoltriamo nelle strette vie e scopriamo bellissimi angoli suggestivi e nascosti che non possiamo fare a meno di fotografare.
Percorriamo il perimetro delle mura dentro e fuori e poi decidiamo di fermarci a mangiare una pizza in un caratteristico ristorantino sotto il castello. Instancabili, ripercorriamo ancora una volta le viuzze del borgo per rivederlo con le luci della sera, e poi ritorniamo al camper.
Anguillara
Vista la bellissima giornata, il secondo giorno decidiamo di fare una gita sul lago con la Motonave Sabazia. Anguillara Sabazia e Trevigliano Romano sono gli altri due unici comuni che si affacciano sul lago di Bracciano.
In lontananza intravvediamo il primo borgo, Anguillara, che dal lago si presenta allungato, ma allo stesso tempo raccolto sopra la passeggiata. Si affacciano vecchie case ben restaurate e alcune seminascoste da colorate fioriture rampicanti.
Trevigliano è riconosciuta dal Touring Club Italiano come “Bandiera Arancione” per accoglienza turistica e ambientale. La cittadina è pulitissima e tenuta molto bene dal punto di vista storico e numerosi sono anche i ristoranti che si affacciano al lungolago. 
In uno di questi ci fermiamo per il pranzo e assaporiamo alcune specialità di pesce di lago.
Trevigliano
Il giorno seguente ringraziamo i gestori dell'area di sosta per la loro ospitalità e riprendiamo il viaggio, anche se solo per pochi chilometri, perchè ci fermiamo subito al Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle. Eravamo un po’ scettici nel fermarci qui, non sapevamo quanto potesse essere interessante, ma l’ampio complesso di quattro Hangar, si è rivelato una sorpresa. Qui sono ospitati numerosissimi velivoli delle due guerre mondiali oltre agli areoplani delle frecce tricolore italiane. Rimaniamo incantati a leggere la storia a fumetti della famosa spedizione polare di Umberto Nobile che, nonostante sia conosciutissima, ci ha tenuti impegnati per un buon quarto d’ora.
Riprendiamo il percorso inoltrandoci nella Tuscia Viterbese.


Sutri, città Bandiera Arancione, è collocata sulla Via Cassia ed è un piccolo gioiello ricco di storia che nasce nel periodo etrusco.
Sutri - Anfiteatro
Provenendo da sud ci colpisce subito il grande complesso della necropoli, un susseguirsi di tombe e cunicoli che si affacciano sulla strada. Percorriamo a piedi la grande collina fino ad arrivare ed entrare nell’anfiteatro. Scavato interamente nel tufo, è possibile percorrerlo tutt'intorno, entrando ed uscendo dalle gallerie. Una visita particolare merita il “Mitreo”, originariamente tomba etrusca, poi tempio pagano ed infine chiesa Cristiana. Nascosto alla semplice vista e scavato nel tufo è aperto dal custode solo su richiesta e per un numero ristretto di persone. L’ambiente è molto suggestivo, e si pensa alla storia si rimane incantati. Affreschi alle pareti riportano ritratti di santi e di pellegrini che da qui passavano per percorre la Via Francigena che da Canterbury portava a Roma.
La Porta Fraceta che ci introduce nella città medioevale di Sutri invitava i pellegrini, che arrivavano da Canterbury, ad una sosta prima di proseguire per Roma.
Il borgo è molto tranquillo, e molto caratteristico con angoli nascosti e arredi urbani particolari. Uno di questi è l'antico lavatoio tornato allo splendore dopo un recente restauro della piccola piazza dove è collocato. La posizione è esemplare, dato che da lì si domina tutta la vallata sottostante e l'acqua che sgorga è molto rinfrescante, sopratutto in queste giornate torride! Riprendiamo a scoprire il nucleo storico seguendo il percorso delle antiche mura prima di riprendere la strada e proseguire per Viterbo.


Arriviamo a Viterbo che ormai è sera e veniamo ospitati con il camper nel giardino di casa di due cari amici: Gianpietro e Caterina. L'accoglienza che ci riservano è molto famigliare e con grande entusiasmo ci accompagnano nella visita della loro città.
Una volta entrati nel centro storico rimaniamo affascinati dal quartiere San Pellegrino. E' una zona di Viterbo alquanto caratteristica per i suoi edifici ricchi di “profferli”, le antiche scale esterne tipiche del viterbese, i palazzi medievali e le alte torri, a dimostranza della potenza delle antiche famiglie della città.
Viterbo - Quartiere San Pellegrino
Ci fermiamo al Museo della Macchina di Santa Rosa. Santa Rosa è la protettrice di Viterbo e ogni anno, in settembre, viene venerata con una singolare processione dove un’alta torre (chiamata “macchina”) viene sollevata e portata a spalle da un centinaio di uomini detti “Facchini di Santa Rosa”. Il museo raccoglie le curiosità dell'evento e le riproduzioni, in miniatura, delle macchine degli anni passati.
Proseguiamo la passeggiata fino a raggiungere il Palazzo dei Papi, il simbolo di Viterbo.
La storia racconta che il primo “conclave” si è svolto proprio qui, in questo palazzo e il termine “conclave” deriva dal fatto che la cittadinanza viterbese nel 1271, stanca del prolungarsi delle elezioni per il nuovo papa, ha pensato di chiudere le porte del palazzo con le “chiavi” (da qui “conclave”), togliere i viveri e scoperchiare la sala dove erano riuniti i cardinali affinchè lo Spirito Santo illuminasse le loro decisioni. Dopo due anni Papa Gregorio X fu finalmente eletto.
Finita la nostra visita a Viterbo, ci viene suggerito di intrapprendere due escursioni fuori dalla città. Il giorno seguente raggiungiamo quindi il piccolo centro di Bomarzo e poi proseguiamo per Vitorchiano.

Bomarzo - Parco dei Mostri 

La cittadina di Bomarzo è una “Bandiera Arancione”, ma purtroppo non abbiamo tempo per soffermarci a visitare la città, in quanto lo scopo di questa escursione è quello di vedere il famoso Parco dei Mostri.
Si tratta di un bosco popolato da giganteschi mostri o figure fantastiche scolpiti nella pietra di piperino, lungo un percorso volutamente intricato. Ideato nel XVI secolo da un membro della famiglia Orsini, il parco è abitato da statue simboliche ispirate dalla fantasia e dalla mitilogia.
Sfruttando anche le pendenze del terreno si sono realizzate opere stravaganti, come una casa pendente, una sirena, animali fantastici o reali, eroi e dei. Tutti in dimensioni gigantesche. Una nota curiosa è che, dopo la morte del suo ideatore, il parco fu abbandonato e solo nel secolo scorso i nuovi proprietari hanno voluto restaurare tutte le sculture che nel frattempo erano state sepolte dalla vegetazione. Una vetrina fotografica, che troviamo all'ingresso, dimostra lo stato di assoluto abbandono del parco prima che fosse restaurato e i lavori che sono stati intrapresi per rendere accessibile tutta la zona.

Vitorchiano    

Anche Vitorchiano è una Bandiera Arancione. 
Noi lo vediamo prima da fuori, 
da una delle terrazze panoramiche sulla strada, e poi dall’interno entrando da Porta Romana. Dall’esterno si presenta come un agglomerato di abitazioni costruite, e parte integrante, di una rupe. Dall'interno,è un borgo fortificato, un intricato intreccio di vie dove si affacciano in modo ordinato palazzi, chiese, torri, case. Qui il tempo sembra essersi fermato, con pochissimi negozi, silenzio e persone anziane sedute fuori a chiacchierare con gli amici..
Vitorchiano era l’ultimo paese del viterbese delle nostra visita e ora ci ci dirigiamo verso nord sulla via Cassia.


Raggiungiamo l'area di sosta sul lago solo verso sera per cui, dopo una così lunga giornata, pensiamo di cenare e di rimandare la visita all'indomani.

Il mattino seguente raggiungiamo il borgo di Bolsena in bicicletta. Percorriamo il lungolago fino a raggiungere la porta al borgo antico, anche questo Bandiera Arancione. Parcheggiamo le biciclette e, dentro le vecchie mura castellane, saliamo, attraversiamo piazzette, percorriamo vicoletti lastricati fino ad arrivare al Castello Monaldeschi da cui si vede il lago.
Scesi dal Castello andiamo a visitare la Basilica di Santa Cristina che ci porta a conoscere il Miracolo dell'Eucarestia accaduto nel 1263. Un sacerdote durante la messa avrebbe dubitato della presenza di Cristo nell’Eucarestia e l’ostia ha sanguinato. Nella Cappella è ancora custodito l'altare dove sono visibili le macchie di sangue sgorgate dall'eucarestia, mentre i paramenti, anch'essi macchiati, sono ora conservati nel Duomo di Orvieto.
Una storia molta antica, ma che ancora oggi viene ricordata nel giorno del Corpus Domini, festività istituita dopo questo evento.

Eccoci alla fine del nostro viaggio e sulla via del ritorno. Il Lazio e soprattutto questi piccoli paesi sono ancora poco conosciuti, ma assolutamente da scoprire e visitare. Ogni angolo ha una storia molto antica e il solo ascoltare o leggere le storie e le leggende di ciascun paese affascina e incuriosisce.

Dove abbiamo sostato

Marina di Montalto di Castro : AA “Il Pioppo”
Lago di Bolsena : AA “ Le Mimose”
Lago di Bolsena : AA “ Parking per Camper Guadetto”

Elena e Anna

Nessun commento:

Posta un commento